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Thursday, December 17, 2009

Fuori concorso

Non è che me la sono dimenticata, fra i 50 dischi dei Noughties. Anche Theology, bel disco del 2007, aveva diversi punti deboli. Cosa che hanno praticamente tutti i suoi album. Peccato, perché, qualunque cosa canti, anche robe di poco conto, la sua voce è probabilmente la più bella voce femminile degli ultimi quarant'anni.
Forse solo l'ep Gospel Oak era perfetto in tutto, ma aveva solo sei canzoni, ed era degli anni 90:

Monday, December 14, 2009

Best of Decade 2000-2009: dal # 46 al 50

Gennaio 2000-novembre 2009: i cinquanta dischi degli anni Zero
(esclusi live, ristampe, antologie, tributi e colonne sonore)

Spiritual guidance: Claudio Magnani
Musical advisors: Rossana Savino, Diana Pizzuto

46. 16 Horsepower, Folklore, 2002
Dave E. Edwards ha un dono unico: far resuscitare i morti, soprattutto quelli del vecchio West. Come mi disse lui una volta, nella mia fisarmonica ci sono fantasmi. Folklore è il ritorno con vendetta del miglior gruppo di gothic country, dopo alcuni dischi così così.

47. Emmylou Harris, All I Intended to Be, 2008
Anche se ha lasciato Nashville (musicalmente), è sempre la regina. Adesso le canzoni se le scrive lei, ma Gram Parsons è sempre nel suo cuore, anche se questa non è più musica country.

48. Lost in the Trees, All Alone in an Empty House, 2008
Musica classica e musica folk possono andare insieme? Assolutamente sì. Un concept album, un viaggio dentro ai misteri dell’amore, del cuore, della solitudine. Inquietante e rassicurante allo stesso tempo.

49. Dixie Hummingbirds, Diamond Jubilation, 2003
Metti insieme Levon Helm e Garth Hudson (The Band); Larry Campbell, George Receli e Tony Garnier (Bob Dylan Band). Ma soprattutto li metti ad accompagnare il più antico e rispettato gruppo vocale di colore d’America. Il risultato è purissima american music.

50. Elton John, Songs from the West Coast, 2001
Non scherziamo, siamo lontani dal geniale e commovente autore di canzoni dei primi anni 70. Ma siamo anche lontani dalla spazzatura a cui ci aveva abituati Sir Reginald negli ultimi vent’anni. Qui ritrova dignità e il senso del proprio lavoro. E’ abbastanza.

Saturday, December 12, 2009

Best of Decade 2000-2009: dal # 41 al 45

Gennaio 2000-novembre 2009: i cinquanta dischi degli anni Zero
(esclusi live, ristampe, antologie, tributi e colonne sonore)

Spiritual guidance: Claudio Magnani
Musical advisors: Rossana Savino, Diana Pizzuto

41. Josh Ritter, Hello Starling, 2003
Il nuovo Dylan? Forse lo crede Joan Baez che ha inciso un pezzo di questo splendido album, ma lui è un originale. Certo, guarda ai 60s e al Maestro (in questo disco però, non nei successivi), ma ha sufficiente carisma per giocare in proprio.
42. Beth Orton, Comfort of Strangers, 2006
La regina della folk-tronica è diventata donna (e poco dopo questo disco anche mamma). Ha eliminato certi orpelli sonori, ma le rimane la più bella voce femminile, la più intensa, del terzo millennio, e una manciata di splendide canzoni. Still the goddess.

43. Gillian Welch, Time the Revelator, 2001
Purissima – e bellissima. Come la musica che fa: I want to sing that rock and roll è una bugia, perché lei canta il folk più ortodosso e rigoroso. Ma è anche una canzone straordinaria. Come lei.

44. Steve Earle, Trascendental Blues, 2000
Anche i fuorilegge hanno un cuore. Un cuore che trascende, come il vero amore. Smesso con la droga e gli eccessi, Steve Earle fa un disco che musicalmente rimanda ai Beatles e liricamente alle pene del cuore. Trascendentale, appunto.

45. Ryan Bingham, Mescalito, 2007
Metà cowboy, metà honky tonk hero. Il Texas ritrova una voce. Produce uno che le palle le ha per davvero, l’ex Black Crowes Marc Ford, e il risultato si sente. Uno dei migliori esordio del decennio.

