Wednesday, June 25, 2008

Too old for rock'n'roll, too young to retire

Stasera sto a casa. Sì lo so: sarà il più grande dei più grandi concerti di tutti tempi, così grande che dopo si farà fatica a definire il prossimo concerto di Bruce Springsteen il più grande concerto di tutti i tempi.
Il bisogno che ogni evento a cui partecipiamo (non solo musicale, ma anche e soprattutto) sia il più grande di tutti i tempi è una cosa che fa un po’ sorridere, ma giustificabile. Siamo fatti così. E che cavolo: con la fatica che ho fatto a trovare il biglietto, con le ore di coda per arrivare allo stadio, con la calca umana che c’era per arrivare almeno a 400 metri dal palco, con il caldo che faceva, con le ore di coda per uscire dal parcheggio, vuoi dirmi che quello che ho visto non è stato il più grande concerto di tutti i tempi?

Sono le ore 12 e 26 di mercoledì 25 giugno mentre sto scrivendo queste righe (ehi questo passaggio sa molto del mio amico Jon Landau, eh? Giuro che non l’ho fatto apposta), stasera alle 20 e 30 comincia il concerto di Bruce Springsteen And The E Street Band e amici mi dicono che c’è gente che si è accampata fuori dello stadio già da sabato scorso. Non ci voglio credere, ma è possibile. A questa ora comunque sono già stati distribuiti – mi dicono – 900 di quei ridicoli braccialetti colorati che permettono l’ingresso nel “pit”. Ai miei tempi, quando quel venerdì 21 giugno 1985 mi recai a San Siro per assistere al primo concerto del Boss in Italia, il “pit” non esisteva. Era meglio così: è un sistema alquanto cazzuto di dividere il pubblico, lo trovo piuttosto razzista e un incitamento a creare ansie e patologie al limite del caso psichiatrico. L’esaltazione della fandom spinta ai limiti peggiori. Oltre che di facili danni all’incolumità della persona.

Quel giorno di solstizio d’estate di 23 anni fa, arrivai a San Siro a circa mezz’ora dall’inizio dello show. Stadio stracolmo ovviamente (erano solo due anelli, allora) e con il mio amico ci recammo nell’unico angolo ancora libero, cioè in cima al secondo anello, in quella che è la curva dei tifosi rossoneri (argh…) opposta alla curva interista dove era posto il palco. Vista mozzafiato sull’anfiteatro sotto di noi e possibilità di vedere anche la pedana da cui i musicisti sarebbero saliti sul palco. Ed eccoli, improvvisamente con il sole ancora alto nel cielo (solo noi lassù li vediamo): corrono, con Bruce davanti a tutti chitarra in mano. Poi l’apocalisse. Bam bam bam! la batteria che fracassa in maniera invereconda l’attacco di Born In The Usa. La prima mezz’ora mi lasciò tramortito: in sequenza, attaccate le une all’altra e seprate solo da quell’urlo immortale “one two three…” Out In The Streets e Badlands, tuffo al cuore continuato, lacrimoni da commozione rock’n’roll agli occhi. Wow, questa deve essere davvero l’anticamera alla promsied land.
Ricordo poi l’intensità dell’armonica durante quella Johnny 99 acustica, capendo che si può suonare acustico anche davanti a 60mila spettatori.

Nell’intervallo, quando ormai era calata “l’oscurità alla periferia della città”, scendemmo tranquillamente sul prato. Non c’era nessun pit a dividere i fan. Mi piazzai sotto alla torre del mixer da cui potei scorgere una bella ragazza sorridente; mi dissero trattarsi di Julienne, la sposa novella del Boss. Lui tornò con chiodo di pelle per una devastante Because The Night, l’obbligatoria Dancin’ in The Dark con l’obbligatorio invito alla ragazzina di turno a ballare con lui. Ma soprattutto per quello che reputo essere stato il momento più alto nei 23 anni che ho visto Springsteen dal vivo. Una formidabile, strappalacrime, da brivido Can’t Help Falling In Love eseguita da solo all’acustica e dedicata alla moglie. Ricordo ancora perfettamente come la cantò, e dire che da allora non l’ho più sentita quella esecuzione,
Ci furono, naturalmente, anche Twist And Shout e Rockin’ all Over the World.

Fu ovviamente il più grande concerto di tutti i grandi concerti di tutti i tempi. Perché c’ero. Stasera però sto a casa. È stato Bruce a dire che “I hope when I get old I don't sit around thinking about it but I probably will Yeah, just sitting back trying to recapture a little of the glory of, well time slips away and leaves you with nothing mister but boring stories of glory days”. Sto diventando vecchio, preferisco ricordarmi i miei (e i suoi) glory days che cercare di far rivivere a tutti i costi un sogno che ormai non ci appartiene più, a tutti e due. La grande menzogna del rock’n’roll è pensare che certe emozioni si possano rivivere all’infinito. Soprattutto inchiodare l'aspettativa della vita a tre ore di emozioni. E poi fino al prossimo concerto. sognando e sperando. La realtà, baby, è da un'altra parte. Certo, come dicevano i Byrds, "c'è tempo per ogni cosa", ma c’è più gusto la prima volta, e quando si è giovani. Dopo, sa troppo di clichè e di divertimento per forza. Datemi piuttosto uno sconosciuto songwriter o un gruppo di ragazzini che fa casino in un garage con dieci spettatori davanti. Il "magic" si trova lì, non a San Siro. Cinque anni fa c'era ancora un senso, era il momento dei ricordi dei glory days e poi avevamo promesso, ognuno per la sua strada. Da qualche parte su questo blog troveerete delle righe entusiastiche per il concerto di Springsteen a San Siro ne 2003. Ma adesso, Elvis left the building.

