Friday, February 22, 2013

From Grafton Street to the stars

La sfilata dei musicisti che scende le scale dai camerini per arrivare al palco dei Lime Light di Milano sembra non finire mai: cinque, sette, otto, ma quanti sono? Alla fine oltre al cantante se ne conteranno undici: tre archi, tre fiati, basso, batteria, chitarra, tastiere, violino solista. E lui, Glen Hansard, il più straordinario performer dell'ultima generazione. Va in scena la nuova Caledonia Soul Orchestra, quella di cui detiene il copyright originale il Van Morrison della prima metà degli anni settanta, quello più appassionante e trascinante di sempre. Glen Hansard ne è l'erede, ma non solo. Irish soul certamente, ma anche rock, funk, folk, canzone d'autore. Un caleidoscopio di suoni e immagini che questo cantautore, nato come busker di strada, assunto alla celebrità grazie a un film meraviglioso, Once, ma già conosciuto in un altro film altrettanto bello, The Commitments, sa mettere in scena come nessun altro.



La filosofia è la stessa di un Bruce Springsteen: suonare concedendosi senza riserve al suo pubblico, anche per tre ore buone come fatto a Milano. E' così che a un certo punto, lasciati dietro di sé i microfoni e le amplificazioni, si mette a suonare in piedi in mezzo al pubblico, ed è così che a fine serata guida la sua orchestra in mezzo al pubblico, scendendo dal palco e piazzandosi a suonare in mezzo alla sala.

CLICCA SU QUESTO LINK PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO

No comments:

Sangue nei solchi del cuore

“Bob Dylan è in città, c’è bisogno di catturare qualcosa di magico”. La “città” è ovviamente New York, al telefono John Hammond, il più gran...

I più letti