Wednesday, September 05, 2007

American gothic


"Gosh! There’s four churches on this corner and three of them have longer names than you could possibly envision a Church having like "The Greater Inner Light Fantastic Celebration of the Pentecostal Uprising With Cherokee Arrow Stuck In The Side" (Jim White)

Se Robert Johnson aveva un demonio che lo inseguiva, Jim White ha un Gesù Cristo strabico sulle sue tracce. Wrong Eyed Jesus si chiamava appunto il suo affascinante e inquietante disco d’esordio di una decina d’anni fa. Come Robert Johnson, anche Jim White viene dal profondo Sud degli States, ma non è nero e non fa il blues. È bianco, negli anni 80 faceva il fotomodello a Milano e si beccò una scimmia sulle spalle per via di certe sostanze stupefacenti che fanno bello e splendente il fashion world (ma non ditelo in giro). Tornato a casa, da qualche parte tra Mobile e Pensacola, si mise a scrivere canzoni, mentre leggeva un racconto di William Faulkner e uno di Flannery O’Connor. Scoprì di avere un’anima, per quanto perduta tra uno swamp della Louisiana e un trailer, una di quelle case viaggianti che ci sonosolo in America, in Alabama. Quell’anima non ha ancora smessa di cercarla, e tra dischi dai nomi bizzarri (“Scava un buco nel substrato e dimmi cosa vedi”) e un affascinante documentario (“In cerca del Gesù strabico”, ovviamente) dedicato ai demoni e agli angeli che abitano quel lembo di terra, sta per uscire quello che forse è il suo disco più bello, Transnormal Skiperoo. Altamente consigliato, se anche voi avete un Gesù strabico che vi sta addosso.

“I think really really really the whole American ideal of the proper family life being, you know, you always take your promotion at your job even if it takes you away from your roots. America is very uprooted. When you get to that new town you have no family there or purpose of being. It’s like a plant with no roots, if the wind blows, it’s going to blow it away. I think America is a country without a lot of roots. That’s why I like the South so much because I feel that the roots are a little deeper, there’s culture and foundation. People blow away less in the South than other places, but it still has some of the fine qualities of America in that the people aren’t entrenched and there isn’t a cultural inertia. Like when you go to Europe there’s a sort of inertia that keeps it stable, which you really notice when you come back to America. It’s not there. That stability is just not there. I mean most medium size cities, you know, Pensacola being the bottom of the medium size spectrum” (jim White)


(Le foto in questo post sono tutte di Jim White)

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