Ieri a dirla tutta me ne sono capitate di tutti i colori. Un nuovo sito con cui comincio a collaborare mi chiede come primo incarico di scrivere del concerto di Springsteen "Mi dispiace, ma non ci vado". L'amica a cui avevo offerto il mio biglietto mi chiama dicendomi di essersi fatta male a un piede e mi ritrovo il biglietto fra le dita. Sono fermo a un semaforo e dalla macchina accanto alla mia escono a tutto volume le note di Born to Run. Sembra che Bruce mi stia invocando a viva forza. Poi guardo il tipo in macchina che si agita su "tramps like us", avrà dieci anni più di me e mi fa un po' di tristezza. Scuto il capo: Nah, Bruce, resto a casa, grazie per averci provato.

Ci sarà mia moglie, stasera, lei non c’era nel 1985. Io starò a casa con le bambine, è meglio così. Ma tra un cartone alla televisione, una fetta di anguria e una favola per la più piccola, mi fermerò un attimo, sorridendo penserò all’uomo sul palco e vorrò credere che in mezzo ai 60mila di stasera ci sia almeno un ragazzino che come me quella sera di 23 anni fa sia arrivato all’ultimo minuto e per almeno il tempo di una canzone abbia potuto toccare con mano la sua promised land. Anche senza essere nel “pit”. È il suo turno adesso, non è più il mio. E pensando a lui e all’uomo sul palco alzerò un bicchiere: “You'll know I'm thinking of you and all the miles in between and I'm just calling one last time not to change your mind but just to say I miss you baby, good luck goodbye, Bruce Springsteen”.

53 comments:

ciciuxs said...

sottoscrivo, non avendo nessuno a cui raccontare favole mi toccherà tifare turchia, ma già so che dalla finestra aperta mi arriveranno le note più dure ed i boati, ed allora alzerò anch'io il calice per brindare con te

Paolo Vites said...

ehi ciciuxs perché non vieni a casa mia con qualche bottiglia di quello buono... da me san siro non si sente... mentre tu leggi una favola, io stappo

Giova said...

anch'io non ci sarò comunque su Jam ricordo qualcosa di più di qualche riga entusiasta del concerto del 2003; per me quello rimane IL concerto di Springsteen, adesso sono proprio curioso di vedere come si evolverà la cosa a proposito di dischi e concerti...

Paolo Vites said...

qua c'è la versione in inglese di quel pezzo che dici giova:
http://gamblin--ramblin.blogspot.com/2006/05/i-remember-when-rock-was-young.html

la mandai a jon landau che l'apprezzò molto...

sono ancora convinto delle cose che scrissi allora, e sono pronto a tornare a vederlo una volta finita l'operazione nostaglia con la e street band; il concerto di novembre al forum è stato troppo deludente, ma certamente una operazione come quella seeger sessions (non la stessa cosa, spero) sarebbe benvenuta

Anonymous said...

Parole vere.Potrei sostituire il tuo post mettendo Bob Dylan,per me il concetto non cambia.
Anche io sono stato a casa e non sono andato a vedere Bob.
E' vero e' un fatto di emozioni.E le emozioni non puoi farle vivere come la prima volta per sempre.
Penso a qualche giovane ragazzo/a che e' andato/a al concerto di pochi giorni fa' a vedere Bob,al suo primo concerto.
Lo avra' visto sicuramente al massimo della forma e performance,mentre io leggendo la scaletta,l'ho rivisto a casa nella mia mente tale e uguale come l'anno scorso,e l'anno passato,e ancora piu' indietro.
Forse questi concerti sono per loro,ahime' per i piu' giovani,chissa' le mie due figlie da grandi cosa vedranno,sicuramente non un altro Springsteen o Dylan.

A old Dylan fan

Stefano

anna said...

se il vento gira giusto arriverà qualche nota anche a casa mia! buona anguria, mi farò raccontare dalla Livia e dalla Marta
ciao!

Giova said...

stasera vado a ricercare quel numero di Jam..in attesa del cofanetto di Tracks 2 e quello di Darkness, ma si può sapere su quale sito scriverai?

Fausto Leali said...

gran bel post e alla fine non riesco a non essere d'accordo con te.... ma questa sera il vento sta portando la voce di Bruce dentro casa mia e francamente mi dispiace di non essere a San Siro.....

Anonymous said...

