Monday, February 03, 2014

Uncool


Era un inverno del cazzo. Freddo, neve, tantissima neve: anche Times Square, la porta verso Brooklyn e i teatri era sommersa di neve. Qualche sera prima era andato a vedere una nuova messa in scena di Aspettando Godot. Gli piaceva il teatro, gli era sempre piaciuto e adesso, a 46 anni, gli piaceva ancora di più. Hollywood e quel mondo di finti bastardi cominciava a stancarlo. Non che lui aveva mai dovuto sottomettersi a qualche ruolo imbecille per un po’ di soldi. No, aveva sempre scelto le sue parti dopo averle studiato a fondo e allora diceva sì o no. Come quando gli avevano proposto di interpretare il ruolo di Hilly Kristal, il fondatore del CBGB’s. Aveva rifiutato perché, aveva detto loro, “non era una sceneggiatura storicamente realista”. Ecco.

Faceva freddo a New York in quei giorni, e sulla costa est era arrivata una nuova partita di eroina che, dicevano, era peggio di mettersi nelle vene un veleno per i topi: ci lasciavi la pelle subito, e di morti se ne stavano già trovando parecchi in giro, fulminati da una overdose. Per distinguerla, qualcuno vendeva le bustine di eroina con un asso di picche e un asso di cuori stampato sopra. Le bustine con l’asso di picche le prendevi a tuo rischio e pericolo.


"L'unica vera moneta in questo mondo in bancarotta è ciò che si condivide con qualcuno quando sei uncool": da qualche tempo quelle parole gli risuonavano in continuazione nella testa. Le aveva dette lui in uno dei suoi tanti ruoli di attore, o le aveva sentite dire da qualcun altro? Quando si recita a lungo, e in ruoli di personaggi così tragicamente devastati, ad esempio quel sacerdote che forse era stato un pedofilo, ma nessuno lo sapeva, neanche lui, alla fine finisci per diventare un altro, la tua identità si mischia con quella del personaggio. Lui, da tempo, forse da sempre, si sentiva “uncool”. Non si sentiva a suo agio in un mondo di cui non si sentiva parte. Sto sempre a casa, io non esco mai, diceva Lester Bangs/Philip Seymour.

Così quelle sere nonostante il freddo girava per le strade di NYC. Aspettava il suo uomo. Per 23 anni era stato pulito, poi un anno e mezzo fa aveva ripreso a farsi. Perché? Forse era stanco. Anche una vita piena di soddisfazioni ti stanca e ti svuota l’anima. Aveva una compagna e tre figli splendidi, ma si sentiva inadeguato, aveva paura. Forse era quel vuoto che si portava dentro da sempre, da quando bambino aveva visto sua madre crescere lui e gli altri tre fratelli da sola, perché il padre se n’era andato. Un padre che scompare non si rimpiazza con nulla, neanche con un premio Oscar, e lo aveva detto quella sera a Hollywood, prendendo in mano la statuetta e ringraziando davanti a tutti gli imbecilli in sala sua madre.

Allora quella mattina, prima di andare a prendere i figli e portarli a scuola, aveva deciso di farsi ancora una volta. Poi si sarebbe sentito meglio, avrebbe guardato i figli negli occhi sapendo di poter dire loro: io non vi abbandonerò mai. Altrimenti, temeva di non riuscirci.

Ancora in mutande era andato in bagno, aveva tirato fuor siringa e laccio e aveva preso in mano le due bustine. Su di una c’era un asso di picche, sull’altra quello di cuori. Non si ricordava più cosa gli aveva detto l’uomo che gliele aveva vendute, e decise di mettere nella siringa la povere che era in quella con su l’asso di picche.

Lo ritrovarono con la siringa ancora infilata nel braccio. C’erano otto bustine vuote vicino a lui e altre due ancora piene di eroina. Nessuno avrebbe mai saputo se aveva cercato apposta l’overdose.

Qualcuno nell’appartamento accese una radio. Si faceva fatica a sintonizzarsi, le frequenze erano disturbate. Fino a quando non venne captata una voce che veniva da molto lontano. Era la sua voce. Stava lanciando il suo ultimo messaggio al mondo:

“Cari ascoltatori, vi dico solo questo: che Dio vi benedica! Quanto a voi bastardi al potere, non sperate che sia finita! Anni che vanno, anni che vengono e i politici non faranno mai un cazzo per rendere il mondo un posto migliore! Ma ovunque nel mondo, ragazzi e ragazze avranno semre i loro sogni e tradurranno quei sogni in canzoni...
Non muore niente di importante questa notte! Solo 4 brutti ceffi su una nave di merda! L'unico dispiacere stanotte è che negli anni futuri ci saranno tante fantastiche canzoni, che non sarà nostro privilegio trasmettere ma, credete a me, saranno comunque scritte! E saranno comunque cantate! E saranno comunque la meraviglia del mondo!".


Philip Seymour Hoffman (July 23, 1967 – February 2, 2014)

7 comments:

Anonymous said...

Ho la pelle d'oca. Grazie.

Anonymous said...

siamo diventati amici grazie anche a Seymour in Lester Bangs. Oggi è un giorno triste.

La Bea

Paolo Vites said...

un abbraccione forte Bea bella

Anonymous said...

Grande pezzo, grazie
Marco 50&50

Andrea Peviani said...

Grazie di averlo scritto, anch'io voglio ricordarlo così.

Maurizio Pratelli said...

Da pelle d'oca. Tanta roba. Troppa per un umano.

jesus's inferno said...

figa cosi ci fai pinagere :( riposi in pace