Monday, August 08, 2011

Captain of dreams

From here to Venezuela
There's nothing more to see
Than a hundred thousand islands
flung like jewels upon the sea
For you and me


Dice l'Ansa che David Crosby insieme a CSN&Y è stato uno dei simboli della beat generation. Mah. Potere dell'informazione. Quantomeno la baggianaggine dell'agenzia di stampa mi è servita per ricordarmi che il 14 agosto anche Croz, dopo Dylan, compirà 70 anni. E per uno come lui, dato per morto una dozzina di volte almeno, non è un traguardo da poco. Lo intervistai nel luglio di esattamente dieci anni fa, chiedendogli se quando aveva cominciato la sua carriera avrebbe mai immaginato di trovarsi ancora a fare dischi e concerti a 60 anni. All'altro lato della linea telefonica Niguarda-California, lo sentii sorridere sotto i suoi baffoni. Chissà oggi cosa mi rispondrebbe.



Che David Crosby compia gli anni di agosto, e scrivere queste righe mentre sono al mare, ha perfettamente senso. Lui è il marinaio del rock. Canzoni come The Lee Shore, ascoltate per la prima volta 35 anni fa, hanno aperto di schianto le porte non solo della grande musica, ma di un oceano, quello vero, quello che lui già allora salpava hippie felice pieno di Lsd e erba magica alla guida del suo veliero. Quello immortalato poi nella copertina del secondo disco di CSN. Croz, come lo chiamano gli amici, è un figlio del mare, è quello che ha incarnato la più sincera utopia hippie fino all'estremo, che signifca fallmento: dai profumi dei giardini incantati della mente infatti è finito nell'orrore del crack e di una pistola nel cruscotto a guidare impazzito per Sunset Boulevard. Ci è voluto un anno di carcere ospite delle galere di zio Bush nel Texas più redneck per salvargli la vita, anche se quella volta che gli parlai al telefono potevo sentire boccate di gangia uscire dalla mia cornetta.



La voce di Crosby è sempre stata melodia della più purissima qualità, la voce più incantevole della storia del rock: un disco come If I Could Only Remember My Name l'ho divorato da ragazzo milionate di volte, sempre a cercare di carpirne i segreti. Resta tutt'oggi il momento più totale, più poetico, più drogato e più magico di tutta l'utopia West Coast, California state of mind e hippie generation (altre che beat generation). A Tamalpais High, poi, cantato in If I could only..., ci sono anche stato, vent'anni fa, quando ero a San Francisco. Ci misi un po' a raggiungere quel monte sopra la baia di San Francisco perché continuavo a sbagliare l'uscita dal Golden Gate, ma poi, al tramonto quando finalmente vi arrivai in cima e pure senza droga, ho capito come mai dal quella cità un giorno erano potuti sgorgare musica e sogni tanto profumati e straordinari. Addirittura l'ardire di Triad. E ancora oggi fa specie che un tale Che Guevara del rock abbia fatto parte dei Byrds, ma in fondo sì, ci sta. Come mi disse in quella conversazione, i Byrds sono come il primo amore, sarei pronto a tornare a suonare con loro anche adesso. Cioè allora, 10 anni fa, che adesso mi sa sia troppo tardi.

David Crosby di persona è sempre stato come le sue canzoni: pace e armonia. Nel 1992 mi infilai nel backstage del Palatrussardi prima di uno (splendido) concerto acustico di CSN. Mi ero portato la mia fanzine su Bob Dylan. Volevo fotografarlo con il giornalino in mano, sarebbe stato uno scoop promozionale da paura. Lo aspettai scendere dal palco dopo il soundcheck e lo avvicinai. Lui mi mise una mano davanti dicendo, se vuoi una intervista chiedi al manager. Io gli mostrai la mia fanzine e lui vedendo il nome del suo eroe Bob Dylan si illuminò sotto ai baffoni. Fotografarlo con in mano il giornaletto fu facilissimo. Un giorno "scannerò" quella foto.



E che dire di Almost Cut My Hair, la più cazzuta canzone dell'era Woodstock? Altro che fiori nei capelli. Lascerò sventolare la mia bandiera freak era più che una parola d'ordine, era un motto, era il senso della vita. Da allora, da quando ho la patente, guardo sempre nel mio specchietto retrovisore per controllare che non ci sia un'auto della polizia che mi segue. Paranoia power. Ma di moniti, messaggi cifrati, meditazioni zen, Croz ne ha lasciati a manciate nelle sue canzoni, e fortunato chi se li è appuntati e li tiene stretti con sé: Cause the blind are leading the blind And I am amazed at how they stumble, Homeward through the haze. E ancora oggi mi domando di quale libro dovrei andare a pagina 43, per trovare il segreto della vita, perché, diavolo d'un Croz, ti sei dimenticato di dirci di quale libro si trattava: Pass it round one more time, I think I'll have a swallow of wine, Life is fine, Even with the ups and downs,, And you should have a sip of it, Else you'll find, It's passed you by. O frse non c'è nessun libro, ma è la vita, la vita soltanto. Che tu hai celebrato nel.la sua bellezza più intensa. Auguri Croz, vecchio marinaio del rock.




3 comments:

Fausto Leali said...

Hey ma neanche in vacanza riesci a smettere di scrivere così bene?

Comunque quella foto ce l'ho: la devo scannerizzare?

zambo said...

Divino Crosby il mio preferito dei quattro senza togliere nulla alla chitarra di Stills e alle ballate di Young ma Crosby è il Tamalpais High la montagna da cui si può vedere l'utopia striata di nebbia oceanica. Anch'io qualche anno fa ci andai e non fu cosa facile perchè indovinare l'uscita giusta dal Golden gate senza nessuna indicazione fu come trovare l'utopia

alexan said...

totalmente d'accordo per Almost cut my hair, decisamente la traccia più consumata del mio vecchio Deja vu in vinile!

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