Tuesday, June 30, 2009

Cruel summer

“La recensione è una forma di scrittura morta. A nessuno interessa più”
(Greil Marcus)

Soprattutto in questa era di Internet. Che scrivo a fare. Poi ho finito le parole. Raccogliete le informazioni, fate due click da qualche parte e avrete un pre ascolto. Poi deciderete. Ma un disco che si intitola Not Even in July, “neanche a luglio” uscito a gennaio e ascoltato oggi che domani comincia il mese di luglio, come direbbe la mia amica Anna dai capelli rossi, è una carrambata. Che poi me lo ha fatto ascoltare lei, tra un bardolino e non so che altro. E non è, come direbbe sempre lei, un disco “rocherò”. È un bel disco triste, come sanno fare i canadesi. Jesse Brian Merchant, in arte JBM, è canadese, come Barzin e tanti altri, fa anche l’attore. Il disco glielo ha prodotto mica un pirla qualunque: Henry Hirsch, amico di Lenny Kravitz, che si è messo su uno studio in una chiesa sconsacrata del 1860. Figata.

Per The Duke and the King (questo invece esce proprio a luglio, circa il 20 o il 21), poi, copio di brutto: “It’s a kind of cracked country soul thing, with a dash of psychedelia”. Aggiungo solo che uno è Simome Felice (sì il batterista/cantante/scrittore di quella band lì), l’altro Robert “Chicken” Burke, al lavoro ogni tanto con George Clinton e altri figuri di black music che non so che ci azzecchi con loro dopo averlo ascoltato qua. Nothing Gold Can Stay è superlativo, un paio di canzoni sono già tra le mie favorite di ogni era. Tanto basta per un mese di luglio che vorrei evitare con tutte le forze.

8 comments:

Fausto Leali said...

La recensione non é morta per niente. Non perché "serva", ma perché é una bella cosa da leggere e da avere.
Come il libretto dei cd, come la copertina dei vinili.
Mica come quelli che scaricano gli mp3 e non gli interessa avere tra le mani il cd e che poi quando gli chiedi, ma scusa come fai senza, non ti sembra che ti manchi qualcosa, ti rispondono "ma a me piace la musica"...
Continua a scrivere, fratello :-)

Maurizio Pratelli said...

l'unica cosa che fa incazzare delle recensioni è che spesso non trovo i dischi... si trovano solo quelli brutti...

Giuseppe said...

Se non sono canadesi e tristi non ci piacciono.
Uno dei dischi più intensi ascoltati quest'anno.

Paolo Vites said...

peppe, quando organizziamo il primo "Sad Canadians Folk Festival"? ho una location fighissima sul lago di varese...

Giuseppe said...

Quando vuoi, mio caro, sarebbe una figata.

anna said...

sto ascoltando jbm

Firmina Bia said...

fatti furbo & porta il bardolino quando vieni a Torino.

Anonymous said...

a me invece non piace per nulla quando la recensione la fa un commerciante di dischi...
conflitto d'interessi?...penso di sì,
alla faccia della trasparenza

L

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