Sunday, June 14, 2009

Don't drag me down, motherfuckers

High school seemed like such a blur,
I didn't have much interest in sports or school elections.
And in class I dreamed all day,
Of a rock 'n' roll weekend

Good times come and good times go,
I only wish the good times would last a little longer.
I think about the good times we had
And why they had to end.

So I sit at the edge of my bed
I strum my guitar and I sing an outlaw love song.
Thinkin' 'bout what you're doin' now
And when you're comin' back.

(Story of my life, Social Distortion)

La sera che gli Eagles suonavano al Forum di Assago, io ho girato la macchina in direzione opposta e insieme a mia figlia me ne sono andato al Palasharp, dove c'era un festival (punk?). Io che odio i festival, io che non so niente della musica di oggigiorno. Infatti fondamentalmente ci sono andato perché volevo tornare sul luogo (del delitto) dove 21 anni fa esatti avevo visto i Pogues per la prima e ultima volta. Quella sera del 1988 suonarono in un triple bill, dopo Stevie Ray Vaughan e Los Lobos. Furono grandi (tutti), una serata indimenticabile.
Oggi il bill è multiplo, i Pogues chiuderanno una sfilza di concerti cominciati nel primo pomeriggio. Noi arriviamo quando i Flogging Molly, splendida irish punk band stanno già suonando. Ci sono migliaia di ragazzi e ragazze, il Palasharp a metà giugno è un girone infernale, ma va bene così. La gente è tranquilla e l'atmosfera è cool. Poi noi abbiamo accesso all'area vip e per farci delle birre non dobbiamo fare file assurde e nel backstage conosceremo anche il cantante dei Gogol Bordello. Che è un figo, così come è figo e travolgente il loro set. Musica gitana del diavolo. Jugoslavian punk. da vedere almeno una volta nella vita, ma anche di più. I Gogol Bordello spaccano, e spaccano alla grande.

Quando Mike Ness con i suoi Social Distortion, impegnati nel loro 30 Years of Underground Rock'n'roll Tour che festeggia i loro 30 anni di attività, sale sul palco, mi aspetto qualcosa di bello, ma non ho idea che assisterò alla singola ora più esaltante di rock'n'roll della mia vita. Mi domando dove sono stato e cosa ho ascoltato negli ultimi 30 anni per aver bypassato questa band formidabile. Io conoscevo Mike Ness per i suoi dischi da solista, ma i Social Distortion sono l'esaltazione del concetto di punk frullato con tutto il romanticismo del miglior rockabilly. Ecco perché faranno una Ring of Fire di Johnny Cash da far crollare il Palasharp: "Dont drag me down, motherfuckers!", è l'urlo di questo musicista. Mike Ness è un gigante, un sopravissuto, è il Johnny Cash del punk. Io amo quest'uomo.

Pete Doherty è imbarazzante. No, non perché si sia fatto una dose di troppo (pare che due o tre giorni fa, comunque, sia stato arrestato per l'ennesima volta per possesso di eroina). E' imbarazzante perché lui e la (buona) musica non c'entrano un par di ciufoli. Le sue canzoni sono brutte, lui e la sua band suonano da schifo. E' uno che ti domandi chi mai ha potuto permettergli di fare dei dischi o di suonare un concerto, se non perché fenomeno (da baraccone) costruito a tavolino. Un poveraccio. L'unica cosa decente del set dei Babyshambles sono l'Union Jack messa su un amplificatore e la chitarra Rickenbacker che Doherty fa finta di suonare. Ecco, sono contento di non ascoltare proprio tutta, ma tutta la musica nuova che gira attorno.