Wednesday, December 09, 2009

Best of Decade 2000-2009: dal # 36 al 40

Gennaio 2000-novembre 2009: i cinquanta dischi degli anni Zero
(esclusi live, ristampe, antologie, tributi e colonne sonore)

Spiritual guidance: Claudio Magnani
Musical advisors: Rossana Savino, Diana Pizzuto

36. Robert Plant & Allison Krauss - Raising Sand, 2007
Se una vecchia volpe del rock incontra un giovane virgulto della country music. Il risultato, coordinato dall’immenso T-Bone Burnett è un disco di grande fascino, che varia tra la tradizione e il songwriting di lusso (Gene Clark, Townes Van Zandt).

37. Lucinda Williams, Essence, 2001
Nessuno canta le tensioni e la passione d’amore come Lucinda. Sudista purosangue, dylaniana nell’anima, innesta sulle sue ballate le vibrazioni “maschie” del rock degli anni 70: chitarre ululanti, come l’amore perduto.

38. Nick Cave, Abbatoir Blues / The Lyre of Orpheus, 2004
Un disco doppio, una immersione nell’R&B, nel soul, nel blues, nel gospel. Al solito, con tutta la pazzia lucida del più grande autore di canzoni degli ultimi vent’anni.
39. Patti Smith, Trampin’, 2004
L’ex madrina del punk tira fuori le ultime cartucce di una rabbia antica, per un disco che passa da meditazioni fra vita e morte, William Blake e i bombardamenti su Baghdad. Rock come se non ci fosse via di scampo.

40. Jim White, Transnormal Skieproo, 2007
L’ex fotomodello che ha saputo vincere droga e depressioni continua il suo viaggio tra i fantasmi di Flannery O’Connor, alla ricerca del Gesù dall’occhio strabico. Southern gothic, questa volta con un pizzico di Motown oltre al solito country blues elettronico.

Saturday, December 05, 2009

Best of Decade 2000-2009: dal # 26 al 35

Gennaio 2000-novembre 2009: i cinquanta dischi degli anni Zero
(esclusi live, ristampe, antologie, tributi e colonne sonore)

Spiritual guidance: Claudio Magnani
Musical advisors: Rossana Savino, Diana Pizzuto

(oggi ci piazzo dentro dieci dischi perché me ne vado a fare il ponte. Happy Sant'Ambroeus)

26. Kings of Leon, Only by the Night, 2008
Non hanno fatto un disco brutto i Kings, un padre predicatore e canzoni, come dicono loro, tra Jack Daniel’s e Spirito Santo. Io preferisco questo perché è il più divertente e al tempo stesso epico. Come se gli U2 fossero una band del Sud degli States.

27. Decemberists, Picaresque, 2005
Sono dei poeti, sono dei sognatori, sono americani, ma sembrano gli eredi della grande stagione folk inglese di fine anni 60. Dream folk pop.

28. Barzin, Notes to an Absent Lover, 2009
Iraniano di origine, canadese di adozione. Tra Cohen e Dylan, compone il Blood on the Tracks del Terzo Millennio. Sanguinante.

29. The Fireman, Electric Arguments, 2008
Paul McCartney torna a divertirsi e a divertire come ai tempi dei Beatles più sperimentali. E ci mette anche delle gran belle canzoni. Psichedelico senza droga.


30. Bob Dylan, Christmas in the Heart, 2009
I dischi natalizi sono sempre orribili, a parte quelli di mezzo secolo fa. Il grande vecchio spazza via in un colpo tutta la patina mielosa e restituisce dignità a un genere, spostando le lancette indietro di cinquant’anni. Gioioso e religioso.

31. Solomon Burke, Don’t Give Up On Me, 2002
Il grande – in tutti sensi – soul man ritrova, grazie a Joe Henry che lo produce – il suo posto, perduto sin dalla fine degli anni 60. Canzoni di Tom Waits, Bob Dylan per una voce che ancora fa vibrare ogni corda dell’anima. Maestoso.

32. Mark Knopfler, The Ragpicker’s Dream, 2002
Da solista, Knopfler – a parte il primo disco del suo ex gruppo – fa le cose migliori. Il rock è un ricordo lontano che accende il desiderio di andare alle radici, sue e della musica. Back to Nothumbleland.

33. The Felice Brothers, The Felice Brothers, 2008
Lo spirito di The Band si reincarna in tre fratelli originari dell’isola di Malta,ma che vivono sulle Catskills Mountains. Come The Band, sanno evocare lo spirito dei Padri Pellegrini, della Repubblica Invisibile e sanno anche fare casino. Alcolici.

