In una sera dominata da una splendida (quasi) luna piena, un caldo afoso e milioni di zanzare, alcuni coraggiosi si danno appuntamento all’Ippodromo di Milano, sede per tutto il mese di luglio del festival City Sound, una delle più ricche rassegne musicali dell’estate milanese orami da qualche anno. Solo per fare qualche nome, di qui quest’anno sono passati e passeranno National, Deep Purple, Blur, Earth Wind & Fire e Santana. Questa sera però c’è lo sciamano del lago di Como: il pubblico non è quello delle grandi occasioni. I milanesi si sa il sabato di luglio se possono lo passano fuori porta, al fresco. Ma forse anche la poco oculata gestione di una estate musicale fatta di dozzine di eventi che si sovrappongono pure uno all’altro (chi scrive deve rinunciare a Patti Smith a pochi metri da casa sua per correre fino a Lucca per non perdersi Neil Young) con la crisi economica che incombe, gioca sui numeri di spettatori. Sarebbe l’ora che gli enti pubblici spendessero due lire per sovvenzionare i concerti: meglio la musica che l’abbruttimento delle movide spacca fegato e spacca cervello, no?
Davide Van De Sfroos non bada comunque al numero dei paganti e regala un concerto di formidabile intensità, due ore esatte di grande folk-rock che riesce anche quasi a scacciare le zanzare e a far sorridere la luna maestosa che ci osserva dall’alto.
In un contesto così, diversamente dalle esibizioni nei teatri più studiate e meno dirette, il cantautore sfodera tutta la sua originale carica emotiva, ricordandosi anche delle sue radici punk (Nona Lucia è dedicata ai Ramones che vengono pure citati a metà con il leggendario “hey ho let’s go!”) mentre la conclusiva La curiera termina in medley con London Calling dei Clash.
CLICCA SU QUESTO LINK PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO
Monday, July 22, 2013
Saturday, July 13, 2013
Springsteen & I
Solo per un giorno (il 22 luglio) e in contemporanea mondiale in 50 Paesi, 40 multisale del Circuito UCI proietteranno alle 20 e alle 22.30 il film documentario che ripercorre la carriera di Bruce Springsteen. All’UCI Bicocca prima dello spettacolo dele ore 20 il sottoscritto farà una breve presentazione. Da quello che sono riuscito a vedere il film è molto interessante, con parecchie immagini anche rare di Springsteen in concerto, da inizio carriera a oggi. Sembra divertente, e un degno modo per concludere una estate springsteeniana, quella del 2013, che rimarrà nella storia come la serie di concerti di Bruce Springsteen in Italia probabilmente più esaltanti di sempre.
Qualche nota informativa allora:
UCI Cinemas, in collaborazione con QMI, Virgin Radio, Rolling Stones, Coming Soon e The Space Extra, porta sul grande schermo il Boss del rock. Solo il 22 Luglio e in contemporanea mondiale in 50 paesi, 40 multisale del Circuito UCI proietteranno Springsteen & I, lo straordinario film documentario diretto da Baillie Walsh e prodotto da Ridley Scott che ripercorre la carriera musicale di Bruce Springsteen raccontata dai suoi fan e da performance inedite. «Questo film meraviglioso fornisce una visione unica e straordinaria dell'immenso feeling tra un artista e tutti coloro che sono così profondamente affezionati alla sua musica», Scott.
Le prevendite sono aperte. Il prezzo del biglietto intero è pari a 10 euro, mentre quello del ridotto è 8 euro.E ’ possibile acquistare i biglietti presso le multisale UCI, tramite internet, call center, App di UCI Cinemas per iPhone, iPod Touch e per iPad (scaricabile gratuitamente da App Store e da Android) e sulla Fan Page di UCI Cinemas tramite Michela, la prima live chat di Facebook che consente di prenotare il proprio posto nelle sale UCI Cinemas e invitare i propri amici Facebook. E’ possibile accedere a Michela cliccando sul seguente link:
http://www.facebook.com/ucicinemasitalia/app_204799699634809 .
