Ai nostri vicini:
Che autunno meraviglioso! Tutto luccica e splende come oro e tutta quell'incredibile morbida luce. L'acqua ci circonda.
Lou e io abbiamo passato molto tempo qui negli ultimi anni, e anche se siamo gente di città questa è la nostra casa spirituale.
La settimana scorsa avevo promesso a Lou di portarlo fuori dall'ospedale per tornare a casa, a Springs. E l'abbiamo fatto!
Lou era un maestro di tai chi e ha passato i suoi ultimi giorni qui, felice, abbagliato dalla bellezza, e dalla forza, e dalla dolcezza della natura. E' morto domenica mattina guardando gli alberi e facendo la famosa posizione 21 del tai chi, con le sue mani da musicista che si muovevano nell'aria.
Lou era un principe e un combattente e so che le sue canzoni sul dolore e la bellezza del mondo riempiranno molta gente dell'incredibile gioia che aveva per la vita. Lunga vita alla bellezza che scende, attraversa e si impadronisce di tutti noi.
Laurie Anderson
moglie innamorata e amica eterna
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Friday, November 01, 2013
Sunday, October 27, 2013
New York City Man
- Lewis Allan Reed (Brooklyn, 2 marzo 1942 – Long Island, 27 ottobre 2013)
One fine morning, she heard on a New York station
she couldn't believe what she heard at all
She started dancing to that fine-fine music
her life was saved by rock 'n' roll
Magician Magician take me upon your wings
and ... gently roll the clouds away
I'm sorry so sorry I have no incantations
only words to help sweep me away
I want some magic to sweep me away
I want some magic to sweep me away
I want to count to five
turn around and find myself gone
Fly through the storm
and wake up in the calm
Release me from the body
from this bulk that moves beside me
Let me leave this body far away
I'm sick of looking at me
I hate this painful body
that disease has slowly worm away
Magician take my spirit
inside I'm young and vital
Inside I'm alive please take me away
So many things to do - it's too early
For my life to be ending
For this body to simply rot away
I want some magic to keep me alive
I want a miracle ... I don't want to die
I'm afraid that if I go to sleep I'll never wake
I'll no longer exist
I'll close my eyes and disappear
and float into the mist
Somebody ... please hear me
my hand can't hold a cup of coffee
My fingers are weak - things just fall away
Inside I'm young and pretty
Too many things unfinished
My very breath taken away
Doctor you're no magician - and I am no believer
I need more than faith ... can give me now
I want to believe in miracles - not just belief in numbers
I need some magic to take me away
I want some magic to sweep me away
Visit on this starlit night
replace the stars the moon the light - the sun's gone
Fly me through this storm
and wake up in the calm ...
I fly right through this storm
and ... I ... Wake ... Up ... In ... The ... Calm
One fine morning, she heard on a New York station
she couldn't believe what she heard at all
She started dancing to that fine-fine music
her life was saved by rock 'n' roll
Magician Magician take me upon your wings
and ... gently roll the clouds away
I'm sorry so sorry I have no incantations
only words to help sweep me away
I want some magic to sweep me away
I want some magic to sweep me away
I want to count to five
turn around and find myself gone
Fly through the storm
and wake up in the calm
Release me from the body
from this bulk that moves beside me
Let me leave this body far away
I'm sick of looking at me
I hate this painful body
that disease has slowly worm away
Magician take my spirit
inside I'm young and vital
Inside I'm alive please take me away
So many things to do - it's too early
For my life to be ending
For this body to simply rot away
I want some magic to keep me alive
I want a miracle ... I don't want to die
I'm afraid that if I go to sleep I'll never wake
I'll no longer exist
I'll close my eyes and disappear
and float into the mist
Somebody ... please hear me
my hand can't hold a cup of coffee
My fingers are weak - things just fall away
Inside I'm young and pretty
Too many things unfinished
My very breath taken away
Doctor you're no magician - and I am no believer
I need more than faith ... can give me now
I want to believe in miracles - not just belief in numbers
I need some magic to take me away
I want some magic to sweep me away
Visit on this starlit night
replace the stars the moon the light - the sun's gone
Fly me through this storm
and wake up in the calm ...
I fly right through this storm
and ... I ... Wake ... Up ... In ... The ... Calm
Sunday, December 18, 2011
The Velvet Revolution
La tragedia dell'uomo moderno non è che conosce sempre meno del significato della sua vita, ma che ne è interessato sempre di meno
Vaclav Havel (5 ottobre 1936 – 18 dicembre 2011)

Ognuno ha il governo che si merita. C'è chi ha il governo dei tecnici e dei professori, c'è chi a capo del suo governo ha avuto uno scrittore e poeta. In questo secondo caso, visto che non è stato il primo e l'unico, Vaclav Havel è stata l'eccezione alla regola che dice che gli scrittori siano dei pessimi governanti. Lui era un grande scrittore e un grande governante. Non solo: ha governato il Paese che con il suo sacrifico, la sua lunga lotta, il carcere, ha contribuito a portare alla libertà.