34. Natalie Merchant, Motherland, 2001
La bellissima voce dei 10,000 Maniacs è oggi una signora riflessiva, che guarda alla storia del suo paese e della sua gente, a cui dedica un disco commovente. La produzione di T-Bone Burnett fa la differenza.

35. Joe Henry, Civilians, 2007
Tutti ormai lo conoscono come produttore (uno dei migliori del Terzo Millennio) ma lui porta avanti senza clamori anche una carriera solista assolutamente brillante. Quando il jazz e lo sperimentalismo affrontano la canzone d’autore. Coraggioso

Friday, December 04, 2009

Best of Decade 2000-2009: dal numero ventuno al venticinque

Gennaio 2000-novembre 2009: i cinquanta dischi degli anni Zero
(esclusi live, ristampe, antologie, tributi e colonne sonore)

Spiritual guidance: Claudio Magnani
Musical advisors: Rossana Savino, Diana Pizzuto

21. Tinariwen, Aman Iman, 2007
Se il blues torna alla Madre Africa. Anzi, al deserto. Loro sono gli Uomini Blu, i Tuareg del Sahara, li ha scoperti Robert Plant e cantano la fierezza e la libertà della loro razza. Cosmico.
22. Glen Hansard & Marketa Inglova, Once, 2007
La sorpresa del decennio. Celtic soul con nel cuore Van Morrison e la capacità di cantare l’amore, quello vero, quello al destino dell’altro, come ben pochi. Cinematografici.

23. Johnny Cash. American V, 2006
Non il migliore della serie American Recordings, ma il più toccante. Postumo, registrato con la consapevolezza che il proprio viaggio è giunto quasi al capolinea e nel ricordo della moglie che lo sta aspettando "up in heaven". Un uomo solo davanti a Dio. A legend in his own time.

24. Joe Strummer & The Mescaleros, Streetcore, 2003
Postumo anche questo, diventa il miglior disco dello Strummer solista. Folk, rock’n’roll, reggae, dub, ma soprattutto una tensione e una onestà che non hanno pari. Gone too soon.

25. Neil Diamond, 12 Songs, 2005
Neil fucking Diamond? A parte che ha scritto alcune canzoni strepitose anche quando era un poppettaro, qui con Rick Rubin – sempre lui – si racconta in completa solitudine, con una voce tra le più belle e una manciata di brani superlativi.

Thursday, December 03, 2009

Best of Decade 2000-2009: dal numero sedici al venti

Gennaio 2000-novembre 2009: i cinquanta dischi degli anni Zero
(esclusi live, ristampe, antologie, tributi e colonne sonore)

Spiritual guidance: Claudio Magnani
Musical advisors: Rossana Savino, Diana Pizzuto

16. Xavier Rudd, Solace, 2004
Biondo, surfista, australiano. Alterna la chitarra slide suonata come se fosse Ben Harper al didgeridoo degli aborigini. Il mix è affascinante: canzone d’autore globale, tra ricordi di California anni 70 e l’alba del mondo. Oceanico.

17. The Tallest Man on Earth, Shallow Grave, 2008
L’uomo più alto del mondo è svedese, ma suona come un folksinger del Greenwich Village degli anni 60. Ma a differenza di allora, le sue canzoni non hanno niente di ottimista e invece sprigionano tutta l’angoscia del Terzo Millennio. Profondo.

18. Jakob Dylan, Seeing Things, 2007
Figlio di cotanto padre, si lascia alle spalle le tentazioni pop della sua band, i bravi Wallflowers, per affidarsi a voce e chitarra acustica. Lo accompagna lo stregone dei produttori, Rick Rubin. Intenso.

19. Lambchop, Nixon, 2000
“Nashville most fucked up country band”: come mettere insieme il Philly sound dei 70s e le suggestioni da alternative country. Musica schizoide, ovviamente, ma ricca di fascino. L’alternativa dell’alternativa.

20. Ryan Adams, Heartbreaker, 2000
Avesse continuato a fare dischi di questo livello (esordio solista dopo la felice avventura dei Wiskeytown) avrebbe potuto diventare il miglior songwriter della sua generazione. Invece si è bruciato il cervello. O esaurito ogni talento. Peccato.