Le 40 multisale UCI che proietteranno l’evento sono: UCI Alessandria, UCI Ancona, UCI Arezzo, UCI Bicocca (MI), UCI Meridiana Casalecchio di Reno (BO), UCI Cagliari, UCI Casoria (NA), UCI Campi Bisenzio (FI), UCI Catania, UCI Curno (BG), UCI Certosa (MI), UCI Fano (PU), UCI Firenze, UCI Gualtieri, UCI Lissone (MB), UCI Reggio Emilia, UCI Montano Lucino (CO), UCI Piacenza, UCI Molfetta (BA), UCI Fiume Veneto (PN), UCI Pioltello (MI), UCI MilanoFiori (MI), UCI Verona, UCI Ferrara, UCI Fiumara (GE), UCI Roma Marconi, UCI Palermo, UCI Mestre, UCI Venezia Marcon, UCI Messina, UCI RomaEst (RM), UCI Torino Lingotto, UCI Moncalieri (TO), UCI Parco Leonardo (RM), UCI Porta di Roma (RM), UCI Porto Sant’Elpidio (FM), UCI Perugia, UCI Romagna Savignano sul Rubicone, UCI Senigallia (AN), UCI Sinalunga.
Previsti due spettacoli: uno alle 20 e l’altro alle 22:30. All’UCI Bicocca, la proiezione delle 20 sarà anticipata da un’introduzione del giornalista Paolo Vites, redattore del quotidiano online Il Sussidiario.net che ha collaborato con le maggiori testate musicali italiane (Mucchio Selvaggio, Buscadero), con l’americana “On The Tracks”, con diversi quotidiani nazionali ed è stato redattore del mensile musicale “JAM – Viaggio nella musica” dall’ottobre 1996 al luglio 2009. Vites è anche autore di monografie dedicate a Bob Dylan, Patti Smith, Clash e Cat Stevens e collaborato alle enciclopedie rock di Arcana, Editori Riuniti e Baldini e Castoldi.
Wednesday, July 10, 2013
There is a crack. In everything
Il ragazzino prese uno dei papillon del padre morto, lo slegò e vi nascose all'interno un piccolo foglio di carta sui cui aveva scritto qualcosa. Il giorno seguente, con una piccola cerimonia intima, scavò una buca e vi mise dentro il papillon nel giardino sotto la neve. "Da allora Leonard (Cohen) ha descritto quel foglio come il suo primo scritto. Ha anche detto di non ricordare cosa vi fosse scritto e di aver 'scavato nel giardino per anni alla sua ricerca. Chissà, forse io non faccio altro che cercare quell'appunto'". Comincia probabilmente così la carriera del più grande poeta canadese del novecento e uno dei più grandi al mondo, Leonard Cohen, come lo racconta la bellissima biografia scritta dalla giornalista Sylvie Simmons e da poco pubblicata anche in Italia grazie all'interessamento della casa editrice Caissa Italia (tradotta ottimamente da Yuri Garrett), "I'm your man, vita di Leonard Cohen" - 478 pagine, 25 euro. La Simmons è una delle più quotate scrittrici rock e ha potuto godere della collaborazione dello stesso Cohen.
Quella ricerca inconscia di cosa fosse scritto in quel bigliettino, quando a 9 anni di età Cohen perde il padre, è quello che in fondo tutti facciamo, poeti o no: sono quegli anni, quelli dell'infanzia e dell'adolescenza, che ci segnano per il resto della vita, nel bene e nel male. La vita è solo portare a compimento, se ci si riesce naturalmente, quello che la vita stessa ti mette davanti. Per Cohen questo è successo con la parola, prima scritta poi cantata, ricercando quel bigliettino scritto per il padre morto.
CLICCA SU QUESTO LINK PER LEGGERE LA RECENSIONE DI I'M YOUR MAN
Quella ricerca inconscia di cosa fosse scritto in quel bigliettino, quando a 9 anni di età Cohen perde il padre, è quello che in fondo tutti facciamo, poeti o no: sono quegli anni, quelli dell'infanzia e dell'adolescenza, che ci segnano per il resto della vita, nel bene e nel male. La vita è solo portare a compimento, se ci si riesce naturalmente, quello che la vita stessa ti mette davanti. Per Cohen questo è successo con la parola, prima scritta poi cantata, ricercando quel bigliettino scritto per il padre morto.
CLICCA SU QUESTO LINK PER LEGGERE LA RECENSIONE DI I'M YOUR MAN
Friday, July 05, 2013
The Most Rock 'n' Roll Rock 'n' Roll Band in the World
Qualcuno ha detto che il 1973 è stato l'ultimo grande anno del rock, poi basta. Gli anni in cui la musica rock sarebbe morta - the day that music died - sono moltissimi, grazie a Dio però risorge sempre. I Black Crowes come immagine (allampanati hippie dai lunghi capelli che sembrano usciti dalla foto di copertina del live "At Fillmore East" della Allman Brothers Band) e come proposta musicale sono probabilmente ibernati in quel 1973 reso celebre anche da uno dei più bei film sulla musica rock, "Almost famous/Quasi famosi". Sono una anomalia spazio-musicale. D'altro canto il cantante Chris Robinson è stato anche sposato con l'attrice Kathe Hudson, la protagonista di quel film là. Se qualcuno si chiede perché il 1973, è semplice: nel giro di un paio di anni sarebbero arrivati Bruce Springsteen e Patti Smith e poi anche il punk a spazzare via un certo modo di intendere il rock, imponendone un altro (che alla base è sempre lo stesso, comunque).