Mi spiace che non siate andati a vederlo stasera, io sono appena tornato e sono francamennte entusiasta, l'ho visto nel 85, x me quello rimane IL CONCERTO, oggi l'ho rivisto per l'ottava volta e vi assicuro che i brividi durante Twist and shout, fatta alla fine quando il pezzo finale era american land e sforando le 23.30, Because the night, Bobby jean, Summerime Blues, Spirits in the night, Racing e potrei proseguire per non so quanto, sono stati tanti, lui si diverte un casino come una volta, e anch'io, un abbraccio, Marcello

Paolo Vites said...

mia moglie che è una fan genuina e non un cinico bastardo come me, dice che il boss era un po' senza voce e che ha fatto un po' troppo il clown facendosi palpeggiare da quelli davanti

ammetto che il detroit medley me lo sarei visto volentieri

ps: ma non avevano promesso servizi di autobus, metropolitana etc? è arrivata a casa alle due del mattino grazie a un passaggio, altrimenti era ancora lì - ancora una volta, grande organizazione italiana

ciocco72 said...

si chiama disillusione... probabile che arrivi agli 'anta'...
a me ne mancano ancora 4 quindi domani si va a Parigi.
Ero nel pit , mi sono dovuto alzare alle 5 , mi sento di essermi meritato il posto un po' piu' meritato degli altri arrivati 'poi'.
Bel concerto, voce e acustica non sempre al massimo, ma grande Boss :non si risparmia. Le emozioni furono maggiori nel 2003 ma era chiedere troppo.
Peccato per chi non c'era.
:-P

AltriSuoni said...

Ciao, io sono il ragazzino che ieri sera ha visto Springsteen per la prima volta....E' stato un bellissimo evento e sono felice di avere finalmente vissuto un suo concerto. Poi, da non-fan, scriverò sul mio blog un resoconto dettagliato con quello che ho visto e provato.
Intanto confermo le critiche al penoso servizio dell'ATM. Avevano potenziato il servizio? Con i miei amici siamo stati costretti a fare tre chilometri a piedi prima di riuscire a trovare un taxi. Di Autobus e tram neppure l'ombra. Tutti fuori servizio.
Comunque, bellissimo post.
Ciao

Eu said...

Ciao Paolo,
il post è molto bello ... ma ho due perplessità.
La prima: nell'85 sono abbastanza sicuro che il palco fosse sotto la sud, ma non è importantissimo ...

La seconda: io c'ero ieri sera e c'ero anche il 12 all'Alcatraz a vedere Fogerty. Mi spieghi perchè il Capo non va più bene e un simpatico ultrasessantenne che assomiglia a Silvan con la camicia a quadri si ?? ;-)

Certo, Fogerty era la prima volta, Bruce per me la 18esima da quel 1985 ... ma i Glory days sono tristi solo se sono un ricordo. prima del concerto di John mi sono fatto un toast e una birra al bar quello in alto dell'Alcatraz: l'età media era attorno ai 60 (perchè l'abbassavo io ...) e c'erano più bicchieri di birra nelle mani che capelli in testa ... il tutto non ci ha impedito di assistere a qualcosa di epocale (arrivo a dire anche meglio di Bruce ieri sera).

ecco, il "magic" si trova ovunque lo vogliamo trovare, secondo me: io ieri sera ho visto un assolo di Nils in Because the Night che da solo vale biglietto, coda, 35 gradi ecc. ...

ciao
Eu

Spino said...

sono assolutamente di parte lo sai... ma ieri credimi avresti provato qualcosa di più che semplice nostalgia.

il più grande concerto di tutti i tempi? Probabilmente no. Sicuramente no. Uno dei più sinceri e generosi questo si.

29 canzoni
Inizio con Summertime Blues e chiusura con Twist and Shout.

Raff said...

