Monday, February 27, 2012

The voice

Per un momento, cercate di lasciare perdere tutte le polemiche, i gossip, le esagerazioni mediatiche che il nome di Sinéad O'Connor inevitabilmente porta con sé. Non che la cantante irlandese non ne abbia fatte e dette di tutti i colori, cosa che peraltro continua a fare. Ma dimenticatele, per favore. Ascoltate invece la sua voce, quando canta. Come diceva qualcuno, bisognerebbe avere un cuore di pietra per non commuoversi al suono di una delle voci più belle ed emozionanti che la musica moderna abbia mai espresso. In una carriera che si ricorda solo per gli scandali, musicalmente anche i dischi della O'Connor hanno, tranne rare eccezioni (il primo disco, "The lion and the Cobra", il mini cd "Goaspel Oak", "Sean-Nós Nua" dedicato alla musica irlandese tradizionale) poco da farsi ricordare.


Le sono sempre mancati infatti un produttore e un repertorio all'altezza. Certo, Nothing Compares to U, scritta per lei da Prince ai suoi esordi, rimane ancora oggi una delle incisioni più intense degli ultimi venticinque anni, ma spesso la sua straordinaria capacità vocale è andata dispersa in registrazioni appunto non all'altezza. La voce di Sinéad merita ben altro. È capace di esprimere una gamma di emozioni potentissime: il suo sussurrato, le improvvise devastazioni, le aperture celestiali sono il racconto vocale di un'intensità che ha pochissimi paragoni fra le cantanti bianche di ogni tempo.

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