(Foto di Barbara Caserta)
I Black Crowes suonano quella e soltanto quella musica, quella che fa riferimento a gruppi come ABB appunto, e poi Faces, Stones, Traffic, Led Zeppelin, Humble Pie, tutte band che hanno dato il massimo dal punto di vista creativo entro e non oltre il 1973. I Corvi lo fanno con disinvoltura, freschezza, energia anche post grunge, visto che in fondo esordirono solo un anno prima di "Nevermind" dei Nirvana e qualcosa di quella carica hard rock ce l'hanno nel sangue. Lo fanno con il cuore puro, soprattutto: niente megalomanie assortite, solo l'amore indefesso per la "Musica". I sorrisi sul palco, le dita della mano che salutano con la "V" di pace & amore lo testimoniano.
CLICCA SU QUESTO LINK PER CONTINUARE A LEGGERE LA RECENSIONE DEL CONCERTO DEI BLACK CROWES
(Foto di Barbara Caserta)
I Black Crowes suonano quella e soltanto quella musica, quella che fa riferimento a gruppi come ABB appunto, e poi Faces, Stones, Traffic, Led Zeppelin, Humble Pie, tutte band che hanno dato il massimo dal punto di vista creativo entro e non oltre il 1973. I Corvi lo fanno con disinvoltura, freschezza, energia anche post grunge, visto che in fondo esordirono solo un anno prima di "Nevermind" dei Nirvana e qualcosa di quella carica hard rock ce l'hanno nel sangue. Lo fanno con il cuore puro, soprattutto: niente megalomanie assortite, solo l'amore indefesso per la "Musica". I sorrisi sul palco, le dita della mano che salutano con la "V" di pace & amore lo testimoniano.
CLICCA SU QUESTO LINK PER CONTINUARE A LEGGERE LA RECENSIONE DEL CONCERTO DEI BLACK CROWES
Wednesday, July 03, 2013
There is a light that never goes out
Che sarebbe stata una serata epica si era già capito durante il set di apertura di Johnny Marr, ex chitarrista degli Smiths, figura leggendaria del rock inglese degli ultimi trent'anni. In un bel concerto basato essenzialmente sulle canzoni del suo ultimo disco solista, infila infatti un paio di pezzi degli Smiths, tra cui There is a light that never goes out, con tanto di imitazione vocale del suo ex compagno Morissey. Marr la dedica con particolare vigore "a tutti quelli che sono qui stasera e a nessun altro": è un brano ancora oggi di una bellezza spettacolare, sia per la deliziosa melodia, sia per gli intrecci chitarristi da antologia sia per le liriche. Che invitano a "uscire fuori stanotte", a farci portare là dove c'è la gente e c'è la musica, senza mai più tornare a casa. Un inno condito del classico humour cinico britannico ("morire al tuo fianco sarebbe per me un privilegio"). Che la serata sarà decisamente epica ne avremo poi la conferma quando Marr si unirà ai National per tre o quattro pezzi tra cui una straboccante e cosmica Squalor Victoria. E' una serata per cuori spezzati, è una serata per gli ultimi romantici, quelli che quando le luci calano sulla città escono fuori per ritrovarsi nei luoghi della musica, per rinnovare la loro promessa, per sostenersi insieme, per sfuggire almeno qualche ora eisstenze al limite del sostenibile (pubblico giovanissimo, in gran parte universitari che è bello vedersi attorno così rapiti dalle buone vibrazioni) E mai accoppiata fu più perfetta per una serata del genere, Johnny Marr e il gruppo più intensamente romantico d'America.
CLICC SU QUESTO LINK PER LEGGERE IL RESTO DELLA RECENSIONE
CLICC SU QUESTO LINK PER LEGGERE IL RESTO DELLA RECENSIONE
Wednesday, June 26, 2013
Il mio amico Wilko
Metti che vai al concerto del tuo artista o gruppo preferito. Metti che questo suoni per oltre due ore. Metti che del suo repertorio - delle canzoni dei suoi dischi insomma, quelle per cui tu conosci l'artista o il gruppo in questione - in queste due ore e passa, in una scaletta di ben 27 pezzi, ne faccia una sola. Ti incazzi o sei felice?