Ciao Paolo,
capisco molto bene questo tuo post, che tra parentesi, tanto per cambiare, mi ha commosso. Cosa ti posso dire di serio ed obiettivo adesso? Posso provare a spiegarti perchè secondo me ieri sera avresti potuto esserci comunque, senza dover pensare ad "operazioni nostalgia" ecc. Ad un concerto di Bruce, lo sai benissimo, succede sempre qualcosa che "trascende" anche solo per un po' la realtà. A novembre ci fu la straordinaria Incident -il tempo sembrò davvero scorrere indietro- e forse poco più per chi non sia esattamente un fan sfegatato. Ieri sera...l'atmosfera era elettrica fin dall'inizio. Il primo sorriso di Bruce, inquadrato sui maxischermi, ha creato subito la "magia". E' successo qualcosa, si è sentito un feeling che secondo me non c'era nemmeno nel 2003 (nell'85 non c'ero e non so). L'acustica penosa all'inizio mi ha fatto letteralmente incazzare perchè strideva in maniera evidente con lo spirito della serata, con il carisma, con la tensione che si poteva sentire. Il rock non potrà mai essere morto finchà c'è in giro qualcuno semplice abbastanza da cantare The Promised Land come se l'avesse scritta mezz'ora prima, mettendo sullo sfondo un semplice ed efficace cielo sereno (che è sempre quello che evoca in me questa canzone). Certo: Fogerty con quella band stellare è ancora fenomenale, una goduria per le orecchie e per il cuore...Ma io non avrei conosciuto Fogerty, se non avessi ascoltato Springsteen. E Springsteen non sarebbe quello che è, se non avesse ascoltato, e parecchio, Fogerty. Inizio a perdere la chiarezza espositiva, ma la sostanza di quello che voglio dire è: anche la nostalgia fa parte del rock. Purchè non diventi sega mentale, ricordare il primo concerto, quella "emozione scatenante" che tu citi benissimo (per me fu Thunder Road acustica il 21 giugno 92) è come ricordare il primo bacio, il giorno del matrimonio, la nascita del primo figlio...Non c'è niente di male nel sentire quella "distanza", quella "mancanza", non per questo smettiamo di vivere o amare le nostre mogli o i nostri figli. Ecco, questa è la differenza dal mio punto di vista: Bruce Springsteen nel tempo è andato oltre quella barriera invisibile tra artista e pubblico. Non è solo uno che ha scritto delle belle canzoni, che ti fanno emozionare. E' una persona che quelle emozioni cerca sempre di fartele vivere, ogni volta che si esibisce dal vivo, per qualunque pubblico. E a Milano questo porta sempre ad un legame ancora più intenso. Bruce è insomma quasi un amico, uno a cui puoi perdonare qualche calo di voce perchè dopo poco ti fa una None But The Brave semplicemente da brividi, una Racing in the Street di prima grandezza, un Detroit Medley formato macchina del tempo e alla fine ti regala una Twist & Shout solo per farti capire, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che se dipendesse da lui si farebbe tranquillamente mattina. Un abbraccio

Paolo Vites said...

Eu, la differenza (haha assomigliava al mago Silvan?? è vero!! il palco comunque era sotto la curva dell'inter) è qs: 1. fogerty era la prima volta che lo vedevamo; onestamente non so se la prossima volta tornerò ancora a vederlo; 2. senza fogerty prima di lui, non ci sarebbe stato nessuno springsteen

sai, certe scale di valori per me hanno importanza; quando nel 2004 ho visto paul mccartney per la prima volta è stato.... un flash da sballo continuo...eppure era la "zia paulie", non certo il Macca dei beatles. ma era l'uomo che insieme a dylan (e a lennon) ha dato vita a tutto e fece tutte quelle canzoni lì....

ciocco: non è disillusione la mia, piuttosto l'opposto; non voglio pensare la disillusione di molti il giorno (Dio ce ne scampi) che Springsteen non farà più concerti

altri suoni: ma tu non sei un ragazzo :-)! ma sono felice che ti sia piaciuto

raga, sto facendo le valigie per la montagna, magari se ne riparla fra qualche giorno; comunque siete degli amici splendidi, I love you all

Paolo Vites said...

ehi grazie raff, ti leggo adesso: splendido commento

cheers

Eu said...

Ma non è che non l'ho capito ... io ho visto per la prima volta gli Stones solo nel 2003, e quando ho sentito Satisfaction dal vivo ho capito davvero cos'era quel pezzo, l'ho ascoltato forse per la prima volta veramente, l'ho sentito gridare da 60.000 persone ...
Ma allora non è proprio questione di età e di glory days, no? quando John dice che ha scritto Who'll stop the rain dopo Woodstock (gli anni di Paolo Maldini, voglio dire ...), altro che glory days :-)

buona montagna!

GIORGIO said...

Splendido post. Rimani il NUMERO UNO.

Bel concerto, ma non IL migliore, e non mi ha toccato le corde piu' profonde dell'anima..
Predominava una nota nostalgica... ma ti posto queste mie "memorie" sul concerto.


bye bye, e-street band

Ciao Bruce. Le hai ammirate, coccolate e fatte ballare, hai esaudito
le loro richieste (fino a None but the brave), le hai persino baciate,
queste sorridenti ragazze italiane (nei loro summer clothes). Le hai
salutate nel migliore dei modi, con una festa che non si trova neanche
a casa di Mary.
Certo magari a casa di Mary i suoni vengono mixati in maniera piu'
decente, mentre si trova inammissibile una simile pessima acustica,
anche considerati i prezzi dei biglietti.
Ma torniamo a noi: questo saluto della E-Street band all'Italia --ma
soprattutto, diciamolo, a Milano-- non voleva proprio finire. Una
carrellata mozzafiato nei bis che valeva da sola un concerto, fino
alla chicca finale quando hai riabbracciato la chitarra per regalarci
Twist & Shout. E come nelle migliori feste di saluto, una nota di
nostalgia ha attraversato, discreta e nascosta, tutto il concerto.
Nessun momento triste sia chiaro, e rarissime cadute nella
interminabile scaletta.
Non credo, Bruce, che tu possa chiedere niente di meglio al destino
che una marea festosa di mani e volti illuminati a giorno che cantano
e ballano. E ce l'hai messa tutta per non mancare le attese. Hai
sfidato il caldo torrido per correre, saltare, sudare, dovendoti
spesso fermare a riprendere fiato, con la voce a tratti stanca. Ma
diamine non sei piu ' un giovanotto e ti tieni alla grande.
Ed e' bello vederlo tutto il peso del tempo, di tutte le sere in cui
hai urlato la nostra speranza, in cui hai corso per rimettere in moto
i nostri animi stanchi ed oppressi, in cui hai ballato la nostra
gioia.
Non guasta neanche la piccola nota nostalgica, laddove indugiavi un
pochino troppo tra le braccia dei fan o esageravi un pochino con la
teatralita'. Non guasta e le feste migliori hanno sempre un punto non
completamente racchiuso dalle danze.
Torniamo a casa curiosi di vedere cosa succedera'. E, con le italian
summer girls, ti aspettiamo.