Wednesday, December 02, 2009

Best of Decade 2000-2009: dal numero undici al numero quindici

Gennaio 2000-novembre 2009: i cinquanta dischi degli anni Zero
(esclusi live, ristampe, antologie, tributi e colonne sonore)

Spiritual guidance: Claudio Magnani
Musical advisors: Rossana Savino, Diana Pizzuto

11. Queens of the Stone Age, Songs for the Deaf, 2002
Il rock del Terzo Millennio è riciclaggio del riciclaggio, White Stripes su tutti. Almeno i Queens suonano come se non dovessero insegnare niente a nessuno, ma solo per salvare se stessi. Che è quello che fa la differenza. E quando hai a bordo Dave Grohol, Mark Lanegan, Josh Homme, Dean Ween, come si fa a fare un disco brutto? Vitaminizzante.

2. North Mississippi All Stars, Shake Hand with Shorty, 2000
Gli eredi della Allman Brothers Band e dei power trio anni 60, con in più sentimento punk e anche hip-hop. Il Sud degli States risorge in tutto il suo orgoglio e potenza sonora. Blues del Terzo Millennio.

13. Gov’t Mule, The Deep End, 2001
Mostruosi. Per tecnica e sentimento. Un disco totale che passa in rassegna tutto il meglio di quanto il rock ha prodotto in quarant’anni. Warren Haynes è senza dubbio il miglior chitarrista della decade, e qui ci sono anche un sacco di grandi canzoni. Epico.



14. Black Crowes, Before the Frost, 2009
Circa un ventennio prima i Corvi Neri avevano ridato dignità e credibilità alla musica rock. Oggi tornano a rivendicare il loro ruolo di anello di congiunzione tra i 70s e l’era moderna. Biblici.

15. The Word, The Word, 2001
Metti insieme i North Mississippi All Stars, il formidabile tastierista John Medesky e l’incredibile steel guitarist Robert Randolph e avrai il più fantasmagorico disco strumentale da secoli. Blues, jazz, rock e gospel sotto la stessa bandiera: good vibrations.

Tuesday, December 01, 2009

Best of Decade 2000-2009: le posizioni dalla sesta alla decima

Gennaio 2000-novembre 2009: i cinquanta dischi degli anni Zero
(esclusi live, ristampe, antologie, tributi e colonne sonore)

Spiritual guidance
: Claudio Magnani
Musical advisors: Rossana Savino, Diana Pizzuto

6. Cowboy Junkies, Trinity Revisted, 2007
Vent’anni dopo, la band canadese torna sul luogo del delitto, dove incisero il primo disco: una chiesa. Con loro alcuni ospiti, Natalie Merchant, Ryan Adams e Vic Chesnutt. Nel frattempo i Junkies hanno imparato a suonare (e bene) e portano il loro vecchio folk noir in aeree psichedeliche e noisy. Pauroso.

7. Aimee Mann, Bachelor n, 2, 2000
La Joni Mitchell del terzo millennio? Anche no. Americana, ma con il cuore tra Beatles ed Elvis Costello. L’incrocio tra America e Inghilterra è rischioso, ma lei ha classe da vendere: una voce affettuosa ma anche tagliente, canzoni geometriche, tra folk ed elettronica, in cui l’amore viene psicanalizzato. Quando pop non è una parolaccia.

8, Bruce Springsteen, Devils & Dust, 2005
E’ in versione songwriter intimista che il Boss del terzo millennio dà il meglio, sorpassando la roboante, ma in fondo effimera nostalgia della E Street Band. Questo è il suo disco “acustico” migliore di tutti: tra Warren Zevon e il primo Tom Waits. Desertico.

9. Fleet Foxes, Fleet Foxes, 2008
Fantasmi che escono dalle foreste di Twin Peaks: il folk ritrova la sua strada nel mondo ipertecnologico e computerizzato. Chitarre acustiche e voci che armonizzano come i Beach Boys per riaffermare quello che c’è nel cuore dell’uomo: desiderio di infinito. Ancestrale.


10. Eddie Vedder, Into the Wild, 2007

Il cantante dei Pearl Jam trova, da solo, la sua voce. Che è una delle più belle della storia del rock, ma finalmente ci sono anche le grandi canzoni. E Society potrebbe essere la più bella del decennio (ma non l’ha scritta lui). Se Walt Whitman fosse stato un cantante rock.