Be', sono cose che succedono ai concerti dei Wilco. Lo scorso 21 giugno al Solid Sound Festival di Chicago i Wilco hanno eseguito 26 brani di altri artisti e un solo pezzo del loro repertorio (per la cronaca, il brano numero 24 in scaletta, Kingpin). E' vero che si sono esibiti anche la sera prima con un concerto dei loro brani, ma chi era lì il 21 giugno soltanto cosa avrà pensato? Che è stata una figata pazzesca, ne siamo certi.
Hanno cominciato con The boy are back in town dei Thin Lizzy e hanno chiuso con Roadrunner dei Movern Lovers (peraltro con gli Yo La Tengo sul palco insieme a loro). In mezzo, pezzi dei Big Star, di Bob Dylan, di The Band, degli Uncle Tupelo (!!), dei Grateful Dead, dei Beatles, degli Stones, dei Kinks, degli ABBA (oddio..) e anche dei Daft Punk. Uno sballo. Solo loro possono dare vita a una festa del genere oggi. Fortunati i presenti. Il concerto è disponibile sulla Rete, i vide non mancano. Lunga vita al mio amico Wilko, come direbbe quello là...
LA SETLIST COMPLETA DEL CONCERTO
Be', sono cose che succedono ai concerti dei Wilco. Lo scorso 21 giugno al Solid Sound Festival di Chicago i Wilco hanno eseguito 26 brani di altri artisti e un solo pezzo del loro repertorio (per la cronaca, il brano numero 24 in scaletta, Kingpin). E' vero che si sono esibiti anche la sera prima con un concerto dei loro brani, ma chi era lì il 21 giugno soltanto cosa avrà pensato? Che è stata una figata pazzesca, ne siamo certi.
Hanno cominciato con The boy are back in town dei Thin Lizzy e hanno chiuso con Roadrunner dei Movern Lovers (peraltro con gli Yo La Tengo sul palco insieme a loro). In mezzo, pezzi dei Big Star, di Bob Dylan, di The Band, degli Uncle Tupelo (!!), dei Grateful Dead, dei Beatles, degli Stones, dei Kinks, degli ABBA (oddio..) e anche dei Daft Punk. Uno sballo. Solo loro possono dare vita a una festa del genere oggi. Fortunati i presenti. Il concerto è disponibile sulla Rete, i vide non mancano. Lunga vita al mio amico Wilko, come direbbe quello là...
LA SETLIST COMPLETA DEL CONCERTO
Wednesday, June 19, 2013
Tuesday, June 18, 2013
The ghost of electricity
Già in occasione del tour europeo del 1981 si erano sparse le voci che quella sarebbe stata l'ultima tournée di Bob Dylan. Il cantautore americano, si sa, si porta sempre dietro un'aurea apocalittica, da fine del mondo. Io ricordo di aver pensato una casa del genere dopo il concerto di Milano del 1989: è troppo tutto, non può fare altre tournée, ha raggiunto l'apice. Sta di fatto che il Never Ending Tour ha cancellato per sempre queste paure. Anzi, qualcuno avrebbe preferito fosse successo il contrario, che il NET cioè avesse indotto Dylan a ritirarsi. Ma è un altro paio di maniche.
Questa nuova sezione di concerti europei che si terrà però il prossimo autunno ha un aspetto particolare, alquanto affascinante e misterioso, per chi crede a queste cose. Intanto si svolgono d'autunno, che come ben sanno tutti coloro che frequentano con assiduità il mondo dylaniano e dylaniato, è il suo periodo concertistico migliore. Poi perché infilano l'Europa alla fine dell'anno. E infine perché si svolgono con una modalità rara per Dylan, specie in Europa: i migliori teatri. Anche noi italiani questa volta - e per la prima volta - avremo il lusso di vedere Dylan finalmente in un bellissimo teatro, costruito appositamente per tenerci i concerti de La Scala. Sarà agli Arcimboldi, le sere del 2, 3 e 4 novembre. Non andrà bene agli amici romani che invece dovranno vederlo in una sorta di discoteca.
