Saturday, October 19, 2013

Pioggia fredda. E un sacchetto della spesa in ciascuna delle mani

Lo vedi che stai tornando a casa in queste sere che l’autunno sfila nell’inverno che ancora non fa freddo ma neanche più caldo e la pioggerella scende fastidiosa e cade già al fondo delle ossa. Lo vedi lì impalato davanti al citofono con un sacchetto in ciascuna delle mani il buffo cappellino tipo da baseball, la pancia prominente la vecchiaia che s’allarga dalle spalle a quel viso. Che quando ti sei avvicinato da lontano lo vedi ancora più vecchio e ti domandi che diavolo ci fa impalato davanti al citofono che ormai se in casa ci sono avrebbero dovuto aprirgli e se invece non c’è nessun ormai lo dovrebbe aver capito.



Lo vedi sempre lì che fissa i citofoni senza muovere un muscolo gli occhi nascosti dietro gli spessi occhiali e tu che hai ormai aperto il portone stai a guardarlo incantato e ti domandi ma cosa diavolo aspetta.
E lo vedi come fosse un fantasma una presenza fastidiosa un urlo muto davanti al maledetto citofono che non risponde e allora gli domandi un po’ timidamente scusi vuole entrare e lui non risponde e continua a fissare il citofono muto i sacchetti della spesa uno in ciascuna delle mani.

E alla fine ti muovi entri e chiudi il portone e ti domandi quante ore ancora rimarrà davanti a quel citofono immobile con un sacchetto della spesa in ciascuna delle mani.


E mentre vai verso l’ascensore cominci a pensare una storia che viene fuori da sola dal buio e vedi quell’anziano con due sacchetti della spesa in ciascuna delle mani solo che non è ancora anziano ma un giovanotto sereno che ha suonato quel citofono e ha sentito grida di bambini e poi la moglie che gli ha aperto e lui che entra sorridente guardate cosa ho comprato uscendo dal lavoro dai metti su le pentole su bambini venite qua a giocare col papà.

Cosa l’ha portato ancora qui pensi mentre stai entrando in casa quel vecchio uomo con i suoi sacchetti della spesa in quell’appartamento ormai da tempo non abita più nessuno non ci sono bambini non c’è una moglie che attendono il papà che attende il marito. Non c’è più nessuno, ma tu rimani davanti al citofono a fissarlo sotto la pioggia fastidiosa che l’autunno sta scivolando nell’inverno un sacchetto della spesa in ciascuna delle mani.

3 comments:

Fausto Leali said...

grazie

anna said...

come se aspettasse te...

laura said...

le epifanie della vita, anche così, soprattutto così. grazie.

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"Non puoi combattere la musica gospel. Non puoi combattere una Messa di Beethoven, o l'altezza delle guglie di una cattedrale. Non ...