Friday, June 06, 2008

He's an artist, he don't look back

Qualche giorno fa ho visto uno speciale televisivo sull’attuale campagna elettorale americana. Dicevano che nessuno dei candidati, né Hillary Clinton, né Barack Obama né McCain, ha a tema l’incredibile situazione di povertà che si vive negli Stati Uniti d’America. Cioè che la bella cifra di 50 milioni di americani vive sotto la soglia della povertà e che diverse decine di milioni di altri non se la passa poi molto meglio. Ma nessuno dei candidati, siano i democratici o i repubblicani, ne parla nei loro comizi, semplicemente perché non è un argomento che porta voti. I poveri, in America non vanno a votare, dunque chissenefrega, meglio parlare di argomenti come la guerra in Iraq che scaldano di più le platee e portano più voti.

Sul Times di oggi, il magazine inglese, è uscita una nuova intervista con Bob Dylan. Quando gli viene chiesto della sua visione sulle prossime presidenziali, il musicista americano dice: “L’America di oggi è in uno stato di sollevazione. La povertà è demoralizzante. Non ci si può aspettare che la gente abbia la virtù della purezza quando è povera”. È bello vedere che il cuore di Bob Dylan batte ancora per la sofferenza della gente e che non si perde in manicheismi da politicanti da quattro soldi (“Ring them bells, for the time that flies, For the child that cries When innocence dies”).
Per chi fosse interessato, Dylan dice anche di avere fiducia in Barack Obama: “Ma c’è questo tipo là fuori, che sta redefinendo la natura della politica da zero. Barack Obama. Sta redifinendo il ruolo del politico. Così aspettiamo di vedere cosa succederà. Se ho delle speranze? Sì, spero che le cose possano cambiare. Certe cose devono cambiare”.
L’intera intervista, che ruota essenzialmente sulla mostra dei suoi dipinti che si sta tenendo in questi giorni a Londra senza rivelare granché di particolarmente interessante, la trovate qui: http://entertainment.timesonline.co.uk

Ma mi piace ricordare come saluta il giornalista a termine dell’incontro: “Devi sempre prendere dal passato le cose migliori, lasciare le cose peggiori indietro e andare avanti nel futuro”. Don’t look back, Bob?

7 comments:

Fausto Leali said...

il buon vecchio Bob conosce bene il valore delle radici, delle tradizioni....

bello il nuovo look del blog ..... ma le foto di Dylan che hai scartato adesso le posso usare io per il mio ? :-))

Anonymous said...

grande bob.
certo... non so bene che sensazione abbia lui dell'america, dal sedile del suo bus nero da tournee..
forse parla dell'america degli anni 20 di cui ascolta nel suo ipod?
the times are a-changing or times out of mind?
:-)
tuo, simpaticamente polemico
giorgio

Paolo Vites said...

love and theft fausto, love and theft

McTell said...

Quale modo migliore di girare l'america...se non con un bus nero da tournè! Grande Bob

Nicola Menicacci said...

Dylan giustamente punta il dito contro la povertà, da molti ormai vista come una piaga, meglio ancora: una malattia.
Quando le persone sono malate, non possiamo aspettarci che siano allegre. Analogamente, quando le persone sono povere, non possiamo aspettarci da loro le virtù della purezza.
Bob Dylan è sempre attento a cosa lo circonda. Le parole sono sempre taglienti e graffianti, sa sempre dove dirigere lo sguardo.
Bravo Paolo

Anonymous said...

per il cosiddetto endorsement
vedi anche http://rightwingbob.com (blog che si occupa di dylan da un punto di vista politico - peraltro opposto al mio - in modo cmq sempre stimolante)

ciao da wolf

anna said...

non ho letto l'intervista ma i disegni mi sembrano molto molto interessanti.

ps. bella foto d'apertura
: )

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