Non possiamo rivelarlo perché è un desiderio di qualcosa che non è mai davvero comparso nella nostra esperienza. Non possiamo nasconderlo perché la nostra esperienza lo suggerisce continuamente, e noi ci tradiamo come si tradiscono gli amanti quando sentono pronunciare un certo nome. Il nostro espediente più comune è chiamarlo bellezza e fingere che questo abbia risolto la questione. L’espediente di Wordsworth era identificarlo con certi momenti del suo passato. Ma tutto ciò è un inganno. Se Wordsworth fosse ritornato a quei momenti del passato, non avrebbe trovato la cosa in sé, ma solo la sua rievocazione; quello che ricordava si sarebbe rivelato a sua volta un ricordo.
I libri o la musica in cui credevamo risiedesse la bellezza ci tradiranno se ci affideremo a loro; la bellezza non era dentro di loro ma passava attraverso loro, e ciò che li attraversava era il desiderio.
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Queste cose - la bellezza, il ricordo del nostro passato - sono buone immagini di ciò che desideriamo realmente, ma se le confondiamo con la cosa in sé, diventano idoli insulsi, spezzando il cuore di chi li venera.
Poiché non sono la cosa in sé; sono il profumo di un fiore che non abbiamo trovato, l’eco di una melodia che non abbiamo udito, notizie di un paese che non abbiamo ancora mai visitato”
(CS Lewis , L’onere della Gloria)
6 comments:
Wonderful and true.
MC
bellissimo
a me bastato sentirlo raccontare quella storia prima di 'we are alive', e vederlo far vibrare all'unisono il suo cuore insieme ad altri sessantamila, per capire che è desiderio di bellezza, quello che abbiamo tutti sentito.
ma solo chi sa cosa sia la bellezza, la può ri_evocare, in sé e negli altri.
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