Wednesday, February 20, 2008

Run baby run


Milano, un qualche mese del 1998, sala conferenze stampa della sua casa discografica. Ci saranno cento giornalisti, Sheryl Crow è la "hot thing" della scena rock femminile degli anni 90. Io sono qua essenzialmente perché sul suo nuovo disco che sta presentando c'è un pezzo inedito di Bob Dylan, Mississippi, che il buon Zimmerman ha pensato di regalarle. Non sono ancora stato conquistato dalla sua musica, anche se l'ho vista in concerto nel 1994 e mi era piaciuto parecchio. Ma mi conquistano, pur nel casino che c'è qua, il suo fascino, la sua dolcezza, la sua onestà. Alla fine riesco a farmi autografare una sua foto. È il massimo che riesco a fare, per adesso. In breve, mi conquisterà anche la sua musica.

Milano, primavera 2002, camerini di Quelli che il calcio. Lei è evidentemente irritata dall’accoglienza tipica dei nostri presentatorini – che manco sanno due parole di inglese - e comichetti – che manco fanno ridere un gatto morto – che l’hanno martoriata durante la sua apparizione di pochi minuti prima. È qui per presentare il suo disco più glamour, il bel Come On Come On, ma di persona non è affatto glamour. Anzi. Per lei non è uno dei suoi momenti migliori, arriverà a confessarmi di essere sul punto di abbandonare il mondo della musica. Parliamo di Bob Dylan e di Joe Strummer e riesco a tirarle un po’ su il morale. In ogni caso, seppur piccolina di statura, è bellissima.

Londra, luglio 2005. Quando entra nel salottino dove sto aspettando di intervistarla, anche a un (vecchio) scafato come me, quasi cade la mascella. Non è bella (seppur piccolina di statura…), è bellissima. Radiosa e radiante gioia di vivere. Al termine dell’intervista mi dice che sta per partire a seguire il Tour de France con il suo grande amore, il ciclista americano, che l’ha resa finalmente una donna felice. Tiro fuori la mia vecchia macchina fotografica, lei è tutta contenta – mi dice – di vedere ancora qualcuno con una macchina a pellicola invece delle nuove digitali che stanno invadendo il modo. Peccato che la macchinetta non funzioni. Niente foto con Sheryl.

Milano, febbraio 2008, dieci anni dopo. Non c’è più il campione del ciclismo che davanti alla proposta di matrimonio ha pensato bene a defilarsi. Per fortuna non c’è più neanche quel tumore al seno che l’ha colpita proprio poche settimane dopo quella rottura. Un periodo difficile, di quelli tosti. Adesso c’è da presentare un nuovo, gran bel disco, Detours. Nel corridoio del lussuoso albergo, un ascensore mi si apre improvvisamente davanti mentre aspetto di incontrare e intervistare nuovamente Sheryl Crow. Come sarà, questa volta? Immagino sempre bellissima. Due “stangone” che parlano in chiaro americano attirano il mio sguardo, ovviamente, ma avverto una presenza. Un’ondata di carisma mi costringe a volgere lo sguardo e non posso fare a meno di notare anche lei, bellissima ancora una volta e con l’aria incazzosa. Intercetta il mio sguardo e siapre in un caloroso sorriso. Quando la raggiungo nel salottino, dice di avermi riconosciuto, là in corridoio. Wow.
Facciamo l’intervista. Avrà perso il grande amore, ma ne ha trovato uno migliore, e che soprattutto non finisce mai: quello di una madre per il proprio figlio. Del piccolo di pochi mesi che ha da poco adottato parliamo a lungo.
Adesso ho anche io una camera digitale ma – hey guada un po’ – non funziona neanche questa. Mi soccorre un amico della casa discografica. Il risultato è questo: la bella e la bestia…
E pensare che siamo coetanei, lei del febbraio 1962, io di giugno dello stesso anno. È proprio vero che il rock’n’roll fa bene alla salute… ‘Till the next time, Sheryl. Non smettere di correre.

9 comments:

Aleks said...

Hey Paolo, ho appena ricevuto la mail sulla Corva. Grazie del post intanto :-D Scrivo solo per dirti che seguo spesso il tuo blog. Recentemente ho letto su maggie's farm il pezzo su Bob Dylan e lo spot cadillac (splendido, IMHO). Beh, mi trovo in gran parte d'accordo con quanto hai scritto. Bravo.

Ciao e continua cosi'.

Anonymous said...

Ciao Paolo, davvero complimento per il tuo blog; c'è tanta, autentica, passione. Io qui ci sono arrivato dal sito di Aleks perchè seguo da numerosi anni Sheryl Crow. Peccato non aver saputo che era a Milano perchè ci vivo... grrrr. Da chi l'hai saputo? Ciao e buon lavoro! Maurizio

Paolo Vites said...

aleks, grazie a te.. il tuo sito è sempre formidabile, l'ho messo tra i miei links...

maurizio... ero lì per lavoro...

Spino said...

Bel colpo Paolo, non vedo l'ora di leggere l'intervista su Jam.

Anonymous said...

bellissime foto. a parte l'ultima, e' chiaro.
haha :)
rag

Fausto Leali said...

Non é vero, non é male anche l'ultima .... specie la parte a destra :-)

Paolo Vites said...

posso avvertire l'invidia maiuscola fuoriuscire a dosi abbondanti dagli ultimi due post...

e vabbé

Anonymous said...

qual' è il sito di aleks?
anna

ciocco72 said...

beh anche lei non e' piu' la ragazzetta di un po' di anni fa...

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