Monday, January 29, 2007

Well, there was this movie I seen one time



Faccio fatica, ormai da anni, a guardare un film per intero. Dopo un quarto d'ora mi sono già rotto le scatole. Non ci sono più grandi attori, non ci sono più grandi storie. Il buon cinema è un po' come il buon rock'n'roll, una cosa del passato.
Recentemente però mi sono imbattutto per caso, in due bei film.

Il primo è The Island. Se togliete la banalità hollywoodiana che contraddistingue in modo massiccio ormai qualunque film americano (e cioè effetti speciali, violenza a buon mercato e tanta banalità) il messaggio che resta di quel film è formidabile. Era dai tempi di Blade Runner che non succedeva. È la denuncia – coraggiosissima, visti i tempi di omologazione politcamente corretta in cui viviamo – dell'idea di manipolazione genetica e sfruttamento dell'essere umano inteso solo come 'oggetto' da usare a proprio piacimento. Quella cosa che piace tanto a Pannella & C.: essere umani creati a tavolino come cloni da cui prendere parti (cuore, fegato, budella, pelle, gambe etc, addirittura donne che vengono fatte partorire per togliere loro il figlio immediatamente - e quindi ammzzate - da dare a coppie che non riescono ad avere un figlio) da impiantare in altri esseri umani che hanno pagato per questo servizio.
Grandissimo film di denuncia di una falsa idea di diritti civili e di falsa libertà.

L'altro è Lords of Dogtown, un sincero e ispirato tributo alla generazione dei skateboarders, quei ragazzi che a metà anni 70, in California, passarono dalle tavole di surf a quelle più piccole dello skateboard. Non sono mai risucito a fare skateboard - cascavo sempre per terra -, ma ricordo quei giorni della seconda metà anni 70 come un momento in cui cambiò la percezione e il modo di essere giovani. Il che non vuol dire che fu una cosa necessariamente positiva, come ben racconta questo film, ma - un po' come il sempre fantastico Un mercoledì da leoni -, questo film è un tributo alla bellezza della giovinezza e dei grandi ideali che la accompagnano.

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