Thursday, May 02, 2013

Ho un debole

Sì ho un debole per Lorenzo Bertocchini. Non importa che faccia sempre il verso a Springsteen, nei suoi dischi, cosa che difficilmente accetterei da qualcun altro. Ho un debole per lui innanzitutto perché anche se non lo vedo da anni mi ricorda le mille serate passate insieme a Carlo Carlini a Sesto Calende: molte volte era proprio Lorenzo ad aprire qualche artista americano che doveva esibirsi e dopo si andava tutti insieme a sbevazzare, raccontarsi e cantare ancora. E Carlo mi manca troppo. Poi ho un debole per lui perché è sempre stato un ragazzo umile, in un campo, qui in Italia, dove invece abbondano "i numeri uno", quelli che sembra sempre che siano appena tornati da un concerto al Madison Square Garden. E ha anche un grande cuore romantico come si capisce ascoltando le sue canzoni. Ho un debole anche perché i suoi dischi sono sempre prodotti e suonati egregiamente, cosa rara dalle nostre parti. Lui comunque il verso a Springsteen lo sa fare bene, come dimostra il nuovo cd Bootcut Shadow, perché ha scelto il suo periodo migliore, quello che va dal 73 all'80, certe ballate notturne e spezzacuori in particolare e poi ci mette quella bella voce dylaniana che lo caratterizza. I suoi cd suonano sempre benissimo, ci sa fare in studio, e sono stampati con una cura (e una spesa, immagino) notevolissime: libretti, cartonati, belle foto. Insomma: lui ama la sua musica e io ho un debole per lui e i suoi cd li ascolto sempre volentieri. Sono un'ottima compagnia per quelle notti dove non trovi la strada verso casa.




Ho un debole anche per Luca Rovini, che ho conosciuto di persona solo cinque minuti dopo il concerto di Tom Petty dello scorso anno a Lucca, ma vedo giornalmente su fb. Ho un debole per la sua bella famigliola di tre splendide bimbe e un po' di invidia per quella bella casa nel pisano di cui ho visto dalle foto solo il giardino ma mi basta il giardino per farmi venire l'invidia. Da quando mi ha fatto sentire le sue canzoni ho un debole anche per quelle, e poi sempre su FB l'ho visto costruirsi una bellissima chitarra acustica da solo. Non è roba da poco. Adesso ho un debole per il suo nuovo cd, Avanzi e guai. Ha un suono fenomenale: acoustic rockabilly, insomma tra Johnny Cash e il primo Elvis. Roba che fanno in pochi in Italia, niente Springsteen (scusa Lorenzo….). Canta in italiano e le sue ballate ricordano Luigi Grechi, il primo De Gregori, insomma quel bel modo antico quando dire cantautore in Italia aveva un significato. Sono belli e intelligenti anche i testi. Con lui solo l'ottimo Claudio Bianchini alle elettriche, dobro e quant'altro. Un disco scarno, ma pieno di anima e di suoni gioiosi, quello di chitarre antiche come la storia del rock, da schiantarsi sulla strada tra Memphis e Nashville. Ho un debole per Luca Rovini perché mi ha detto una cosa bellissima: "Una volta a fine anni 90 feci ascoltare delle registrazioni a Carlo Carlini che mi dette il suo numero di telefono e mi disse che mi avrebbe fatto aprire per qualcuno a Sesto Calende. Il mio più grosso rimpianto è non averlo mai chiamato perché all’epoca forse avevo troppo timore dei giganti che suonavano là". Ecco, i conti tornano sempre. Chi è stato amico di Carlo è amico mio. C'è buona musica anche in Italia, dopo tutto.




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