Friday, April 01, 2011

Late Night Tales

Its nightime in the big city...



Sono sempre più stanco, ogni sera che torno a casa. Ieri notte mi è anche venuto un crampo diabolico al polpaccio sinistro che mi hanno sentito urlare fino a all'inferno andata e ritorno. E dire che passo 11 ore al giorno seduto a una scrivania. Ma non sono vecchio. Come dice Fiorello e come mi ha ricordato oggi un amico che non vedo di persona da 28 anni, sono diversamente giovane.


La notte mi ha sempre fatto paura. Adesso mi angoscia. Si finisce di fare i fenomeni, quando cala l'oscurità. Stasera dopo essermi trascinato dentro casa mia, ho trovato il pacchettino play.com, la mia gioia. Dentro, i racconti di notte fonda consigliati dai Midlake. Che meraviglia. Ci sono un sacco di canzoni da notte fonda, quando io non dormo mai. Adesso so con chi passare quelle ore.


La notte scopre ogni ferita, e ne crea di nuove. Per fortuna il mattino dopo ci si può vestire e nasconderle bene, tutte quante.


Certo, ci sono tanti modi per far passare quelle ore, li ho provati tutti o quasi. Adesso scorro la lista che ascolterò a notte fonda. Uh quanti nomi sconosciuti... Bob Carpenter, Bread, Love and Dreams, Jimmy Spheeris, Jan Duindam... Anche nomi che mi sono cari da una vita... Fairport Convention, The Band, Sandy Denny, Flying Burrito Bros... Sono tutti dei fantasmi, mi sa, vecchi e nuovi.. Terranno via gli incubi che mi bussano al bordo del letto ogni notte? Ho anche una bottiglia di quello buono, sempre carica, al mio fianco, sul comodino, anche se cerco di starne lontano in questi ultimi tempi. Ma è lì, e mi fissa. Oh e naturalmente c'è un brano che i Midlake hanno registrato appositamente. Am I Going Insane - allora non sono il solo che sta diventando pazzo di questi tempi - una cover dei Black Sabbath. Ha!

WTF just happened inside my brain on a molecular level with regard to the consumption of ethanol-based alcohol

Dentro c'è un libretto, ogni singola canzone con cura e dettagli ma noi diversamente giovani dobbiamo cominciare a pensare a un buon paio di lenti... E che bella foto, i Midlake seduti sui banchi di una chiesa, una vetrata con un San Giovanni che battezza il Cristo colorata e illuminante. Uno solo di loro la sta guardando, se non ricordo male è quel figaccione del bass player. Mi viene in mente un altro incubo, dove salivo le scale di un teatro della vecchia Londra e la fien di quelle scale non arrivava mai. Solo un'ombra, in cima.



E’ facilissimo reagire con freddezza alle cose durante il giorno, ma di notte è tutto un altro discorso.

E' notte fonda ormai. E' tempo di infilare il dischetto nell'apposito strumento. Ho bisogno di sentire racconti, storie gentili. Ah c'è anche Rodriguez vedo. Cazzo. Ok, tutto quello che va torna indietro e se ne va ancora. Ma ricordatevelo. Tutti vogliono il nostro bene. Non fatevelo portar via.

All'alba ho trovato la chiave di ingresso. La notte più fredda dell'anno passerà, ma questa canzone resterà. Totale. Grazie Midlake


Per colmare un vuoto devi inserire ciò che l’ha causato.Se lo riempi con altro, ancora di più spalancherà le fauci. Non si chiude un abisso con l’aria



Con special thanx to Emily Dickinson, E. Hemingway e qualcun altro.

4 comments:

anna said...

e non c'è verso, ogni volta che mi affaccio qua dentro mi spiazzi. La prima foto in alto è disarmante.
E questa: “Per colmare un vuoto devi inserire ciò che l’ha causato. Se lo riempi con altro, ancora di più spalancherà le fauci. Non si chiude un abisso con l’aria"...
Good night sunken treasure

Anonymous said...

"Per colmare un vuoto devi inserire ciò che l’ha causato.Se lo riempi con altro, ancora di più spalancherà le fauci. Non si chiude un abisso con l’aria"



"Alla base dell'omeopatia vi è il cosiddetto principio di similitudine del farmaco ("similia similibus curantur": "i simili curano i simili"), enunciato dallo stesso Hahnemann, secondo il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia sarebbe dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella persona malata."


Francesca

laura said...

a me invece piace la seconda foto.
mi ricorda quando, viaggiando da passeggera verso la campagna francese, ascoltavo 'neve' di carlo fava, e intanto vedevo il ritmo implacabile dei fili dei pali dell'elettricità, e li immaginavo un pentagramma in cui scrivere la musica che ascoltavo.

bello, insomma. ce n'è abbastanza da sognare, di notte. e di note.

kaapi carla said...

Se voglio riempire un vuoto...mi fermo.
E' impossibile, è una trappola volerlo fare. Una illusione di separazione, una ossessione dii mancanza, perchè non son presente. e dimentico...

Quindi quando sento il Vuoto cerco di riconoscerlo, accettarlo es addirittura , assecondarlo... Che spazio!
Non c'è speranza ma un pace neutrale, ogni tanto commossa persino.

Fra "prima e dopo" c'è un corridoio, a volte strettissimo, occorre farsi stretti, sottili;serve quelche espediente d'emergenza. Come quando si riesce a fuggire dalla galera. Fino a quando si scopre che no, non c'è scampo. Se C'è l'oblio di dimenticare.Allora, la strada verso Casa sembra svanire.

Il Vuoto può essere meraviglioso, quando lo accetto, non lo temo. Così io spesso l'invoco. E' quasi una preghiera?

Ciao Vites, nei toni vespertini, pentecostali. Dopo la Quaresima, Rinascere. Again.
:-)
kc