Sunday, April 05, 2009

Murder ballads

I corpi giacevano lì davanti a lui. Scomposti, ancora sanguinanti. Non capiva di chi erano, non ricordava se li aveva mai conosciuti. Una donna e due bambini. Sentiva solo l’urgenza di avvicinarsi alla tempia quella canna di pistola ancora calda e fumante. Ma perché avrebbe dovuto farlo, se non sapeva chi erano quei morti e chi li avesse massacrati? Perché uccidersi? In fondo di cose orribili nella sua vita ne aveva già viste parecchie. Anche se, in un attimo di lucidità, dovette ammettere che quella era probabilmente la cosa più orribile davanti a cui si fosse mai trovato. E per lo stesso attimo provò dolore. Dio ti maledica, Jim.

Nella piccola stanza in cui il sole primaverile filtrava dalle imposte socchiuse, lui guardava le ossa della schiena di lei. Per qualche motivo gli ricordavano le stazioni della via crucis. Si accorse in quel momento delle lacrime di lei che bagnavano il piccolo rosario appeso al bordo del letto e vide l’abisso in cui stavano affondando. Come se avesse deposto ai piedi di lei il suo tempio di ossa, la vide andare in pezzi e con la mano sfiorò il rosario, alla ricerca del suo pezzo di croce. Sette gocce di sangue uscirono dal seno di lei.

Lei sedeva su una sedia sgangherata, i capelli abbandonati sul volto. Guardava per terra. Respirando il passato, respirava il futuro. C’è un uomo morto nel mio letto. C’è un uomo morto nel mio letto, mormorava senza sosta Dio sa da quanto. Il telefono lì accanto suonava di continuo, ma nessuno stava chiamando. C’è un uomo morto nel mio letto. Lui è lì che ancora scrive, prende appunti, ma giuro che non è uno scherzo. Non riesco ad amare, non riesco ad amarti non so più cosa sia fare l’amore, era quello che trovarono scritto su quel taccuino. C’è un uomo morto nel mio letto, lei continuava a ripetere fra sé guardando fissa per terra.

L'uomo rabbrividì. Quei corpi devastati davanti a lui non c'erano più. Non c'erano mai stati. Non aveva mai avuto una moglie nè tantomeno dei figli. Forse in un'altra vita, ma certamente non in questa. La pistola, fredda tra le dita, quella c'era ancora. Quali che fossero le sue colpe, l'uomo capì che il cielo stesso, o meglio l’inferno, si stava muovendo, evocato dall’immensità delle sue colpe, per punirle.
Fu in quel preciso momento che rivide il volto della ragazza e risentì le parole di lei: "Questo giorno stupendo è stato fatto per te, solo per te. I fiori sono dei begli esseri viventi, e bisogna lasciarli vivere e respirare l’aria del sole e della luna. Io non li colgo mai, i fiori. Si può benissimo amare, in questo mondo sul quale viviamo, senza aver subito voglia di uccidere il proprio caro amore".

Lui era il mendicante di un Amore infinito che solo l’Infinito dell’amore può soddisfare. Non c’è da dimenticare e da rinnegar nulla non c’è nessuna mutilazione. C’è soltanto una risurrezione.

11 comments:

antonio lillo said...

ma sono tuoi pensieri sparsi, o visioni come dici, mr. vites? sai che non ti facevo così cupo?... per un attimo leggendo i testi (o il testo, in effetti) e il titolo ho pensato che fossero delle traduzioni di canzoni di nick cave... e invece... notturno vites! o meglio vites notturnes, se mi si permette il gioco di parole...

Paolo Vites said...

fuocherello lillo. ho fatto un po' di "love and theft" come ci insegna il ns amico: tre canzoni rock e un romanzo, più o meno famoso.

il resto e il contenuto sono la mia vita, di sangue e carne. buona Pasqua

anna said...

cosa ti è sucesso?
stai leggendo Flannery O'Connor?
sabato in treno ho riascoltato tutto il loro secondo, questa dei Felice non l'avevo mai sentita... sarà sul nuovo disco?
ciao!

Paolo Vites said...

sì è un pezzo del nuovo disco -

anna said...

avevo dimenticato di dirti che mi piace questo che hai scritto, mi ha fatto venire in mente quelle cose incredibili che ci succedono davvero

Anonymous said...

Noto una citazione springsteeniana, o sbaglio????

Cheers,

Carlo

Fausto Leali said...

All'inizio questo post non mi piaceva, troppo inquietante...
Poi ho pensato al calvario di Cristo, ai disastri di queste ore, a quanto inquietante sia questa vita a seconda del punto in cui ti trovi a guardarla o a viverla.
Ed ho pensato ad un Padre che ha permesso al Figlio di arrivare all'abbandono sulla croce perché potessimo sapere che questa nostra strada é condivisa.
E che alla fine della strada c'é il Risorto.
Grazie

metrovampe said...

Solo scarni oggetti a riempire lo spazio fisico, tutto il resto risucchiato dall'orrore. C'è cupezza in effetti, ma la riscatta uno stile davvero interessante. (qui per caso, per tornare)

RagmanDrawcircles said...

pero'........
ci ho trovato le citazioni di bruce e nick cave. le altre non le riconosco.
rag

Paolo Vites said...

grazie della visita metrovampe

amico rag, non mi riconosci Milosz...

Anonymous said...

necessita di verificare:)

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