"Is there life after Jam? Where have your talents taken you now?"
(Eric Andersen all'autore di questo blog)
Nella primavera del 1990 mi affacciavo nel bel mondo del giornalismo musicale. Nel modo classico: una fanzine (erano i giorni pre-Internet... oggi ci sono le webzine). Si chiamava Rolling Thunder e ovviamente era dedicata a Lui. Che allora, Bob Dylan, aveva 49 anni e io 28. Oggi io ne ho 47 e lui 68. Che cazzo c'entra? Niente. Siamo solo più vecchi tutti e due.
La fanzine durò un paio di anni; nel frattempo scrivevo lettere indignate alla rivista Mucchio Selvaggio e loro, per farmi smettere di rompere i marroni - però me le pubblicavano tutte - mi chiamarono a collaborare allo storico magazine. Ricordo che comprai la mia prima copia del Mucchio nel 1978: c'erano i Grateful Dead in copertina e l'articolo si chiamava "What a long strange trip has been". Esordii dunque per un giornale vero nella primavera del 1991: ovviamente un pezzo su Bob Dylan, la recensione del concerto che tenne a Zurigo nel gennaio di quell'anno.
E' curioso che come editore di una fanzine sia riuscito ad avvicinare e a parlare con Bob Dylan (avvenne nel giougno 1991, come ormai sanno anche i sassi), mentre nei circa 17 anni di giornalismo musicale vero (cioè pagato) non sono neanche riuscito a vederlo di striscio, figuriamoci a intervistarlo.
Per non ricordo più quale motivo circa nel 1993 passai al Buscadero, altra storica rivista musicale italiana. Anche lì ci rimasi un paio di anni. Entrambi i lavori erano comunque dei "dopo lavori", non a tempo pieno, ma ci si faceva le ossa, come si dice. Nell'ottobre del 1996 ricevetti una telefonata dal direttore di JAM: mi chiedeva se ero disponibile ad andare in redazione per qualche mese, una sostituzione temporanea. Ci sono rimasto quasi 13 anni. A tempo pieno. Da qualche giorno ho mollato il colpo. Troppo vecchio per il rock'n'roll, o per quello che ne è rimasto. Ho tirato troppo la corda, ultimamente, e anche se il rock'n'roll in Italia non c'azzecca quasi niente, credo di aver ecceduto nel rock'n'roll lifestyle "de noiartri". Mi piglio dei mesi sabbatici, come dicono gli americani. Non vedo l'ora di ritrovare il gusto di ascoltare un disco solo per la voglia di farlo e non perché obbligato a farlo. Al momento ascolto un cazzo. Un paio di settimane fa mi sono anche comprato un iPod. E' veramente un oggetto stupido in tutta la sua scomodità (ho già rotto le cuffiette), ma comunque dopo due settimane, calcolando che a casa ho, credo, circa 30mila canzoni sparse su dischi vari, sono riuscito a mettercene dentro circa 400. Le uniche che ho sempre voglia di ascoltare. Delle altre 29600 canzoni non so che farmene.
Non so come dice il mio amico Eric, dove mi porterà adesso il mio talento. Se del talento ne ho mai avuto. Una amica collega giornalista quando le ho detto che non lavoro più a Jam, mi ha scritto una cosa che mi ha commosso molto: "Sarebbe un peccato che un talento come il tuo vada perduto". Evidentemente questo talento fittizio ha colpito almeno un paio di persone in tutti questi anni. Le ringrazio.
Ho perso interesse anche nel blog. Internet - a parte le informazioni più o meno utili che si possono trovare in giro - è davvero un grande nulla. Negli ultimi tempi ho fatto incetta dei cosiddetti "social networks" e posso dire che sono delle solenni minchiate. Cioè: a chi frega se su twitter c'è un gruppo di 50mila persone che protestano per questo o quello? Spento il computer quelle 50mila persone spariscono nel nulla. Per non parlare delle "amicizie". Ho 406 amici su Face Book dove mi sono iscritto a novembre dell'anno passato. Di questi 406 quelli che frequentano attivamente FB sono sempre gli stessi 12. Gli altri che cazzo mi hanno chiesto l'amicizia a fare, e io perché gliel'ho data che manco so chi sianoe poi su FB non ci vengono mai?
Invece ho scoperto che su Internt c'è anche una cosa bella: si chiama Tumblr. E' bella perché ognuno posta sul suo specie di blog quello che vuole, foto e frasi, e poi sono a disposizione di tutti per girarsele sul proprio. Peschi solo le cose che ti piacciono e condividi, non c'è la possibilità di lasciare commenti e la gente, almeno quelli che sono in scambio con me, è davvero carina. Insomma, non ci si parla addosso su Tumblr, non si cerca di predicare ai convertiti e non, di mostrare a tuti quanto siamo fighi. Basta parole. Siamo stanchi di parole. Meglio la realtà.
Ad esempio questo è il mio ideale di blog perfetto. Naturalmente non l'ho inventato io ma una mia amica, più sveglia di me: http://bythesong.tumblr.com/.
Ognuno dei partecipanti posta frasi di canzoni che lo hanno colpito. Niente commenti escatologici sulle canzoni. Si leggono e basta. Sono le canzoni ad avere la precedenza. Alla fine verrà fuori una raccolta imponente delle canzoni che ci hanno lasciato una ferita nel cuore. Perché, come dice il mio amico De Gregori (a proposito, occhio alle edicole a partire da novembre più o meno...), "tutti hanno un cuore".
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