Giorgio

Anonymous said...

hola,
anche io dico la mia: ho visto Springsteen credo 13 o 14 volte (non ho voglia di contare ora), e questo è il concerto che mi ha dato di più.
Ha iniziato un po' rauco, ha la sua età (ma se la porta meglio di CHIUNQUE e SEMPRE, sul palco), ma ha saputo dare e prendere energia in un rapporto simbiotico col pubblico che NESSUNO nella storia della musica leggera ha saputo, sa e saprà MAI fare.
nota: 5 soli pezzi di Magic... è vero stiamo andando nel "nostalgia", ma il motivo c'è: dopo la morte di Federici gira voce si sia rafforzata l'intenzione di chiudere il capitolo E Street, anche perchè alcuni non ce la fanno a stargli dietro (ho temuto seriamente soprattutto per Weinberg), e quindi il Capo sta salutando tutti facendo in piena libertà quello che gli salta in mente, la gente apprezza, tanto basta (e non è poco, anzi).
Io contonuo a pensare che il ROCK non sia morto. Certo, se a suonarlo bene ci sono SOLO i sessantenni vuol dire che è moribondo (come spariscono loro, ciao...), ma finchè gente come Springsteen (più di tutti, anzi: pochi) continuerà a buttare il cuore sul palco in quel modo, il ROCK avrà ancora diritto di cittadinanza nell'ambito della Musica, e ci guarderà negli occhi, sorridendo perchè noi li giriamo da un'altra parte.
Ieri notte ho assistito a un qualcosa che non vedrò più: IO C'ERO, e solo chi c'era può capire.
Una cosa su Fogerty: senza lui Springsteen non sarebbe lo stesso: VERO.
Ma chi ha assistito al concerto dell'Alcatraz ha visto un tipo impomatato che suona bene, canta da Dio, ma a differenza di Springsteen non sa più comporre ad alti livelli, e soprattutto sul palco davvero è qualche gradino sotto...
canzone/pausacambiochitarra/canzone/pausacambiochitarra eccetera
con Springsteen non ci sono questi spezzettamenti: come costruisce anche dal niente un concerto lui, con pezzi più o meno famosi, non c'è NESSUNO.
PUNTO

Mi dispace non ci fossi, Paolo, magari non saresti andato via come nell'85, ma quella LUCE dentro si sarebbe riaccesa, magari anche per soli pochi minuti!
Per me è rimasta accesa TRE ORE di fila, e ora che sono a freddo mi rendo conto che questa luce è proprio grazie a Springsteen più di tutti che ce l'ho sempre dentro... lui la riaccende, ogni santa volta che lo sento suonare!!!
W IL ROCK, e quei pochi che lo suonano ancora

Grazie Brusssssss


Luca Skywalker

p.s. Paolo, la nostra amica bionda romana di myspace, M. (ha capito chi è?) era i pria fila, super inquadrata nei maxi schermi, ed è una di quelle che se lo ha palpeggiato a dovere!!!

silvano said...

Ciao Paolo, strepitoso post. Gran piacere leggerlo. Sono arrivato qui tramite il blog "nuovi suoni" e il primo post che vedo c'è lui, il boss. Cominciamo bene. Io a San Siro ci sono andato questa volta, nell'85 no (purtroppo con il senno di poi). C'ero anche nel 2003, quella volta vicino al palco, non ne ho perso una goccia. Poi due ore per tornare in macchina con il riscaldamento a 30 gradi, nel vano tentativo di togliermi l'umidità dalle ossa. Ricordo che arrivato a casa stesi ad asciugare documenti, biglietto reliquia, ed gli euri (pochi come sempre). Eh.... a me è piaciuto il boss mercoledì, me lo sono goduto alla grande anche se ero al secondo anello a mezza via tra la curva a dx del palco e la gradinata centrale (a proposito sai se sia la curva dell'inter? spero di sì...), un po' lontano in effetti. No, non ti preoccupare, non mi cimento ora scrivere le mie impressioni sul concerto, solo ti saluto e ti ringrazio d'avermi dato la possibilità di leggere un post molto bello ed ironico il giusto.
ciao, è stato un piacere, buona notte.
silvano.

silvano said...

Ciao scusa se disturbo ancora. Leggendo il titolo del tuo post mi è venuta una nostalgia per un gruppo che di fatto non ascolto più da anni. Così ho rispolverato "Too old to rock'n'roll: too young to die", e adesso li sto ascoltando. Fuori c'è il diluvio universale, un vero nubifragio e dentro Ian Anderson che canta. Nostalgia, ricordo di quanto li amai e anche la constatazione che sono invecchiati male.
Peccato.
Ciao, ancora un saluto.
silvano.

