Wednesday, November 17, 2010

Sad songs for dirty lovers

"Usciamo fuori stanotte e immergiamoci nel rumore e nelle luci accese e nella confusione del rock'n'roll. Troviamo una strada verso il Mistero e seguiamolo (...) Il pubblico pensa, ecco un'altra band. La band pensa, ecco un'altra città. E insieme si incontrano nella notte e insieme danzano"
(Paul Williams. The Map - Or Rediscovering Rock'n'Roll)



Ho fatto il pieno. Ho ingerito tutto quello che potevo ingerire nel percorso che ho dovuto fare per arrivare fino a qui. Un tassista mi ha anche scaraventato fuori del suo taxi perché stavo vomitandogli dentro. Bontà sua non mi ha fatto neanche pagare il pezzo di corsa che avevo fatto con lui. In realtà non avevo bisogno di ingerire nulla perché sono 36 ore che non chiudo occhio pensando a quanto mi aspetta tra quelle mura. Ma onestamente, ho dovuto prendere un sacco di roba e berci sopra anche, perché ho sette donne che mi ossessionano la testa e se non le faccio fuori tutte e sette stanotte, non ce la farò mai più. C'è anche un tipo coi baffi che mi ossessiona da mesi, ma non sono gay e poi è stronzo, se ne andrà da solo prima o poi. Sono venuto fin qui stanotte perché ho dei conti da saldare. Con i ricordi del mio futuro.

“Karen, put me in a chair, fuck me and make me a drink
I’ve lost direction, and I’m past my peak
I’m telling you this isn’t me
No, this isn’t me
Karen, believe me, you just haven’t seen my good side yet”

(The National, Karen)

Quando la canzone che annuncia l'ingresso della band sul palco è On the Beach di Neil Young, sparata alla dose giusta come se NEIL YOUNG fosse sul palco, capisci che la serata è quella giusta, se ancora avevi dubbi. Ancora di più dopo l'ottimo set di apertura di Mr Phosphorescent che suona, con la sua band, come se il tempo e la musica si fossro fermati a Zuma. Le fotomodelle che ti girano attorno contribuiscono a sostenere l'idea, e quando incontri The American Mary allora che la festa abbia inizio. Non c'è più da aver paura, anche se facce orribili stravolte di gelosia continuo a vederne in giro, qua dentro. Ma The National sono la band giusta nella notte giusta per quello che deve accadere, e quando Abel spacca di rumore bianco il soffitto dell'Alcatraz, così come England si adagia sulle vetrate della cattedrale di Westminster, allora capisci che Douglas Coupland aveva predetto giusto, che sì, una band come i National doveva apparire prima o poi per salvare ancora una volta il rock'n'roll. Se quella di Coupland era la prima generazione a cui avevano portato via il concetto di Dio, questa sera i National ribadiscono che senza Mistero non si fa rock'n'roll. E quando quell'allampanato cantante tutto vestito di nero scende dal palco e attraversa tutta la sala dell'Alcatraz continuando a cantare in mezzo a un pubblico che lo sfiora appena, epicità fa ancora rima con bellezza. E tutto va dove deve andare. Tranne io, che non riesco a trovare la porta d'uscita.



My mind's not right
My mind's not right
My mind's not right

Abel, come on, give me a reason
I am not as bright as I could be
Abel, come on, take me with you
Everything has all gone down wrong

(The National, Abel)

In qualche modo sono riuscito a uscire di là. Ho la testa che si spacca e si disintegra in mille modi, ma non mi sono mai sentito così bene come adesso. Quei sette demoni - o angeli - l'hanno avuta vinta anche stanotte nonostante tutto, ma già lo sapevo che dovrò abituarmi ad averle sempre intorno, nel bene e nel male. Fino a quando non si stancheranno loro di perseguitarmi e se ne torneranno nella notte che le ha partorite. Forse una si fermerà per sempre, ma non ci conterei e poi ormai non credo che sarebbe un bene. Si spreca un sacco di tempo per scoprire che una donna, alla fine, è solo un'altro straniero e basta. La cosa positiva è che lo stronzo con i baffi, lui sì se n'è andato via per sempre. Non era musica per lui questa. Di musica, lui, d'altro canto, non ne ha mai capito un cazzo. Appoggio le spalle contro il muro e stendo le gambe sul marciapiede. Che pace. Intravvedo dozzine di piedi che mi passano davanti, le luci delle macchine, l'asfalto umido che fuma puzzolente. Non ci arrivo a casa stanotte ma chissenefrega. Sorrido come un cretino mentre le luci dell'alba mi arrivano in faccia. Big city, bright lights. Quante ore sono passate? Cazzo, devo correre in redazione. Devo ancora scrivere la recensione del concerto di stanotte. Basterebbero cinque o sei parole per descrivere ogni momento di questa serata, tipo "Sono vivo. Non posso crederci, sono vivo. C'è un nuovo giorno all'alba e io vi sono finalmente arrivato. Sono vivo, ma senza di te non è giusto". Ma non capirebbero. Nessuno capirebbe. Neanche lei capirebbe. Mr. November potrebbe capirmi invece. Anzi, ne sono certo.

You must be somewhere in London, you must be loving your life in the rain
You must be somewhere in London, walking Abbey Lane
I don't even think to make, I don't even think to make
I don't even think to make corrections

Famous angels never come through England
England gets the ones you never need
I'm in a Los Angeles cathedral
Minor singing airheads sing for me

(The National, England)



I'm the new blue blood, I'm the great white hope
I'm the new blue blood
I won't fuck us over, I'm Mr. November
I'm Mr. November, I won't fuck us over

(The National)

With special thanx to Jackson Browne, Bob Dylan, Eternal sunshine of the spotless mind, Eric Andersen, Douglas Coupland and the seven women in my mind. And The National of course, including The American Mary...



(In the Alcatraz' toilet, waiting for a savior)

10 comments:

mod said...

gustosissimo!

love, mod

Alessandro Cavalotti said...

Gran bel concerto, questi faranno molta strada.

Paolo Vites said...

thank u mod! yes grande show

allelimo said...
This comment has been removed by the author.
Maurizio Pratelli said...

sei lo speciale one della notte, il n. 10 dei National, scegli tu.

anna said...

ciao redman : )

Sull'Amaca said...

E' da tempo che devo prendere qualcosa di loro, con cosa inizio?
Grazie e bel post, ciao.

Paolo Vites said...

sull'amaca, come sempre è molto soggettivo.. i fan della prima ora già rimpiangono il primo disco.. io li ho conosciuti con l'ultimo e adoro High Violet, ma anche Alligator è molto bello (per me)

laura said...

e hai sentito che la migliore, alla fine, è england?
io l'avevo 'sentito' subito

con quelli lì riesco a 'sentire' dove andranno

e ho vegliato tutta la sera, cinderella mood

(però mi è successa una cosa strana: era come se fossi stata lì...)

sad songs for dirty lovers, senza dubbio

chiara said...

dicono sette sia il numero perfetto...