Saturday, January 16, 2010

The Armadillo Man e il serpente la croce e la corona

I, I wanna live on the stage,
I wanna play the guitar,
And I wanna get paid.
But no, responsibilities please.
I wanna do what I want,
And I wanna get paid

(The Snake The Cross The Crown, Cakewalk)

"direttore ma il tuo cd non funziona. mi legge una unica traccia e poi non suona"
"sei ancora ubriaco?"
"pirla... no mi è successo già altre volte con cd duplicati come il tuo. forse le mie apparecchiature sono obsolete"
"è la prima volta, anche il PC non lo legge?"
"uh... sul PC lo legge... Ehi bastardo.. ci hai messo dentro anche i Great Lake Swimmers senza dirmelo... lo sai che non li posso ascoltare"
"te li ho fatti sentire ieri sera e mi hai detto tu di metterli"
"allora ero davvero ubriaco"

Sì, mi rendo conto che questo scambio di battute possa sembrare una conversazione del tipo, fra Scemo e più Scemo. In realtà si tratta di due delle menti più brillanti della vostra generazione. Alessandro Ciciuxs Paramount Maggiori - detto anche The Armadillo Man - è un eroe, il mio eroe (quello che non riesce a suonare il cd sono io, il vostro idiota tecnologico). Uno che era fra i soli dieci giornalisti al mondo invitati a incontrare personalmente Johnny Cash (Austin, Texas, 1994) non può che essere il mio eroe. Ma mica solo per quello. Uno che riesce a vomitare sul volante mentre sta guidando a 180 all'ora in autostrada senza capottarsi fuori, dopo una notte passata a bere, non può che essere il mio eroe. Roba che neanche Neal Cassady. In realtà è il mio eroe perché ha un cuore grande così, come si deduce dai messaggi di auguri che mi ha inviato la notte di capodanno, gli unici che ho conservato e che ovviamente tengo per me. E poi dovevo smetterla di dedicare post del mio blog a ragazze.

Johnny Cash - foto di Alessandro C.P. Maggiori

A casa sua c'è un antro nascosto, che è un piccolo pezzo di Texas a Milano, con tanto di bandiera del Lone Star appesa al muro. Armadilli imbalsamati che stringono bottiglie di vino e un sacco di grandi dischi. Peccato per quel cazzo di labrador che mi ringhia contro ogni volta. Il labrador non è imbalsamato.
L'altra sera mi ha invitato a una proiezione privata, che nell'antro texano c'ha uno schermo da cinema. Quasi. Una ottima bottiglia di Rosso di Montalcino 2006, cantina Il Paradiso di Manfredi, ci scaldava il cuore (a me ottenebrava anche il cervello, ma mi ci vuole poco alla mia età).
In anteprima nazionale (eh no, di questi nessuno in Italia ha mai parlato) mi ha mostrato il bellissimo film di una delle migliori rock band americane - unico difetto: si sono già sciolti -, i The Snake The Cross The Crown, nome che non è un riferimento religioso, ma è la traduzione di ciò che contiene il logo dell'Alfa Romeo, che il padre di uno di loro aveva una officina dell'Alfa Romeo.

Erano dell'Alabama, giovanissimi, ma suonavano da dio e cantavano benissimo, che come ogni buon americano hanno imparato ad armonizzare in chiesa. Il sound ricorda un po' i Wilco (specie nelle esplosioni soniche di grande impatto) e The Band (per le radici folk), qualche riferimento ai Beatles naturalmente. Nel film qualcuno li definisce "country Pink Floyd" per quell'attitudine pazzoide a partire per jam cosmiche tipo il periodo Syd Barrett. Il film è un'epopea di una band in cerca della gloria, certi che non è il successo a dar la gloria, ma l'intima consapevolezza che la musica è la chiave verso la Bellezza.
Così consapevoli da osar confessare la verità che tutti sanno, ma nessuno ammette: "Oggi tutti fanno dischi. Ci sono più musicisti in giro che gente disposta ad ascoltarli". Il problema è che pochi meritano di fare dischi.
E' girato in modo strepitoso, il film, con landscape mozzafiato del sud degli States, della California, di concerti in piccoli club (esilarante la scena in cui, già annunciati dallo speaker, non riescono a trovare la strada che dai camerini porta al palco, perdendosi tra gabinetti e stanzini vari), di notti tempestose, di viaggi in un piccolo furgone. E' il loro ultimo valzer, di una band che nessuno ha mai conosciuto e già non c'è più. Il dvd si può acquistare sul loro sito e, credetemi, è il miglior film rock da anni a questa parte.
Poi The Armadillo Man ha generosamente voluto mettermi su cd un po' delle circa 70mila canzoni che ha nel Mac. Dentro ci ha infilato una tonnellata di bella roba, tipo gli Snake, i Great Lake Swimmers, i Weepies, gli Shearwater (che verranno a suonare alla Casa 139 a breve), Megafaun e probabilmente anche qualcun altro. Tutte grand band, che sanno mischiare attitudine pop alle loro radici folk, che sanno cantare malinconia e bellezza. Che sanno suonare. No, non ci sono band altrettanto valide nelle terre bagnate dal mar Mediterraneo.
E' stata una grande serata. Labrador a parte, ci devo tornare nell'antro texano. God bless you, Ale. Ps: non staremo mica diventando due indie kids con 'sta musica che ascoltiamo? Eh?

Con l'Armadillo Man. In persona. We believe in magic, yes we do

10 comments:

Anonymous said...

Formidabili gli "alfaromeoisti"!

"In anteprima nazionale (eh no, di questi nessuno in Italia ha mai parlato)..."
strano che in quel di Gallarate non gli abbiano ancora scoperti, forse erano troppo impegnati a "scoprire" i Barnetti Bros. Band (di cui salvo ça va sans dire il grande Jono Manson).

Certo che quest'angolo di Texas a Milano che mi pare venga chiamato anche "blue room" è una meraviglia (labrador a parte) anche per cio' che si beve..

Pat Garrett

hazel said...

Che non si dica piu' che il Vites ascolti e apprezzi solo i cd che gli fanno le squinzie!
We love the armadillo man...in persona.

ciciuxs said...

too nice Dr. Vites :)

Paolo Vites said...

jono manson ha fatto un nuovo disco? ciciuxs lo voglio

still dei great lake swimmers comunque è canzone dell'anno

ciciuxs said...

I’m still a note that’s unplayed, ink on a page, I’m still, I’m still
I’m still a cry in the night, lonesome and high, I’m still, I’m still
I’m still tuned to an instrument of greater and unknown design
I’m still looking for direction, some kind of sign
I’m still tuning myself to the great key, I’m still, I’m still

Fausto Leali said...

invidia allo stato puro :-)

tatix said...

Fausto, hai ragione loro combinano e noi ciccia..
A parte gli scherzi, urge organizzare un'altro meeting, magari in zona da voi così ci ritroviamo tutti..

Paolo, non è il disco nuovo di Jono, è il cd dei Barnetti Bros. Band (Manson con Bubola, Larocca e Parodi), neanche noi armadilli ne abbiamo una copia..

saluti da up there
mountain man

ciciuxs said...

cardioman ti aspetto, quando vuoi

Maurizio Pratelli said...

Mannaggia che serata! E pensare che nel frattempo io ascoltavo la canzone dell'armadillo scritta dal barotti, ale, è bellissima! Cmq shearwater si va tutti! Vi saluto da sestri con vermentino nero.

Fausto Leali said...

Allora io rilancio agli armadilli, al dottor canzoni ed al dottore del laagh de Comm: vediamoci al più presto (ci stiamo tutti nella Blue room?)

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