Gattosecco said...

Io, appunto domani sera, Too Old To Rnr Too Young to Die. Il tour del quarantennale dei Tull. L'effetto nostalgia è inarrestabile.

Paolo Vites said...

viva i Tull.

mi hanno raccontato come avviene la distribuzione dei braccialetti per il pit (tre giorni prima, lista con il numerino, notte in macchina, ogni tre ore chiamata del tipo che verifica la presenza della persona, 24 ore dopo distribuzione del braccialettto.. se qs è rock'n'roll, bill gates è gesù cristo...

silvano said...

@gattosecco: Dove suonano?

Gattosecco said...

In piazza a Sogliano sul Rubicone in provincia di Rimini, poi Milano e Pistoia ed altre tre date già le hanno fatte.

silvano said...

Ok, grazie. Vediamo se riesco a convincere qualcuno. Niente di comodo per me. grazie ancora, ciao.

Anonymous said...

mica vero che la disillusione arriva con gli anta. io li ho superati da un pezzo, Bruce anche. eppure entrambi crediamo nello spirito della notte, nella sincerità della musica, nelle mani che si alzano e battono il ritmo.
anch'io ho due figli a cui raccontare le favole. e il 26 sera ho raccontato loro la favola vera di 62000 persone che si sono riunite per provare insieme a dirsi che la vita è bella anche così.
quella che sta provando Paolo credo si chiami etica calvinista. quella secondo cui a 'una certa età' è peccato sentirsi giovani, ed è invece obbligatorio metter via speranze e sogni e voglia di vivere , e sostituirci rimpianti e ricordi e 'impegni più seri'.
ognuno si tiene la sua opinione, ovvio. ma la prossima volta ci porto anche i figli. e cantiamo insieme.

ciao

laura

Paolo Vites said...

guarda che io ho qualcosa di meglio di un sogno per cui vivere.

piuttosto mi infastidisce uno che a 60 anni fa finta di essere ancora giovane (facendosi anche il trapianto di capelli alla pippo baudo) e illude la gente che si possa vivere di un sogno. o almeno così lo percepisco io.

sono cmq contento per te.

Anonymous said...

A questa replico, tocca tante cose importanti!

Nel 2003 un fan a san siro espose un cartello "I believe in you" e Bruce mentre cantava urlò al microfono indicando il cartello "no no, in you, believe in you!"

Springsteen non mi ha mai illuso, non mi ha mai fornito sogni che mi distaccassero dalla relatà, anzi mi ha insegnato a stare attaccato alla realtà, a credere in quello che facevo, e faccio, a credere in me stesso... tutta la sua discografia, coi tanti album in cui ha esplorato la natura umana che fa i conti con l'animo e con le realtà tragiche della quotidianità, mi ha aiutato ad aprire gli occhi sulle mie responsabilità come persona in riferimento alla mia vita e alla società in cui vivo, facendomi capire che non mi devo nascondere ma devo guardare le cose dritte negli occhi... questo mi ha dato Springsteen...

Non credo faccia finta di essere giovane, perchè il suo rock (diciamo la sua musica, non ha fatto solo rock) è cresciuto con lui assumendo grandi significati nelle liriche delle sue canzoni, in continua evoluzione...
Springsteen non si è mai fermato a cullarsi sugli allori (l'avevi detto anche tu, Paolo)... non mi ha mai illuso... e se sul palco fa tanta scena è perchè considera il rock anche come divertimento, tanto i suoi messaggi nelle canzoni li dà sempre... l'ha sempre detto: "quando vado sul palco immagino di essere il ragazzino in prima fila, che ha pagato il biglietto per avere qualcosa" e lui gliela dà, CE la dà: EMOZIONE, fosse con una struggente ballata o con un rockandroll scatenato...

Jagger fa finta di essere giovane, tanto per fare un esempio, Springsteen no

Non capisco questo astio...
Anzi credo parli chiaro più di ogni cosa l'AMORE di davvero tanta gente per lui e le sue canzoni: Springsteen ha una categoria di fans indefinibile se non col termine della eterogeneità... tutte le tà sono rappresentate, cantano le sue canzoni quindicenni come settantenni
Io lo considero credibile ed onesto, come pochissimi, ma ovviamente la musica è una cosa soggettiva, e per questo è bella!!!

Luca Skywalker

Anonymous said...

se non hai un sogno per cui vivere, sei già morto, anche a trent'anni.
anche la mia vita è piena e completa, e credo lo sarebbe anche senza Bruce. ma avere un sogno significa, per me, sentirmi sulla stessa sintonia di martin luther king, di don milani, di quanti, piccoli o grandi uomini, rendono piena la propria vita accogliendo come un dono chiunque regali loro un'emozione.
mi auguro di averne sempre uno. magari anche per te, che magari non ti tingi i capelli, ma che spero non pensi davvero che quanti hanno assistito al concerto di mercoledì siano tanti illusi che rincorrono l'illusione dell'eterna giovinezza.

ciao
l

Paolo Vites said...

magari se li tingesse soltanto, se li è proprio messi finti. nel 2001 era rimasto senza - basta vedere qualche filmato dei benefit post 9/11 e poi sono rifioriti d'incanto e dopo 3 ore di concerto e di sudore stanno sempre belli dritti in testa.

viva bruce. 62,000 springsteen fans cant be wrong.

carlo said...

