
Monday, October 01, 2012
Una cosa piccola ma buona
“Probabilmente avete bisogno di mangiare qualcosa” dice “spero vogliate assaggiare i miei panini caldi. Dovete mangiare per andare avanti. Mangiare è una cosa piccola, ma buona in un momento come questo”.
Il pane spezzato. Condiviso.
Il gesto banale, è caritatevole? La partecipazione al dolore altrui si misura? L’immedesimarsi e l’offrire: niente di che, perché davanti al dolore più grande, la perdita di un figlio, che cosa si può fare o dire? Nulla. Del resto, davanti a nessun dolore nessuno può far qualcosa se non rimanere a guardare. Meglio se in silenzio.
Oppure offrire “una cosa piccola, ma buona”. La vita, fatta di dolori immensi e indicibili, e di cose piccole, ma buone che rendono la ferita sopportabile.
La coppia e il pasticciere restano insieme tutta la notte, fino alle luci dell’alba, a condividere quei piccoli dolci. Non c'è più nulla da recriminare o da odiare.
“Rimasero lì a parlare fino all’alba, un chiarore pallido e intenso che entrava dalle vetrine senza che venisse loro in mente di andarsene”.
Una cosa piccola ma buona: nel dolore, l’inizio di una umanità diversa.
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6 comments:
The man can't sleep, listens to ice
in the bare trees, tastes blood in his teeth.
Much later, the ice and the blood become
wind, yes, which plays sad violin until morning.
RC
grazie
scrivi Paolo che ci fai bene.
in realtà è raymond carver che scrive...
riesci sempre a farmi saltare il cuore in gola
Sì,la torta di compleanno...da leggere insieme a Cathedral,assolutamente. Dovremmo tornare a scriverle,cose piccole ma buone.e intanto, grazie
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