Thursday, July 16, 2009

All things must pass

L'uomo entrò nello studio di registrazione. Con sé, una chitarra. E la voce, la sua voce. Una voce come poche altre al mondo. Era il cantante di una ancora sconosciuta rock band americana, di lì a poco il mondo avrebbe conosciuto la sua voce e la sua band. Ma adesso, in quelle fredde giornate di novembre del 2001, c'era solo lui. E la sua voce. Doveva fare in fretta. Qualcuno era morto da pochi giorni. Voleva - doveva - ricordarlo nell'unico modo possibile, cantando e reigstrando alcune delle sue canzoni. Oh, quel tipo adesso morto era stato una star, una delle più grandi che il mondo avesse conosciuto. Era il piccolino in quel gruppo di giganti che aveva cambiato la storia del mondo e la vita di milioni di persone, compresa la sua. "Le sue canzoni avevano il potere di guarire" avrebbe detto pensando a lui.

Da solo, in studio, con la sua chitarra, e qualche sovraincisione della sua meravigliosa voce, avrebbe creato un canto funebre, una preghiera sofferente, con la voce - le voci - che si inseguivano fin lassù, nelle navate di una antica chiesa gotica, dove i fantasmi di monaci intenti a salmodiare si radunavano nella notte dei tempi. E poco importa che questo fosse invece uno studio di registrazione da qualche parte nei moderni Stati Uniti d'America. L'effetto che alla fine riuscì ad ottenere fu lo stesso. Sei canzoni in tutto venenro registrate, alcune sconosciute ai più, seppur bellissime: Long, Long, Long; Behind the Locked Door; Love You To; My Sweet Lord; Sir Frankie Crisp e All Things Must Pass.
Già, tutto deve passare, pensò il cantante dalla voce meravigliosa posando la chitarra e facendo segno al tecnico, dietro al vetro, di spegnere il registratore. Uscì dalla porta e si dimenticò di quelle registrazioni. Perché il suo tributo era stato pagato. Passarono otto anni e il cantante decise che adesso era ora di lasciare andare a tutto il mondo quelle registrazioni. Forse scherzando, forse no, decise di pubblicarle cambiando leggermente le iniziali del suo nome, forse facendo un nuovo tributo a quell'uomo morto nel novembre 2001. Invece di "Jim James", come lui si chiama, le pubblicò con il nomignolo di "Yim Yames", come lo ying e lo yang di quelle religioni orientali che al tipo morto erano sempre piaciute tante. E mai tributo fu più dolce da ascoltare.

* http://www.yimyames.com/site/

4 comments:

anna said...

è vero è una voce meravigliosa
(ti ricordi la sua bellissima performance in Masked and Anonymous...?)
ciao

ciocco72 said...

ci stavo giusto scrivendo 'su'...

Maurizio Pratelli said...

Yes Yes!, incantevole

Ragman said...

Yo, bro'
che belle queste performance vere fino alle ossa.
thx, rag

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