Thursday, July 10, 2014

Teach your children

Erano i Fab Four americani. Erano i nuovi Beatles. In quell'estate del 1974 nessun altro artista rock era come loro, neppure i Rolling Stones, da anni ormai sulle vette e giustamente definiti "la più grande rock'n'roll band del mondo". Neanche i Led Zeppelin, che furoreggiavano sui palchi da anni, neppure Bob Dylan che pure nel gennaio di quello stesso anno era tornato alle scene dopo otto anni dall'ultima volta con un tour che aveva fatto registrare la più alta richiesta di biglietti della storia. I Beatles, ovviamente, si erano già sciolti. Ma nessuno prima di loro aveva fatto un tour negli stadi. Quella che oggi è la normalità, allora fu un azzardo che spostava in alto ancora una volta l'asticella di un mondo, quello del rock, che sembrava superare se stesso ogni giorno.

Erano giorni straordinari, erano quei giorni in cui, come disse qualcuno, "dei giganti camminavano sulla faccia della terra". Erano i giorni in cui tutto sembrava possibile: mandare a casa un presidente corrotto, Richard Nixon, fermare la guerra in Vietnam e loro quasi ci riuscirono e sì, come diceva una loro canzone, "cambiare il mondo". Decenni prima del "yes we can" di Barack Obama, loro cantavano "we can change the world".



Ma non tutto sarebbe stato così facile. Ogni grande storia chiede un grande prezzo, e loro stessi ne avrebbero pagato le conseguenze, in termini di ricadute, galera, amori finiti male e soprattutto la loro stessa amicizia mandata in malora. Che dietro ogni grande storia di musica ci sono innanzitutto degli amici, ma il successo, il volare troppo vicino al sole prima o poi ti schianta. C'è un limite, e pretendere di superarlo non va bene. Qualcuno lo capisce solo provandoci. Questa comunque sarebbe stata una autentica storia rock, di sesso, droga e appunto rock'n'roll. Con alcune delle più gradi performance musicali che questa storia abbia mai conosciuto.


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1 comment:

laura said...

racconto di una bellezza purissima. come il disco. incantata dalle harmonies e dalla pulizia delle chitarre, che sull'adorato "four way street" non emergevano in modo così netto. ma affascinata soprattutto da quello che hai colto tu: l'amore.