In un blog come questo, che si astiene per quanto può dall'entrare in politica - lo fanno già tutti - Vaclav Havel lo ricordiamo anche perché la sua concezione di politica era fortemente connessa allo spirito del rock'n'roll. Di presidenti finiti sulle copertine di riviste musicali ce ne sono stati, anche di quelli che invitano alle celebrazioni delle loro elezioni fior fiore di rock stars. Vaclav Havel, anche in questo, era diverso: lo spirito del rock'n'roll non era per lui una scusa per circondarsi di nomi noti e guadagnare i voti dei fani di quei musicisti. Per Havel, lo spirito del rock'n'roll era parte integrante del suo essere uomo, artista, politico.

A fine anni 60, durante un viaggio a New York, un amico aveva consigliato ad Havel di comprare il disco di una band definita "interessante". Quel disco era The Velvet Underground & Nico. Per Havel, un ascolto illuminante. Nel 1976, quattro artisti di Praga che appartenevano alla troupe dei Plastic People, chiaramente influenzati dai plastic people di Frank Zappa, furono arrestati e posti sotto processo perché il loro spettacolo era considerato sovversivo e "minacciavano la pace". Nel loro repertorio, figuravano anche canzoni del primo album dei Velvet Underground. Havel seguì tutto il processo contro i Plastic People: aveva capito che qualcosa stava succedendo, nel monolite stalinista che opprimeva da decenni il suo Paese. Si ricordò del disco comprato a New York anni prima. Il testo che scrisse in difesa dei quattro artisti avrebbe dato vita a quel grandioso documento, Carta 77 (l'anno del punk, una coincidenza?) che avrebbe portato Havel in carcere, ma seminato i semi della futura rivoluzione. Una rivoluzione che non a caso si chiamò Velvet Revolution.

Anni dopo, incontrando Lou Reed a Praga, da presidente di una Cecoslovacchia finalmente libera, le prime parole che Vaclav Havel disse a Reed furono: "Lo sai che sono presidente grazie a te?".
Vaclav Havel (5 ottobre 1936 – 18 dicembre 2011)

Ognuno ha il governo che si merita. C'è chi ha il governo dei tecnici e dei professori, c'è chi a capo del suo governo ha avuto uno scrittore e poeta. In questo secondo caso, visto che non è stato il primo e l'unico, Vaclav Havel è stata l'eccezione alla regola che dice che gli scrittori siano dei pessimi governanti. Lui era un grande scrittore e un grande governante. Non solo: ha governato il Paese che con il suo sacrifico, la sua lunga lotta, il carcere, ha contribuito a portare alla libertà.

In un blog come questo, che si astiene per quanto può dall'entrare in politica - lo fanno già tutti - Vaclav Havel lo ricordiamo anche perché la sua concezione di politica era fortemente connessa allo spirito del rock'n'roll. Di presidenti finiti sulle copertine di riviste musicali ce ne sono stati, anche di quelli che invitano alle celebrazioni delle loro elezioni fior fiore di rock stars. Vaclav Havel, anche in questo, era diverso: lo spirito del rock'n'roll non era per lui una scusa per circondarsi di nomi noti e guadagnare i voti dei fani di quei musicisti. Per Havel, lo spirito del rock'n'roll era parte integrante del suo essere uomo, artista, politico.

A fine anni 60, durante un viaggio a New York, un amico aveva consigliato ad Havel di comprare il disco di una band definita "interessante". Quel disco era The Velvet Underground & Nico. Per Havel, un ascolto illuminante. Nel 1976, quattro artisti di Praga che appartenevano alla troupe dei Plastic People, chiaramente influenzati dai plastic people di Frank Zappa, furono arrestati e posti sotto processo perché il loro spettacolo era considerato sovversivo e "minacciavano la pace". Nel loro repertorio, figuravano anche canzoni del primo album dei Velvet Underground. Havel seguì tutto il processo contro i Plastic People: aveva capito che qualcosa stava succedendo, nel monolite stalinista che opprimeva da decenni il suo Paese. Si ricordò del disco comprato a New York anni prima. Il testo che scrisse in difesa dei quattro artisti avrebbe dato vita a quel grandioso documento, Carta 77 (l'anno del punk, una coincidenza?) che avrebbe portato Havel in carcere, ma seminato i semi della futura rivoluzione. Una rivoluzione che non a caso si chiamò Velvet Revolution.