I Pogues salgono sul palco sulle note di Straight to Hell dei Clash. Lo spirito buono di Joe Strummer entra al Palasharp e resta con noi. Vent'anni dopo, i Pogues non sono più la devastante band di irish punk che vidi allora. Sono dei sopravvissuti, anche loro, con classe ma una certa routine. Certo è che vedere Shane McGowan a pochi metri da te è un'emozione forte. Dici, ma come fa a essere ancora vivo? Ha un ventre enorme, da troppa birra, che comunque beve per tutto il concerto e fuma, fuma un casino. Lui e Spider Stacey mandano dei fuck you ogni due per tre e Shane a un certo punto si produce in un improbabile "Viva el duce!". Pazzo. Dopo aver cantato una canzone, scende dal palco, ne salta una e ritorna per farne un'altra. Durante tutto il set ti chiedi, ce la fa? Non ce la fa. Alla fine, quando manda al cielo una commovente Rainy Night in Soho, sai che ce l'ha fatta anche questa volta.
E poi tutti a pogare con Fiesta, e allora per qualche minuto siamo ancoraquelli di vent'anni fa. Noi e i Pogues. Straight to hell, ecco dove siamo diretti noi che, per dirla alla Leonard Cohen, "siamo brutti, ma abbiamo la musica".

Mi sono anche comprato una maglietta dei Ramones, ieri sera. E accidenti, se c'era lo spirito di Joey e dei suoi fratelli nei Gogol Bordello, nei Social Distortion e in tutti quanti. No, non mi è dispiaciuto non essere andato al Forum a sentire gli Eagles.

10 comments:

lillo said...

rainy night in soho è una bella canzone anche se per gusti miei preferisco la versione di nick cave... mentre ti ringrazio per questa versione di ring of fire a dir poco strepitosa, sarebbe piaciuta anche a johnny cash, credo, ed è che pure la sua non scherza!
ma in fondo in tutto questo commento il messaggio è solo uno, che le belle canzoni restano, nonostante tutti i pete doherty del mercato discografico, e neil young aveva proprio ragione: "rock n roll can never die!"

ciocco72 said...

D'accordo su tutto tranne i gogol che proprio non mi prendono...

Tob Waylan said...

Si, I Pogues ormai sono dei sopravvissuti, anche Chevron è malato e si vede. Però loro sono riusciti a fare una cosa a parer mio incredibile: far cantare a squarcia gola a persone di tutte le generazioni, dalla mia alla tua, del Folk irlandese. Senza distorsioni, strumenti elettrci,(a parte il basso)solo strumenti acustici e cazzutissimo folk! E la gente saltava più che con i Social Distortion (enormi, in ogni caso).
Cantare Dirty Old Town abbracciati a dei perfetti sconosciuti e commuoversi su Rainy Night in Soho, questo è lo spirito!
Ziocane, i Pogues, muoio felice.

Maurizio Pratelli said...

quando stronchi stronchi, ma se vai avanti così ti ricresono i capelli. certo che i social che fanno ring of fire devono essere stato uno spettacolo. e i gogol spaccano sempre. La maglietta dei Ramones? Ma così poi assomigli a Guglielmi :-)

Ragman said...

BOYS FROM COUNTY HELL!
Alla fine l'ho comprata la maglietta dei pogues.. e ci ho anche suonato!
:-))
yours!!

Il Grillo Cantante said...

ieri sul palco il cantante ha presentato tutta la band... alla fine mancava solo lui, e allora ho preso il microfono e ho urlato:

"il solo, l'inimitabile, the one and only... e ieri sera è pure andato a sentire i pogues.. Mr christmas, george Mc Gowan, Natale!!!!!!!"

Che invidia paul

Skywalkerboh said...

avrei fatto la setssa scelta!!!!


Luca Skywalker

giacomo said...

Cazzo perfetta descrizione!!!!!
Gran serata, arrivavo senza troppe pretese per vedere i Pogues e i Social Distorsion, entrambe pietre miliari ma è stato molto più che un festival, ai quali tra l'altro non mi piace andare.
D'accordo in assoluto su tutta la linea e anche io non riesco più a fare a meno di ascoltarmi Mommy's Little Monster...

Rispetto!

hazel said...

Dispiace essermi perso i social distortion,il loro "live at the roxy" e' dinamite pura...ma sono contento che non sei andato a vedere gli eagles,dopo Lebowsky chi ha il coraggio!

laura said...

ti aggiungo il link a questo blog
divertente...

http://ilcala.blogspot.com/2009/06/festival.html

ciao :-)

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