Saturday, October 28, 2006

Un Paese di cialtroni e cioccolatai



Altro che di santi e di navigatori. Per ottant'anni abbiamo dovuto finanziare con il nostro sangue un'azienda che in qualunque Paese civile sarebbe stata chiusa per manifesta incapacità aziendale, per ottant'anni abbiamo foraggiato questa fabbricchetta di (pessime) automobili torinese affinché i suoi dirigenti potessero farsi di cocaina e andare con i travestiti, con la minaccia che altrimenti "avrebbero messo gli operai sulla strada".

Per trent'anni gli sportivi hanno dovuto subire i furti, gli imbrogli, le minacce mafiose della società calcistica affiliata alla fabbrichetta di Torino.

Risultato? Una volta beccati con le mani nel sacco e giustamente condannati, adesso un po' alla volta a questa squadra calcistica (di ladri) stanno togliendo tutti i punti di penalizzazione. Altri otto ieri. Certo, senza questa squadra la serie A non funziona. Si perdono troppi i soldi.

Come diceva Bob Dylan, "I feel ashamed to live in a land where justice is a game".

3 comments:

Anonymous said...

yes, you're right, i agree. it's a shame... la justice n'est pas de ce monde...

Paolo Vites said...

where is Renaldo?

Anonymous said...

i lost him...
a simple twist of fate

Sympathy for the Lord

"Non puoi combattere la musica gospel. Non puoi combattere una Messa di Beethoven, o l'altezza delle guglie di una cattedrale. Non ...