E' proprio vero: guardate com'era nel 2001:

http://www.backstreets.com/Assets/Images/news0407head.jpg

Che vergogna impiantarsi i capelli ;-)

C.

Paolo Vites said...

è solo invidia la mia perché non ho i soldi per impiantarmeli anche io...

raga, in due anni di blog solo due post hanno totalizzato tanti commenti, quello sul film I'm not there e qs, ed entrambi erano "critici" - forse la gente preferisce sentirsi dire sempre che tutto è bello e tutto è perfetto... mah ci sarà un motivo per cui un amico mi ha chiamato il lester bangs italiano... peace

Anonymous said...

se le argomentazioni sono sul trapianto o meno di capelli di Springsteen, allora meglio non misurare il numero, ma la qualità dei commenti. Altrimenti si rischia di fare come all'incontro con Davide van de sfroos, in cui ogni sua uscita 'poco ciellinamente corretta' veniva stoppata tentando non di approfondire, ma di cambiare discorso...
:-)

Paola

Paolo Vites said...

se mi fai un esempio di questi stoppamenti te ne sarei grato

Anonymous said...

non credo che Paola avrà molti esempi... insomma spero stesse scherzando, una volta tanto abbiamo potuto vedere l'uomo oltre il microfono, i racconti che fanno nascere una canzone, lo straripare di una vita che fa, senza vezzi e senza astrattezza, pura realtà, lavoro, sudore, lacrime, risate.
E ci lamentiamo pure?
mah

cauboi steve

Fausto Leali said...

Paola io c'ero, nessuno lo ha mai stoppato, anzi la sensazione che ne usciva è che Davide fosse e si sentisse tra amici. E proprio quest'amicizia - con la A maiuscola - gli ha permesso di uscire allo scoperto, di dire anche cose che forse in altri contesti si tiene per sé.
E se fosse come dici tu, dubito fortemente che Davide si ripresenterebbe a Rimini il prossimo agosto, a ritrovare in misura più grande quel "popolo" che l'ha accolto alla sala Fontana e molti altri di più.

Anonymous said...

Aspetta che sbobini la registrazione, poi ti ripeto le parole esatte (si trattava di un ragionamento sull'esistenza di altre forme di vita...e di un altro in cui Davide parlava di Essere Supremo...)
In ogni caso, era solo l'esempio di come ogni posizione si possa travisare strumentalmente. Come ora: la questione non è Davide, né i capelli trapiantati del Boss, ma la critica alla sua insincerità. Come se amare, godere, vibrare e far vibrare a sessant'anni fosse proibito, fosse patetico, fosse peccato.
E come se la trasgressione fosse consentita solo ai ventenni; dopodiché, fossero concessi solo pentimento e penitenza.
Bruce è un uomo che vive, sceglie e gusta la vita, ora come allora. I lutti, come gli anni, sono passati sulla sua pelle, come i miei, come i vostri. Ma l'energia che dimostra ancora sa più di canto alla vita che di canto del cigno. Ed è il miglior ringraziamento a Dio che possa concepire.
Chi non lo capisce, logico che non capisca neppure il sessantenne che canta Born to run in macchina. Ed è chi non lo capisce che mi suscita tristezza.
Ciao
Paola

Paolo Vites said...

sei decisamente in cattiva fede. nessuno ha stoppato van de sfroos per quello che diceva, al massimo si è cercato di rendere la conversazione più fruibile possibile per un pubblico che era essenzialmente lì per sentirlo cantare. davide ha poi avuto oltre due ore a disposizione per lui da solo sul palco in cui ha potuto dire tutto quello che voleva.

per quanto riguarda Springsteen, io ho voluto solo dire che mi sono rotto le palle dei "riti rock" celebrati in situazioni non umane come uno stadio da 60mila persone dove per di più a detta di tutti quelli con cui ho parlato l'impianto audio era così scadente che si faceva persino fatica a capire che canzoni fossero. per tutti gli altri, sono felice per loro, soprattutto per te che evidentemente capisci bene tutti gli aspetti della vita.

Anonymous said...

Da Corriere.it:
Venerdì 21 giugno 1985, stadio di San Siro: va in scena l'evento, ovvero il primo concerto italiano di Bruce Springsteen. Uno show storico, considerato allora anche dallo stesso Springsteen uno dei migliori di sempre nella sua carriera. Nello stadio milanese (ancora senza il terzo anello e la copertura) il Boss comincia mentre il sole tramonta dietro la curva (fino alla notte precedente una pioggia battente aveva fatto temere i suoi fan). Ci sono 65 mila persone per la prima data di Bruce in Italia: è il tour di «Born in the Usa», album che ha fatto diventare Springsteen un fenomeno planetario.

