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Tuesday, May 03, 2011

Gioventù bruciata?

Avevo conosciuto Cesare Fiumi negli anni 90, quando pubblicò un bellissimo libro su Jack Kerouac (On the road sulle piste di Jack Kerouac (Feltrinelli,1998). Anzi, sulle tracce di Jack Kerouac, perché era la descrizione di un viaggio seguendo quello fatto originariamente dallo scrittore americano e descritto nel suo immortale On the Road. Un sogno che tutti quelli che hanno amato On the Road hanno sempre fatto, ovviamente. Lui però questo viaggio lo aveva fatto realmente e lo aveva raccontato benissimo. Una sera, io e Fiumi, andammo poi a vedere Joe Ely in concerto, pagando pegno al comune amore oltre che per Kerouac, anche per il rock'n'roll. Ai tempi era giornalista di Sette, il magazine del Corriere della Sera, dove teneva una rubrica fissa sui gialli di cronaca nera.

Oggi è sempre a Sette, ma come inviato speciale ed editorialista. E scrive ancora dei bei libri. L'ultimo dei quali si intitola La feroce gioventù (Dalai editore, 176 pagine, 16,50 euro), ritratto di una generazione di giovanissimi capace di ammazzare il prossimo senza porsi un perché, e ha un sottotitolo quanto mai significativo che lo stesso Fiumi spiega essere decisivo per capire il senso del libro stesso: “In un paese violento senza più maestri”. Con Cesare dopo tanti anni abbiamo di nuovo parlato a lungo e il risultato è in questa intervista. Il quadro di una generazione senza maestri che fa lui mi trova tristemente d'accordo su tutto, forse tranne che in un passaggio. Quando dice che la scuola pubblica non sa più educare perché mandata in malore dai tagli economici, dalla mancanza di fondi eccetera. Certamente, è una scuola che vive un disagio. Ma allora io domando: e la (quasi) perfetta scuola americana che ha risorse economiche e scuole bellissime piene di meraviglie scientifiche, com'è che lì i giovani entrano armati di pistole e mitra e ammazzano i propri coetanei (Columbine docet)? Forse perché il problema è altro, è realmente educativo, cioè saper trasmettere dei valori (veri, come educare al desiderio di felicità ad esempio invece che alle ideologie che falliscono sempre e lasciano solo frustrazione e rabbia) invece che della semplice conoscenza tecnica. Il che si può fare anche senza soldi. Con i soldi meglio.


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