Monday, November 30, 2009

Best of Decade 2000-2009: i primi cinque

Gennaio 2000-novembre 2009: i cinquanta dischi degli anni Zero
(esclusi live, ristampe, antologie, tributi e colonne sonore)

Spiritual guidance: Claudio Magnani
Musical advisors: Rossana Savino, Diana Pizzuto

1. Wilco, A Ghost is Born, 2004
2. Wilco, Yankee Hotel Foxtrot, 2002
Due dischi della band di Chicago, a pari merito. Potrebbe essere un unico disco. Un grande, grandissimo disco. I Wilco sono la miglior rock band del terzo millennio: geniali, imprevedibili, innovativi, ma anche tradizionalisti. E a differenza di quelli degli anni Zero, loro (Jeff Tweedy) sanno scrivere grandi canzoni e, ancor di più, testi che hanno un contenuto. Totali.

3. Bob Dylan, Love and Theft, 2001
Non meriterebbe di stare fra i cinque migliori dischi di Dylan, ma alla fine della fiera il grande vecchio dimostra di avere ancora una marcia in più rispetto ai suoi coetanei. L&T avrebbe potuto essere suonato, cantato e prodotto meglio, ma per aver scritto un pezzo come Mississippi chiunque venderebbe la madre. Facendo musiche che precedono l’era del rock’n’roll, Dylan fa uno dei migliori dischi rock della decade. Onesto, come dice lui, con se stesso: honest with me.

4. Shelby Lynne, Just a Little Lovin’, 2008
Minimale e raffinato, suonato e registrato come 50 anni fa, con alcuni dei musicisti che lavoravano con Frank Sinatra. Una voce che spacca, impietosa e consolatoria allo stesso tempo. E alcune delle più belle canzoni del Novecento, quelle che cantava l’immortale Dusty Springfield. Per cuori infranti.

5. Nick Cave and the Bad Seeds, No More Shall We Part, 2001
Il disco dove l’artista maledetto fa finalmente pace con se stesso, le donne e Dio. Caccia il diavolo via di casa, perché a casa c’è Lui: God Is in the House. Musicalmente, uno dei suoi più intensi e raffinati lavori di sempre, con Leonard Cohen ben fisso nel cuore. Trascendente.

Friday, November 27, 2009

Best of Decade (gli anni Zero)

Se Claudio Magnani chiama, io rispondo. Uno dei tre discografici italiani per cui ho stima totale. Uno che si è fatto fotografare tra Keith Richards e Tom Waits. Mi chiede di fargli avere una lista dei miei dischi preferiti degli anni Zero, dal gennaio 2000 a novembre 2009, la prima decade del terzo millennio. Io manco mi ero accorto che era finita. Oddio, è difficile metterne insieme dieci, di dischi, di questi anni. In qualche modo ne tiro fuori una cinquantina, che pubblicherò cinque alla volta su questo blog, andando in ordine di preferenza, quelli che preferisco a cominciare e poi giù, a scendere.Non sono uno che, nonostante tutto, ascolta moltissimi dischi, quando ne trovo uno che mi piace dedico anche mesi ad ascoltare solo quello. E se un disco non mi prende, vola giù dal quarto piano dove abito molto presto, così non ne ho trovati molti di questi anni Zero, da citare. Sicuramente mi sono perso tantissime cose, ma non sono un tuttologo esasperato. Less is more, come diceva quello.
Ho escluso i live, i tributi, le raccolte a tema, per concentrarmi solo su solisti e gruppi. C'è poco rock, e non è un caso. Trovarne di veri dischi rock è quasi impossibile, quasi nessuno oggi suona ancora rock, checché ne dicano MTV o Virgin Radio. Sono andato a vedere liste analoghe che ci sono in giro sulla Rete, anche di autorevoli riviste, e sono rimasto allibito dalle loro classifiche. Bah.
Non ci sono, a parte un paio di eccezioni, sopravvissuti dei Sixties, ma anche dei Seventies. Non è un caso neanche questo. Ci sono tanti songwriter, ed è da lì che in questi anni Zero sono venute le cose migliori. La voce è tornata protagonista, e questo è un bene. Ma comunque, di questi 50 dischi che ho stilato, ne ascolto pochissimi. Li ho elencati, ma stanno là, sullo scaffale. Magari fra dieci o vent'anni avranno assunto un altro peso, un altro valore. O magari saranno volati giù anche loro dal quarto piano.
Si comincia lunedì con i primi cinque. Se intanto volete sbizzarrirvi a lasciare nei commenti i vostri preferiti, sarà divertente.

Sangue nei solchi del cuore

“Bob Dylan è in città, c’è bisogno di catturare qualcosa di magico”. La “città” è ovviamente New York, al telefono John Hammond, il più gran...

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