________

Uh, c'erano 65mila persone anche allora. Ma allora andava bene, stavolta no...Solo questione dell'inumano pit (sono d'accordo, è assurdo...), o di una presa di posizione aprioristica?
Sarei curioso di capire...
Giorgio

GIORGIO said...

Preciso per chiarezza che l'ultimo (e un po' inutile) post non era mio ('Giorgio' io stesso).
c'mon guys.... una componente di "rito" e' inevitabile per chi canta (e chi ascolta) Badlands da 30 anni in tutte le versioni possibili. E l'altra sera questa componente di rito c'era. Springsteen era un pochino 'affettato', forzato. Indugiava nelle mosse un pochino troppo, come se non fossero totalmente naturali. Solo un pochino. Una venatura di nostalgia, come ho scritto in precedente post.
keep dreamin'
ragman
ps: sara' un caso che bruce "oggi" scriva canzoni come Girls in their summer clothes e non Born to run?

Anonymous said...

per Giorgio:

ma hai letto i testi degli ultimi 5 album?

lascia perdere Girls, in ogni album c'è una canzonetta.
meno male che Springsteen non scrive più canzoni come Born to Run, sarebbe ridicolo! quella canzone parlava di fughe giovanili.
Springsteen è CRESCIUTO, da tempo, e scrive le cose che vede un uomo della sua età, poi è vero che le condisce anche con canzonette, ma chi non le ha scritte?
documentati

Matteo

GIORGIO said...

Matteo, mi spiace ma hai preso un granchio. Anzi due.
Girls NON E' ASSOLUTAMENTE una canzonetta. Documentati!
(Anzi per me e' la migliore del disco, ma questo e' soggettivo).
E' una stupenda canzone festosa e malinconica. Ed e' un superbo quadro dello springsteen di oggi.
Non hai capito che ho paragonato due GRANDI canzoni.

Ripeto che lo springsteen di san siro 2008 non e' quello del 78 ne dell'85, anche se si sdraiava per terra e cantava T&Shout.

Solo su una cosa siamo d'accordo: che io trovo bello vedere Springsteen oggi. Vedere come sta di fronte a se' che cresce e matura.

with all due respect,
Giorgio

Paolo Vites said...

ma che figata.. mi sa che chiuderò qs blog e aprirò un gruppo di discussione su bruce springsteen così facciamo prima.

d'accordo con te Giorgio, Girls è una bellissima canzone, decisamente la migliore da tutti i punti di vista, musicale e lirico, di Magic

Anonymous said...

ehilà Paolo,
ma stai concorrendo al topic più lungo nella storia dei blog?
:-))))
dai, lo allungo un attimo...
se nessuno si offende credo che staimo facendo un po' troppa polemica.
anche io ritengo Girsl in their summer Clozz una canzone davvero notevole, non solo per la struttura musicale alla Beach Boys (questo ci vedo) ma anche perchè rientra in quella visione della vita che Springstiiiiiin in maniera un po' malinconica ci fa vedere spesso
dal punto di vista lirico ne preferisco altre in Magic, ma la musica è bella perchè è soggettiva, l'importante è non scannarsi però!!!

dai, se no Paolo poi ci picchia col cric... :-))

Luca Skywalker

p.s. Paolo, RITORNA!!! (già ci siamo capiti)

Paolo Vites said...

sì! più commenti che il blog di beppe grillo!

dear luca, se molla la e street band sarò in prima fila... anzi, nel pit

i concerti con la seeger sessions band sono stati tra i più belli da quando vidi jimi hendrix a woodstock nel 69..... heehe

Anonymous said...

concordo: la sessions band è stata un'esperienza catartica, allora ci vediamo nel pit, e... ah, dal concerto di fogerty, ti devo una birra, giusto?

Luca Skywalker

Paolo Vites said...

anche due!

Anonymous said...

Avrà anche sessant'anni, si sarà fatto il trapianto di capelli, ci vorrà fare credere di vivere in un sogno (ma ne sei sicuro), ma questo post ha un fracco di commenti e mi pare che nessun'altro rocker ne conti così tanti;;-)

dico che vale sempre la pena andare a vedere di persona cosa sta succedendo
il vero guaio sarebbe rinunciare al proprio desiderio di bellezza e felicità prevedendo già il futuro

per me questo concerto è stato meraviglioso e non sono affatto una fan dei revivale delal E-Street

il fatto è ce bruce ci mette l'anima in quello che fa
se anch'io andassi tutti i giorni al lavoro con la sua grinta, la sua passione, mamma mia...che differenza sarebbe!

grande bruce!!!

maria claudia

Paolo Vites said...

ciao MC.. ma tu non guadagni quello che guadagna bruce con un concerto e non ti diverti al lavoro come si diverte lui con il suo


qs post ha cmq tanti commenti perché ha posto qualcosa di diverso, magari anche di sbagliato, ma diverso - se dicevo che figata è andare a vedere bruce, ci sarebbero stati 2 commenti

Anonymous said...

necessita di verificare:)

Anonymous said...

good start

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