Anni dopo, incontrando Lou Reed a Praga, da presidente di una Cecoslovacchia finalmente libera, le prime parole che Vaclav Havel disse a Reed furono: "Lo sai che sono presidente grazie a te?".
Tuesday, November 01, 2011
Loutallica!
"Una collaborazione insolita sarebbe stata tra Metallica e Cher. Questa è una collaborazione ovvia"
(Lou Reed)
È il 1975 quando i negozi di dischi si apprestano a ricevere uno dei dischi più assurdi e misteriosi del tempo (quel tempo; col tempo, ci saremmo abituati a ben altre assurdità). Si intitola "Metal Machine Music", è un doppio album e ne è l'autore una delle figure più controverse della storia del rock, ma certamente una delle più geniali: Lou Reed.
L'ex Velvet Underground che ha lanciato da qualche anno una brillante carriera solista con dischi di spessore lirico e musicale straordinario, come "Transformer" e "Berlin" è personaggio che vive nella penombra dei bassifondi newyorchesi, tra droga e travestiti. È il maledetto del rock per eccellenza, ma anche uno dei più brillanti cantori del lato oscuro dell'animo umano, della sua miseria e della sua perdizione senza redenzione.
Da qualche tempo la sua casa discografica insiste perché pubblichi musica abbastanza commerciale per sfondare in classifica. Lui risponde con un doppio vinile di laceranti feedback, di rumorismo sonico, di musica strafottente e cacofonica senza parole. Un disastro commerciale totale che però risulterà negli anni influente per un sacco di band di rock alternativo e che getta i semi per una collaborazione che si compirà più di trent'anni dopo.

Sono i primissimi anni Ottanta, invece, quando a San Francisco nasce una band che fa del nuovo verbo metal, l'esposizione della musica rock ai suoi livelli più distorti e rumoristi, il proprio verbo musicale, ma anche il nome. Un nome che qualcuno dei membri è andato forse a scoprire in quel disco di Lou Reed di qualche anno prima. Si chiamano Metallica e diventeranno in breve tempo uno dei gruppi più amati al mondo, pionieri del thrash, della musica più aggressiva che si possa immaginare.
CLICCA SU QUESTO LINK PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO
(Lou Reed)
È il 1975 quando i negozi di dischi si apprestano a ricevere uno dei dischi più assurdi e misteriosi del tempo (quel tempo; col tempo, ci saremmo abituati a ben altre assurdità). Si intitola "Metal Machine Music", è un doppio album e ne è l'autore una delle figure più controverse della storia del rock, ma certamente una delle più geniali: Lou Reed.
L'ex Velvet Underground che ha lanciato da qualche anno una brillante carriera solista con dischi di spessore lirico e musicale straordinario, come "Transformer" e "Berlin" è personaggio che vive nella penombra dei bassifondi newyorchesi, tra droga e travestiti. È il maledetto del rock per eccellenza, ma anche uno dei più brillanti cantori del lato oscuro dell'animo umano, della sua miseria e della sua perdizione senza redenzione.
Da qualche tempo la sua casa discografica insiste perché pubblichi musica abbastanza commerciale per sfondare in classifica. Lui risponde con un doppio vinile di laceranti feedback, di rumorismo sonico, di musica strafottente e cacofonica senza parole. Un disastro commerciale totale che però risulterà negli anni influente per un sacco di band di rock alternativo e che getta i semi per una collaborazione che si compirà più di trent'anni dopo.

Sono i primissimi anni Ottanta, invece, quando a San Francisco nasce una band che fa del nuovo verbo metal, l'esposizione della musica rock ai suoi livelli più distorti e rumoristi, il proprio verbo musicale, ma anche il nome. Un nome che qualcuno dei membri è andato forse a scoprire in quel disco di Lou Reed di qualche anno prima. Si chiamano Metallica e diventeranno in breve tempo uno dei gruppi più amati al mondo, pionieri del thrash, della musica più aggressiva che si possa immaginare.
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