Quando andai a Londra nel febbraio del 1993 (venti esatti anni fa) per seguire alcuni dei sette concerti consecutivi che Dylan teneva all'Hammersmith, vissi quell'eperienza in maniera splendida. Uscivo dall'albergo, entravo in metropolitana e circa venti minuti dopo mi trovavo comodamente seduto all'interno del teatro. Per me questa volta sarà analogo: uscirò di casa, quindici minuti di macchina e sarò seduto nell'intimità del teatro. Dove Dylan si potrà vedere e ascoltare come Dio comanda. Rispetto ai 150 e passa euro pagati per vedere Neil Young e Leonard Cohen nello stesso teatro, poi, i prezzi sono abbastanza contenuti (sovrattasse vergognose aggiunte da ticketbastard a parte). Ci saranno sorprese in quelle tre serate consecutive? Chi lo sa. Bob Dylan è una sorpresa, nel bene e nel male, e tanto basta.
Un tour strano dunque questo di Dylan, tra le ombre e i fantasmi dei più antichi teatri d'Europa, che giungerà dopo quello estivo americano, intitolato sagacemente "Americana" che avrà visto esibirsi il meglio della scena statunitense contemporanea, dai My Morning Jacket a Ryan Bingham ai Wilco. Una sorta di Rolling Thunder Revue del terzo millennio. Poi l'Europa, dal Grand Rex di Parigi fino a...
...la Royal Albert Hall di Londra. Fu qui, nel maggio del 1966 che Bob Dylan tenne il suo ultimo concerto per otto anni a seguire (ce ne furono in realtà alcuni, ma semplici esibizioni in eventi altrui). La sua ultima tournée. E qui, per la prima volta da quel giorno, Dylan tornerà i prossimi 26, 27 e 28 novembre, le ultime date di questo tour... Coincidenze?
Nel mio ultimo libro sul nostro, "Un sentiero verso le stelle", avevo concluso raccontando di un sogno. Il protagonista - che poi ero io - sogna che Bob Dylan dopo un lungo silenzio live toria a esibirsi scegliendo proprio come luogo il teatro degli Arcimboldi. Da quella serata magica riprenderà gli stimoli per nuove avventure artistiche. Il sogno si sta avverando: finalmente vedrò Dylan agli Arcimboldi, anche se in un contesto diverso da quello sognato. Coincidenze?
Dagli Arcimboldi alla Royal Albert Hall sarà un momento della storia che lascerà un segno. Io ci credo, anche se non so ancora in quale modo. Nell'attesa, vado a spulciamri la scaletta di quel cocnerto del 27 maggio 1966, che come tutti sanno non è quello pubblicato nel The Bootleg Series Vol. 4: Bob Dylan Live 1966, The “Royal Albert Hall” Concert, e nei molti bootleg precedenti. Dentro c'è il concerto di Manchester, quello di "Judas!". Ma è una storia che conosciamo a memoria...
ACOUSTIC SET
She Belongs to Me
4th Time Around
Visions of Johanna
It’s All Over Now, Baby Blue
Desolation Row
Just Like a Woman
Mr. Tambourine Man
ELECTRIC SET
Tell Me, Momma
I Don’t Believe You (She Acts Like We Never Have Met)
Baby, Let Me Follow You Down
Just Like Tom Thumb’s Blues
Leopard-Skin Pill-Box Hat
One Too Many Mornings
Ballad of a Thin Man
Like a Rolling Stone
Questa nuova sezione di concerti europei che si terrà però il prossimo autunno ha un aspetto particolare, alquanto affascinante e misterioso, per chi crede a queste cose. Intanto si svolgono d'autunno, che come ben sanno tutti coloro che frequentano con assiduità il mondo dylaniano e dylaniato, è il suo periodo concertistico migliore. Poi perché infilano l'Europa alla fine dell'anno. E infine perché si svolgono con una modalità rara per Dylan, specie in Europa: i migliori teatri. Anche noi italiani questa volta - e per la prima volta - avremo il lusso di vedere Dylan finalmente in un bellissimo teatro, costruito appositamente per tenerci i concerti de La Scala. Sarà agli Arcimboldi, le sere del 2, 3 e 4 novembre. Non andrà bene agli amici romani che invece dovranno vederlo in una sorta di discoteca.
