Showing posts with label Jeff Tweedy. Show all posts
Showing posts with label Jeff Tweedy. Show all posts

Thursday, October 30, 2014

Do you still love rock'n'roll?

C'è un signore paffuto vestito in modo improbabile che se ne va in giro di porta in porta a cercare di vendere il disco che ha appena fatto con il figlio. Inevitabilmente, come nella miglior tradizione dei commessi viaggiatori di una volta, tutti gli sbattono la porta in faccia. Lui non si perde mai d'animo, anzi non lascia trapelare alcunché dalla sua espressione impassibile, fino a quando non trova qualcuno che gli paga il disco in banane. Il finale del divertentissimo (e amaro) video del brano Low Key lo lasciamo in sospeso per chi ancora non lo avesse visto. Vale la pena vederlo però: come ci ha detto Jeff Tweedy in questa intervista, "questo è il punto in cui ci troviamo oggi, stufi e stanchi del music business".



Il Jeff Tweedy che insieme al figlio Spencer ha dato vita a "Sukierae", suo primo disco fuori dei Wilco, non è invece uno che è stanco di fare musica e scrivere canzoni. Qualcuno si è anche lamentato perché nel disco ce ne sarebbero troppe, ben venti ("Chi si lamenta di questo ha ben poco a cui pensare" dice). Non è neanche stanco dei Wilco, con cui ha già ripreso a fare concerti e soprattutto non è stanco del suo vecchio motto ("La musica è stata il mio salvatore. Ho avuto il mio nome dal rock'n'roll"): "Il rock'n'roll non è semplicemente uno stile di vita o un tipo di musica per me" ci ha detto. "Il rock'n'roll per me significa libertà personale e libertà di espressione, è credere in quello che si è senza vergognarsi di quello che si è". Jeff Tweedy, commesso viaggiatore del rock'n'roll, è ancora la voce più lucida della musica americana.

CLICCA SU QUESTO LINK PER LEGGERE L'INTERVISTA A JEFF TWEEDY

Wednesday, October 01, 2014

Sorella Morfina

E' la Marlene Dietrich del rock. E' nostra sorella morfina, è l'inglese spezzata in due, la meravigliosa regina della Swingin' London, finita a vivere sotto a un muro a elemosinare spiccioli per pagare la sua tossicodipendenza. Quello che il suo ex amante, Mick Jagger, declamava senza vivere, lei l'ha preso sulle sue spalle e all'inferno ci è andata davvero, fortunatamente con un biglietto di ritorno. E' morta, rinata ed è tornata a testimoniare.



"Give My Love to London", insieme al suo storico disco del 1979 "Broken English", che segnava appunto la resurrezione di una persona data per morta dopo un decennio di abusi, è il suo capolavoro. Di una onestà disarmante. E' il disco che Nick Cave, che qui collabora scrivendo per lei la trascendentale Late Victorian Holocaust, non riesce più a fare da molti anni. Così Marianne ha preso il suo posto e ha fatto il disco che tutti sognavamo. Non solo Nick Cave: alcune delle menti migliori della sua e della più recente generazione sono accorsi da lei, come è giusto che sia quando Marianne entra in studio: Roger Waters, che ha scritto per lei la splendida Sparrow Will Sing; Anna Calvi, con Falling Back. E ancora: Brian Eno, Ed Harcourt, Steve Earle, tutti accorsi alla sua corte per dare un contributo.


CLICCA SU QUESTO LINK PER CONTINUARE A LEGGERE LA RECENSIONE

CLICCA SU QUESTO LINK PER LEGGERE LA RECENSIONE DEL DISCO DI JEFF TWEEDY

Sangue nei solchi del cuore

“Bob Dylan è in città, c’è bisogno di catturare qualcosa di magico”. La “città” è ovviamente New York, al telefono John Hammond, il più gran...

I più letti