Monday, March 11, 2013

Va tutto bene mamma. Sanguino soltanto (prima parte)

Appunti nel caos per un libro che non uscirà mai dedicato alla più grande canzone rock di sempre


"Siamo fregati". Quando Captain America si rivolge all'amico Billy non si capisce esattamente il momento temporale in cui dice tale frase. Sono le ultime battute del film e i due amici sono appena stati a sballarsi di Lsd con due prostitute in un cimitero di New Orleans. La frase dunque seguendo un filo logico potrebbe esseret stata pronunciata dopo quell'esperienza, quando i due stanno tornando a casa, in California. Quella frase in realtà potrebbe essere stata detta prima di quella scena. Non importa comunque, perché quello che è evidente è che Captain America, dopo essere stato sempre ottimista e sorridente per tutto il film, incoraggiando il sempre sospettoso e paranoico Billy, adesso è cambiato. Premonizione di una fine tragica ormai imminente? O ha capito che le utopie che lo hanno tenuto in piedi fino ad adesso, fino al sognato raggiungimento di New Orleas erano tutte appunto utopie e sono state spazzate via? Ma spazzate via da cosa? Seguendo una lettura politica del film, spazzate via dai Redneck che li hanno perseguitati per quasi tutto il viaggio, e che poi li uccideranno. Ma potrebbe anche sere stata detta dopo la visita alla fatiscente comune hippie dell'inizio film, dove i giovani spargono semi sulla sabbia con l'impossibile speranza che ne cresca qualcosa. Oppure dopo l'uccisione dell'avvocato George Hanson-Jack Nicholson, il possibile anello di congiunzione tra rivoluzione hippie e società civile.
Di fatto, siamo fregati, tutti quanti. Hippie, avvocati, redneck, sognatori e conservatori.


Darkness at the break of noon


Torniamo alla gita al cimitero di New Orleans, quando i due protagonisti del film e le due prostitute vi si recano completamente strafatti di acido. Non è un bel trip a giudicare dalle immagini di sofferenza espresse da tutti e quattro. Morte, complessi di Edipo, paura della vita, dolore, angoscia: in una parola l’orrore. “Siamo fregati”: un viaggio all’Lsd che ha strappato via ogni maschera – d’altro canto siamo durante il carnevale – a ogni utopia e sogno.
E’ interessante notare come, per un decennio che tutt’oggi viene ricordato come quello della massima speranza, del cambiamento, delle libertà civili e sessuali, insomma un autentico bengodi, tre canzoni dei tre artisti più significativi di quel decennio invece esprimano paura e delirio. Non riesco a trovare alcuna soddisfazione, non ci trovo alcun gusto, cantano incazzosi gli Stones; aiuto! implorano i Beatles; va tutto bene mamma, sanguino soltanto, commenta laconico Dylan. Curiosamente, tutte e tre le canzoni escono nel 1965, quando invece tutto il mondo giovanile si sta dirigendo a grande velocità verso l’estate dell’amore.
In un certo senso per questi tre artisti gli ani 60 erano già finiti in quel 1965: d’altro canto, si sa, gli artisti hanno antenne per vedere più lontano dei comuni mortali. Oppure, per un attimo sconosciuto a loro stessi, in quei momenti di profonda identificazione e unità del proprio io, quando le aspirazioni e i desideri più grandi si chiarificano in una visione, in un “enlightment” cosmico, hanno potuto, dono degli dei, diventare canali di qualcosa di più grande che si è comunicato a loro. Qualunque cosa sia stata, delle tante canzoni, anche di loro stessi, che hanno esaltato e glorificato il decennio dell’amore e della speranza, queste tre canzoni rimangono ancor più di tante altre ancora oggi vitali, pulsanti, sanguinanti. Anche tra quelle del loro stesso repertorio. Come un urlo, come un incubo, come una profezia. Come la testimonianza di una umanità ferita e implorante una redenzione. Siamo fregati, mamma: aiuto, non c’è alcuna soddisfazione in questa vita.
Stones e Dylan si dichiarano annichiliti dalla società dei consumi che offre loro Gesù Cristi di plastica che si illuminano al buio o programmi tv scadenti, coppie limitate nel sesso che impongono morali castranti e quant'altro. Il problema è però che né Dyan né gli Stones offrono alcuna via di uscita a questo carnevale del male. I Beatles – meglio, John Lennon – sono già oltre: la via d’uscita, l’alternativa rock alla società dei consumi ha già fallito. Essere una rock star e aver incarnato lo stile di vita alternativo a quello borghese non ha prodotto alcun risultato positivo. Anzi. D’altro canto, “per vivere fuori della legge devi essere onesto”.



Captain America e Billy sono in motocicletta diretti lontano da New Orleans, sembra quasi che ne stiano scappando. Non viaggiano più affiancati e sorridenti come li avevamo visti fare per tutto il film. Fuggono. Fino a quando irrompe, banale, sciocca ma inevitabile, la morte. Fino a quel momento, fino agli spari di fucile dei due idioti redneck, li aveva accompagnati la voce monotona ed estranea a quanto stava accadendo, di Roger McGuinn. Sta cantando It’s Alright Ma, I’m Only Bleeding.

E’ il 1969 quando esce nei cinema Easy Rider, è l’estate di Woodstock e di una rivoluzione che sembra nulla riesca più a fermarla. La canzone era stata scritta ben cinque anni prima e aveva già previsto tutto. Anche l’alba livida di sangue di Altamont, che in quello stesso 1969 avrebbe chiuso il decennio delle speranze nella morte. Proprio come il film. Proprio come la canzone di Bob Dylan lasciava supporre.

So don’t fear if you hear
A foreign sound to your ear
It’s alright, Ma, I’m only sighing


To be continued. Forse

3 comments:

Anonymous said...

"Siamo fregatì"
Potrebbe riferirsi all' imminente inevitabile imborghesimento legato alla grande somma di denaro nascosta nel serbatoio.
Il " viaggio " è finito, si entra nel sistema.
Capitan America ne è consapevole.

Francesca

Paolo Vites said...

exactly

kaapi carla said...

Oh paolo, Spero che il libro esca ... che di questi tempi, da tanto tempo ormai, la testimonianza del confine e di quel misterioso suo sconfinare oltre (morte-vita-gioia-disperazione-estasi-nulla-presenza-assenza) è l'unico antidoto all'idea della fregatura ... se non c'è salvezza sempre comunque, invochiamo tracce di testimonianza ... di memoria di ombra e di luce (anche picola ma insieme all'ombra:-)

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