Quarant'anni e più dopo la fine di quel sogno, Paul McCartney ha rimesso insieme i cocci di quel sogno e lo ha mostrato, tutto intero nella sua bellezza, durante i due concerti italiani del suo On the Run Tour 2011, che si concluderà dopo una manciata di date nella natia Liverpool il prossimo 20 dicembre. Per McCartney, infatti, i Beatles non avrebbero mai dovuto finire: se negli ultimi mesi del 1969 tentò una battaglia impossibile, nei decenni trascorsi ha pazientemente rimesso in piedi un puzzle che era troppo bello perché si scomponesse definitivamente.

(Foto di Paolo Brillo)
Lo ha fatto perché lui, Paul McCartney, era "il" Beatle: ne è sempre stata l'anima più profonda, lo sperimentatore cosmico, il traghettatore verso sonorità impensabili, il tessitore dell'utopia. Con buona pace di John Lennon, dischi come Sgt Pepper's o Abbey Road è McCartney che ha fatto in modo che esistessero.
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