Wednesday, June 06, 2012

Believe or explode

"Volevo capire l'esperienza umana nella sua interezza", disse una volta Patti Smith. Se l'abbia capita non lo sappiamo, bisognerebbe chiederlo a lei, certamente Patti Smith si è immersa fino in fondo nell'esperienza umana in modo tale da toccarne ogni aspetto, perdendosi e ritrovandosi, facendo cioè quello che ogni essere umano seriamente impegnato con il suo desiderio di felicità dovrebbe fare. Non si è fermata alle apparenze, come succede molto spesso nel mondo della musica rock o anche della poesia, i due ambiti espressivi dove da sempre l'artista si muove, dove l'inganno è sempre dietro l'angolo e cascarci è facilissimo. Non ha insomma ridotto l'esperienza a un particolare, e così facendo è stata testimome a se stessa e al suo pubblico di una grande verità spesso tralasciata: che l'esperienza umana va colta in tutti i fattori che la costituiscono.



"Sono un'artista americana e non ho colpe", disse un'altra volta, sottolineando questo suo impegno con l'esistenza che non è sceso mai a patto con nulla, fossero l'ideologia di moda in quel momento o le esigenze assassine del mondo dello spettacolo. Questa sua voglia di capire l'esperienza umana l'ha portata talvolta in posti che solitamente sono off limits per una rock star. Qualche anno fa, invitata a esibirsi a Savona, Patti Smith, saputo dell'esistenza di un santuario dedicato alla Vergine Maria poco distante, chiede di poterlo visitare. Lì, il 18 marzo 1536 era apparsa, a un anziano Pastore, Antonio Botta, la Madonna. Nella cappella del santuario che ricorda questa apparizione, Patti Smith si inginocchia, bacia il pavimento e prega a lungo. Alla sera, durante il concerto, più volte giunge le mani in preghiera e ringrazia Antonio, il pastore, "per essere stato tramite tra la Vergine e noi”.


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8 comments:

Kris 50 said...

grazie per il bell'art. che ho letto stamattina su Ilsussidiario, è stata una finestra aperta sul mare come l'immagine di Hopper, perchè ho scoperto una cantante aperta all'esperienza religiosa... ho i figli rockettari e vorrei che anche loro cantando e suonando questa musica facessero questo percorso. Condivido il commento sulle opere di Hopper le cui opere ho visto dal vivo a Milano anni fa

enri1968 said...

Paolo, grazie questa è la Recensione.

Anonymous said...

"Non sappiamo quando arriverá questa fine, perció abbiamo fretta."

"Le persone piú felici, sono quelle che non si sono mai interessate a queste maledette questioni!"

-Solaris-

Sì, forse, ma come si fa?


Francesca

Fausto Leali said...

Bentornata Patti Smith.
E bentrovato, ancora una volta, Paolo, quando scrivi così. Non ce ne sono altri in giro.
See you soon.

Paolo Vites said...

non si scrive per fare piacere alle categorie in cui si dividono i lettori. si scrive per fare del bene a se stessi

Fausto Leali said...
This comment has been removed by the author.
Bartolo Federico said...

"si scrive per fare del bene a se stessi".Proprio cosi.

Anonymous said...

Capire ‘l'esperienza umana nella sua interezza’ è certamente ambizioso come traguardo. Il più delle volte non basta una vita intera per comprendere la propria di esperienza, ma forse è proprio questo che Patti Smith intendeva dire: la sua esperienza e quella altrui, nella loro essenza, coincidono. Lei riconosce allora un denominatore comune nelle creature, lo stesso patrimonio genetico, la medesima Origine. Ho sempre trovato stupefacente, pur nell’infinito variare dello spazio e del tempo, riconoscere nel mio prossimo gli stessi moti, emozioni e tormenti, chiedendomi allo stesso tempo a cosa fosse dovuta quella fatica a trattenere le lacrime davanti a questa realtà. Persino la negazione ostinata di tutto questo non poteva che condurre alla stessa Origine: rifiutare la vicinanza di un fuoco non significa aver tentato almeno una volta ad accarezzarne la fiamma? Ma forse è stato fatto senza prudenza, senza rispetto per la sua dignità, per la sua nobiltà. Nelle infinite situazioni umane accade sempre la stessa cosa: l’anima anela alla sua Patria. Perché non ascoltarla, allora? Perché negarle il respiro se è proprio quel suo soffocare a condurci al limite della follia nel nostro eterno e sconclusionato girovagare? Volenti o nolenti ci si ritrova a fare i conti con questa eclissata compagna, e se per un solo attimo ho scelto di darle ascolto, è stato allora che alcune delle mie paure hanno cominciato a perdere la loro forza. Se per un attimo, da uomo libero, sono riuscito a crederle … Ecco, leggendo queste cose sono portato a ritenere che Patti Smith non abbia rifiutato il proprio dolore, ed abbia spesso cercato di dare ascolto alla sua anima. Quando ciò succede la strada non può che portare verso l’Origine, verso la Misericordia che ha atteso dolente e paziente un minimo cenno da parte mia per potermi accogliere. E la Misericordia si presenta sempre con lo stesso nome. Ave, Maria.

Stefano

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