Quando andai a Londra nel febbraio del 1993 (venti esatti anni fa) per seguire alcuni dei sette concerti consecutivi che Dylan teneva all'Hammersmith, vissi quell'eperienza in maniera splendida. Uscivo dall'albergo, entravo in metropolitana e circa venti minuti dopo mi trovavo comodamente seduto all'interno del teatro. Per me questa volta sarà analogo: uscirò di casa, quindici minuti di macchina e sarò seduto nell'intimità del teatro. Dove Dylan si potrà vedere e ascoltare come Dio comanda. Rispetto ai 150 e passa euro pagati per vedere Neil Young e Leonard Cohen nello stesso teatro, poi, i prezzi sono abbastanza contenuti (sovrattasse vergognose aggiunte da ticketbastard a parte). Ci saranno sorprese in quelle tre serate consecutive? Chi lo sa. Bob Dylan è una sorpresa, nel bene e nel male, e tanto basta.
Un tour strano dunque questo di Dylan, tra le ombre e i fantasmi dei più antichi teatri d'Europa, che giungerà dopo quello estivo americano, intitolato sagacemente "Americana" che avrà visto esibirsi il meglio della scena statunitense contemporanea, dai My Morning Jacket a Ryan Bingham ai Wilco. Una sorta di Rolling Thunder Revue del terzo millennio. Poi l'Europa, dal Grand Rex di Parigi fino a...
...la Royal Albert Hall di Londra. Fu qui, nel maggio del 1966 che Bob Dylan tenne il suo ultimo concerto per otto anni a seguire (ce ne furono in realtà alcuni, ma semplici esibizioni in eventi altrui). La sua ultima tournée. E qui, per la prima volta da quel giorno, Dylan tornerà i prossimi 26, 27 e 28 novembre, le ultime date di questo tour... Coincidenze?
Nel mio ultimo libro sul nostro, "Un sentiero verso le stelle", avevo concluso raccontando di un sogno. Il protagonista - che poi ero io - sogna che Bob Dylan dopo un lungo silenzio live toria a esibirsi scegliendo proprio come luogo il teatro degli Arcimboldi. Da quella serata magica riprenderà gli stimoli per nuove avventure artistiche. Il sogno si sta avverando: finalmente vedrò Dylan agli Arcimboldi, anche se in un contesto diverso da quello sognato. Coincidenze?
Dagli Arcimboldi alla Royal Albert Hall sarà un momento della storia che lascerà un segno. Io ci credo, anche se non so ancora in quale modo. Nell'attesa, vado a spulciamri la scaletta di quel cocnerto del 27 maggio 1966, che come tutti sanno non è quello pubblicato nel The Bootleg Series Vol. 4: Bob Dylan Live 1966, The “Royal Albert Hall” Concert, e nei molti bootleg precedenti. Dentro c'è il concerto di Manchester, quello di "Judas!". Ma è una storia che conosciamo a memoria...
ACOUSTIC SET
She Belongs to Me
4th Time Around
Visions of Johanna
It’s All Over Now, Baby Blue
Desolation Row
Just Like a Woman
Mr. Tambourine Man
ELECTRIC SET
Tell Me, Momma
I Don’t Believe You (She Acts Like We Never Have Met)
Baby, Let Me Follow You Down
Just Like Tom Thumb’s Blues
Leopard-Skin Pill-Box Hat
One Too Many Mornings
Ballad of a Thin Man
Like a Rolling Stone
Sunday, June 16, 2013
And the winner is...
Be' fa piacere. Nel senso che allora vuol dire che il tuo blog non è perso nella miriade di parole e immagini che vagano nel vuoto cosmico della Rete e che qualcuno lo ha notato. Poi fa sorridere di essere inserito come candidato al premio Indie Blog Award: indie io? Che sono vecchio e su questo blog ho pure preso di mira volentieri il mondo indie. Poi pensando a tutte le volte che ho crerduto di abbandonare tutto quanto, blog compreso. Comunque la concorrenza è tosta, guardate qua:
PREMIO SPECIALE ”MIGLIOR BLOG PERSONALE”
(10 blog personali in ordine alfabetico)
- Doctor Wu di Leo Giovannini (www.wudoctor.blogspot.it)
- Fard Rock di Luciano “Joyello” Triolo (www.fardrock.wordpress.com)
- Fascino Rock di Sara Stella (www.fascinorock.wordpress.com)
- L’ultima Thule di Federico Guglielmi (www.lultimathule.wordpress.com)
- Musica, viaggi… di Paola De Angelis (www.paoladeangelis.tumblr.com)
- Onan Records di Luca Bettega (www.onanrecords.blogspot.it)
- The Red River Shore di Paolo Vites (www.gamblin–ramblin.blogspot.it)
- Tony Face di Antonio Bacciocchi (www.tonyface.blogspot.it)
- Venerato Maestro Oppure di E. Cilìa (www.venerato-maestro-oppure.com)
- Zambo’s Place di Mauro Zambellini (www.zambosplace.blogspot.it)
La storia comunque è questa:
"Dopo diversi mesi di ricerche e valutazioni, la giuria della Targa Mei Musicletter (composta da Annachiara Pipino, Luca Minutolo, Ilenia Lando, Marco Archilletti, Gaetano Ambrosiano, Luca D’Ambrosio e Giordano Sangiorgi), con il contributo della “rete”, ha finalmente scelto, con non poche difficoltà, i siti web e i blog collettivi candidati alla vittoria finale del primo premio nazionale destinato al miglior sito o blog indipendente d’informazione musicale e culturale. (Siti web e blog che si occupano, in particolar modo, sia di musica italiana che straniera; ragion per cui è stato escluso dalla lista il validissimo portale Rockit). Inoltre, per l’occasione, è stato pensato di realizzare una categoria speciale allo scopo di premiare anche il miglior blog personale a carattere musicale e culturale".
