Sunday, December 05, 2010

Dark Peace

Le cose non si possono tutte afferrare e dire come d’abitudine ci vorrebbero far credere; la maggior parte degli eventi sono indicibili, si compiono in uno spazio inaccesso alla parola, e più indicibili di tutto sono le opere d’arte, esistenze piene di mistero la cui vita, accanto all’effimera nostra, perdura.
— Rainer Maria Rilke

"Un tale mi stava chiedendo una canzone romantica, non so dire se questa che canterò sia una canzone romantica o una canzone santa. In ogni caso, rappresenta un po' quella breve comunione che è un bacio. Che sia un bacio o solo un momento di particolare unione tra gli opposti" (Judee Sill)



Una più o meno famosa attrice diceva che i baci sono meglio del sesso. Una mia amica invece diceva che i baci sono solo uno scambio di dna. Per Judee Sill, addirittura un momento di comunione. Che in fondo è vero. Che altro è il bacio e quello che ne consegue (a volte) tra due persone se non il fondersi di due identità in una sola, per quei pochi istanti. Esattamente come il fare la comunione, per chi si ricorda ancora di certi vocaboli che oggi non si usano più e gesti che non si fanno più neanche. Per Judee Sill il riferimento all'eucarestia era un riferimento importante. Non che fosse una cristiana particolarmente impegnata, ma diverse sue canzoni toccavano un tema profondo, quello della redenzione e del peccato. Chissà se Johnny Cash l'aveva mai ascoltata, l'avrebbe trovata familiare. Ma un bacio è stato anche il segnale del più grande tradimento della storia dell'umanità. Sempre per chi si ricorda certe antiche storie di cui oggi non si parla quasi più. E Judee Sill era segnata, nonostante la bellezza che andava cantando e cercando.

Judee Sill muore il 23 novembre 1979, di overdose. Ha solo 35 anni. La sua era stata una vita segnata da sempre dalla violenza, lo sbandamento, la disperazione. Un padre morto di polmonite e un fratello in un incidente. Una dipendenza dall'eroina durata tre anni già quando aveva vent'anni circa. Una vita sui marciapiedi di San Francisco e anche in galera. Lei stessa colpita in un incidente così gravemente da dover prendere droghe per sopportare il dolore. Eppure Judee Sill era stata la prima artista in assoluto a incidere un disco per quella che sarebbe diventata una delle più importanti case discografiche americane, e certamente una delle prime indipendenti in assoluto. L'Asylum di David Geffen, quello che una volta Jackson Browne definì capace di "buttarsi in un letamaio per tirarne fuori un solo centesimo". E che negli anni 80 avrebbe fatto causa a Neil Young perché faceva dischi che non erano abbastanza commerciali. Ma l'Asylum, come diceva il nome stesso, era nata per dare "asilo" a quei musicisti che non avevano spazio nelle case discografiche perché non abbastanza "commerciali". Oh l'ironia della vita, caro Geffen. Ma almeno ci ha dato la possiiblità, ancor oggi, di ascoltare le canzoni straordinarie di Judee Sill.

Solo due dischi incisi: "Judee Sill", nel 1971, e "Heart Food", nel 1973. Graham Nash produsse il suo primo singolo, Jesus was a Crossmaker (Gesù era uno che costruiva croci, e lei, Judee, di croci ne conosceva), e con Crosby And Nash, due superstar in quegli anni, sarebbe andata in tour. Ma il successo non arrivò. Lasciò perdere la musica, tornò a farne di tutti i colori come vivere in cinque in unma macchina fino a morire un giorno nel suo appartamento di North Hollywood. Aveva trovato quel bacio di comunione santa che aveva cercato per tutta la vita.



Dischi postumi in questi ultimi anni ne stanno uscendo. Uno su tutti, il doppio cd registrato dal vivo alla Bbc durante una fugace visita londinese. Meraviglioso, perché solo la sua voce incantevole, una chitarra custica suonata molto bene e un pianoforte. E una canzone, The Kiss, che ancora oggi suona come una delle più belle in assoluto delgi anni 70. Anche se allora, probabilmente, non la ascoltò quasi nessuno. Judee Sill sarebeb troppo facile paragonarla a Nick Drake: stesso talento sconosciuto alle masse durante la vita, stessa morte che sa tanto di suicidio cercato, con la differenza che oggi Drake gode nell'al di là del successo meritato, Judee ancora no. Eppure le sue canzoni sono di una sofisticatezza che non ha paragoni: lei conoscvea la musica classica, e l'eco di certe composizioni di Bach ad esempio è evidente. Lei cercava la "dark peace", la pace nera, come la chiamava lei. Per alcuni è l'unica cosa che rimane.

9 comments:

Sull'Amaca said...

Il bacio, (sospiro).
Bella descrizione di bacio e un bel ricordo per questa musicista.
E' proprio vero che
"dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.".
Buonanotte.

Skywalkerboh said...

Non conoscevo questa Artista, hai stimolato la mia curiosità, approfondisco ;)

Gabriele Gatto said...

Mi hai fregato l'articolo! ;-) Stavo per pubblicare un articolo sul mio blog con un percorso fra tre cantautrici dei primi settanta (Nyro, Mitchell e proprio Sill)...io lei la adoro, come avrai capito...

Paolo Vites said...

devo davvero ringraziarti per avermela fatta tornare alla mente

aspetto con ansia un bel pezzo su laura nyro, un'altra gemma

kaapi said...

Grazie, Paolo- c'è un gran silenzio (bellissimo) in questo post.

:-)
kc

Anonymous said...

Bellissimo questo pezzo, mi ha ricordato il Peter Hammill più intimo, quello da solo al pianoforte. Solo chi ha veramente qualcosa da dire, e se ne frega di mettersi a nudo davanti agli altri, compone roba così e la esegue in pubblico. Mi dà la sensazione di chi abbia conosciuto una solitudine profonda e che il bacio cantato nei suoi versi sia più un rimpianto che una celebrazione. Fa tenerezza. Questo genere di cantautrici (come Karen Dalton) mi sembrano tutte molto belle, come se la dolcezza dei loro sentimenti fosse capace di oltrepassare abbondantemente i lineamenti del loro viso. Stringe il cuore sapere tutto quello che hanno passato. Rinuncerei volentieri a tutte le loro belle canzoni se questo potesse servire a restituire loro una vita decente.

Blues

andrea said...

A volte fa troppo freddo e c'è troppa poca luce per accettare di vivere alcune emozioni.

Anonymous said...

"Ha SOLO 35 anni."
Vero, verissimo, SOLO 35, pochissimi.
Indovina quanti anni ho??
Ah, ah, ah...


Francesca

anna said...

unica!

Can't help falling in love with you

Morire sulla tazza del gabinetto non è esattamente una morte da re. Morire perché da giorni non riesci ad evacuare, e lo sforzo è tale da pr...