Ecco allora dopo le quirinarie, anche le "bloggarie": se questo blog vi piace veramente, potete votarlo fino al 31 agosto: "Nell’attesa del verdetto finale, anche questa volta il “popolo della rete” potrà segnalare fino al 31 agosto prossimo, con un semplice “mi piace”, il proprio sito web o blog preferito attraverso l’apposita pagina di (Facebook)".
Qua le info cliccando su questo link
Al limite ci vediamo a Faenza. O anche no.
PREMIO SPECIALE ”MIGLIOR BLOG PERSONALE”
(10 blog personali in ordine alfabetico)
- Doctor Wu di Leo Giovannini (www.wudoctor.blogspot.it)
- Fard Rock di Luciano “Joyello” Triolo (www.fardrock.wordpress.com)
- Fascino Rock di Sara Stella (www.fascinorock.wordpress.com)
- L’ultima Thule di Federico Guglielmi (www.lultimathule.wordpress.com)
- Musica, viaggi… di Paola De Angelis (www.paoladeangelis.tumblr.com)
- Onan Records di Luca Bettega (www.onanrecords.blogspot.it)
- The Red River Shore di Paolo Vites (www.gamblin–ramblin.blogspot.it)
- Tony Face di Antonio Bacciocchi (www.tonyface.blogspot.it)
- Venerato Maestro Oppure di E. Cilìa (www.venerato-maestro-oppure.com)
- Zambo’s Place di Mauro Zambellini (www.zambosplace.blogspot.it)
La storia comunque è questa:
"Dopo diversi mesi di ricerche e valutazioni, la giuria della Targa Mei Musicletter (composta da Annachiara Pipino, Luca Minutolo, Ilenia Lando, Marco Archilletti, Gaetano Ambrosiano, Luca D’Ambrosio e Giordano Sangiorgi), con il contributo della “rete”, ha finalmente scelto, con non poche difficoltà, i siti web e i blog collettivi candidati alla vittoria finale del primo premio nazionale destinato al miglior sito o blog indipendente d’informazione musicale e culturale. (Siti web e blog che si occupano, in particolar modo, sia di musica italiana che straniera; ragion per cui è stato escluso dalla lista il validissimo portale Rockit). Inoltre, per l’occasione, è stato pensato di realizzare una categoria speciale allo scopo di premiare anche il miglior blog personale a carattere musicale e culturale".
Ecco allora dopo le quirinarie, anche le "bloggarie": se questo blog vi piace veramente, potete votarlo fino al 31 agosto: "Nell’attesa del verdetto finale, anche questa volta il “popolo della rete” potrà segnalare fino al 31 agosto prossimo, con un semplice “mi piace”, il proprio sito web o blog preferito attraverso l’apposita pagina di (Facebook)".
Qua le info cliccando su questo link
Al limite ci vediamo a Faenza. O anche no.
Friday, June 14, 2013
Il volo magico di Claudio Rocchi
“La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti”: questa frase di John Lennon dovrebbe piacere a Claudio Rocchi. Non solo perché il musicista italiano ha mosso i suoi primi passi artistici negli stessi anni di John Lennon, i 60; non solo perché la visionarietà cosmica di Claudio Rocchi deve molto a quella dell’ex Beatle. Ma perché Rocchi può testimoniare con la sua vita quanto siano vere quelle parole.
Negli ultimi mesi infatti l’artista italiano era impegnatissimo a promuovere la sua ultima fatica discografica, un disco che lo vedeva impegnato in un progetto ambizioso e inedito, una collaborazione con l’ex Litifiba, CCCP, Csi, Pgr e tanto altro ancora Gianni Maroccolo. Ne parlava continuamente sui social network, Claudio Rocchi, pieno di entusiasmo come un bambino davanti a una cosa bella, e bella sicuramente lo deve essere dalle parole di coloro che hanno avuto la fortuna di sentire in anteprima “Nulla è andato perso”, il disco realizzato grazie a una piattaforma di crowdfunding e che si spera sarà disponibile a breve.
In mezzo a tutto questo, comunicata dallo stesso Claudio, arriva poche settimane fa la brutta notizia, quella che dimostra come la vita sia quella cosa che succede mentre sei impegnato a fare altri progetti.
CLICCA SU QUESTO LINK PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO
Negli ultimi mesi infatti l’artista italiano era impegnatissimo a promuovere la sua ultima fatica discografica, un disco che lo vedeva impegnato in un progetto ambizioso e inedito, una collaborazione con l’ex Litifiba, CCCP, Csi, Pgr e tanto altro ancora Gianni Maroccolo. Ne parlava continuamente sui social network, Claudio Rocchi, pieno di entusiasmo come un bambino davanti a una cosa bella, e bella sicuramente lo deve essere dalle parole di coloro che hanno avuto la fortuna di sentire in anteprima “Nulla è andato perso”, il disco realizzato grazie a una piattaforma di crowdfunding e che si spera sarà disponibile a breve.
In mezzo a tutto questo, comunicata dallo stesso Claudio, arriva poche settimane fa la brutta notizia, quella che dimostra come la vita sia quella cosa che succede mentre sei impegnato a fare altri progetti.
CLICCA SU QUESTO LINK PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO
Wednesday, June 05, 2013
Summer of '85
Ero andato a San Siro tutto preparato a puntino, da bravo giornalista embedded: iPod, iPad, iPhone, cavi e cavetti, anche block notes per gli appunti che non si sa mai. Per qualche ragione a me ignota invece che in tribuna stampa sono finito nel pit. Ci sono entrato alle 7 di sera, un'ora prima del concerto. Adesso so che è stato un angelo custode a mandarmi nel pit, anche se lei dice che aveva finito i posti a sedere in tribuna stampa. Mi sono trovato vecchio tra i giovani, e ovviamente non sono riuscito a tirare fuori dalla borsa neanche una delle cose che avevo per prendere appunti. Meglio così, ho fatto finta di ballare e di cantare che sono troppo vecchio, ma d'altro canto anche Little Steven faceva finta di cantare. E ho visto, ancora una volta, quella luce.

CLICCa su questo link per leggere la recensione del concerto di Bruce Springsteen a San Siro

CLICCa su questo link per leggere la recensione del concerto di Bruce Springsteen a San Siro
Subscribe to:
Posts (Atom)
Sangue nei solchi del cuore
“Bob Dylan è in città, c’è bisogno di catturare qualcosa di magico”. La “città” è ovviamente New York, al telefono John Hammond, il più gran...
I più letti
-
E ci sono state le lacrime e c’è stata una stella cadente che ha attraversato il cielo aprendosi in due. E ci sono state preghiere e c’è sta...
-
"Edward Hopper, pittore statunitense famoso soprattutto per i ritratti della solitudine nella vita americana contemporanea". Oibò,...
-
L'altra sera sono andato a vedere il concerto di Bruce Springsteen And The E Street Band. Ogni volta che viene in Italia non me lo perd...
-
Nick Hornby, in tutte le top five del suo (peraltro bello) Alta fedeltà, naturalmente non ha incluso la top five delle migliori fuck you son...
-
E' una giornata di sole oggi a Los Angeles. D'altro canto a Los Angeles c'è sempre il sole. L'anziano signore, sempre elegan...
-
This blog for hire , come diceva il musicista rock più amato in questo blog... Così oggi lascio spazio all'amico Giorgio Natale , con cu...
-
Paolo Vites, giornalista musicale da circa 25 anni, ne ha visti di concerti. Dai primi, a fine anni 70, quando la musica dal vivo tornò a es...
-
“Ogni sera c’è del rossetto sulla sua camicia, ogni mattina lei lo lava via. Aveva sentito dire che in ogni vita una parte della vita stessa...
-
“Bob Dylan è in città, c’è bisogno di catturare qualcosa di magico”. La “città” è ovviamente New York, al telefono John Hammond, il più gran...
-
Quello che è successo a Parigi la sera del 13 novembre, a molti di noi appassionati di musica rock ci ha segnato per sempre. Non perché un r...



