Thursday, January 28, 2010

Il castello del cantante

I’m still a note that’s unplayed, ink on a page, I’m still, I’m still
I’m still a cry in the night, lonesome and high, I’m still, I’m still
I’m still tuned to an instrument of greater and unknown design
I’m still looking for direction, some kind of sign
I’m still tuning myself to the great key, I’m still, I’m still

(Still, Great Lake Swimmers)

Al confine tra Canada e Stati Uniti, c'è un dedalo di canali che permette la navigazione dall'Oceano Atlantico ai Grandi Laghi. Si chiama Saint Lawrence Seaway, e prende il nome dal fiume San Lorenzo, un grande corso d'acqua che attraversa Quebec e Ontario. La parte canadese di questa zona fluviale si chiama Regione delle Mille Isole e nella parte americana ce n'è una, di isola, denominata Dark Island. Qui sorge un antico castello ottocentesco, che in tempi recenti è stato battezzato curiosamente Singer Castle, il Castello del Cantante. Durante l'epoca del proibizionismo era usato per il traffico degli alcolici. Inutile dire che si tratta di posti meravigliosi, dove il silenzio è il battito del cuore, dell'uomo e della natura. E' qui, tra la regione delle Mille Isole e il Castello del Cantante, che una band canadese, dal nome degno dei luoghi in cui vive, ha registrato un disco di una bellezza esagerata. Loro sono i Great Lake Swimmers, e il disco è Lost Channels.Qualcuno li ha definiti "folk-pop". Sono essenzialmente la creatura del bravissimo Tony Dekker, tre album sulle spalle a partire dal 2003, una formula sonora minimale basata su chitarre acustiche, percussioni in evidenza, banjo e mandolino e armonie vocali forti e di intensità purissima. Sono canzoni dall'impatto forte, epiche in certi casi, che si aprono a una forza trascendentale quasi fossero piccole sinfonie della tristezza e della nostalgia. Palmistry, Concrete Heart, She Comes To Me in Dreams sono tra le più belle canzoni degli ultimi dieci anni. E Still, citata in apertura, che è una autentica dichiarazione di intenti per una band che ha fatto del viaggio al cuore del mistero la propria missione: "Sono ancora un lamento nella notte, solitario e alto... Sono ancora intonato a uno strumento di più grande e sconosciuto disegno".Si possono anche permettere, i Great Lake Swimmers, di registrare i battiti della campana della torre del Singer Castle, per far toccare conmano all'ascoltatore dove questa musica ha preso vita: ring them bells....
Questo disco va in loop a casa mia e nella mia macchina, da giorni. E anche nell'i-pod. Grazie a chi me li ha fatti conoscere.
Li vedremo mai in Italia? Io dico di no. Ovviamente. Ma un giorno andremo a sentire la campana che suona nella torre del Singer Castle, là nella regione delle Mille Isole.

9 comments:

ciocco72 said...

bella scoperta. E bei posti ...

ciciuxs said...

glad you liked it, my pleasure.
Ho un paio di altre cosine interessanti da farti sentire.

Il Bramba said...

Fantastici, scoperti per caso un annetto fa...Lost Channels è ormai solcato dai troppi (che poi troppi non sono mai) ascolti.

Concordo, molto dura vederli in terra italica..

Emiliano

Il Grillo Cantante said...

veramente validi!
perchè non ne scrivi in un bel libro tipo "help!" ma che parli di folk?!
;)
see u soon

Maurizio Pratelli said...

mi hanno sempre affascinato a partire dal nome. un'altra grande storia.

anna said...

meraviglia!

Anonymous said...

Caro Paolo, continuo a leggerti con grande piacere, ma francamente da un pezzo musicalmente non ti riconosco più, una volta scrivevi che a te Ryan Adams e similia non ti dicevano niente perchè te volevi il massimo, e che questi erano derivativi, minestra riscaldata, roba normale insomma; a me il fatto di VOLERE IL MASSIMO mi piaceva molto, avevo capito il concetto, e quindi , da questo punto di vista, il tuo atteggiamento verso i nuovi musicisti, che a prima vista poteva sembrarmi snob, acquisiva ai miei occhi un'altra prospettiva, ed io andavo a riascoltarmi i vecchi dischi di The band, van Morrison o Dylan. I Great Lake non sono male, ma francamente mi sembra di averli già ascoltati migliaia di volte in almeno una migliaia di album, non so se rendo l'idea. Lo stesso per altri artisti di cui hai parlato negli ultimi mesi. Cosa c'è che mi sta sfuggendo? Con grande stima, Marcello

Paolo Vites said...

che la musica, rock e folk, jazz e blues sia il continuo ripetersi di schemi e formule ascoltate milioni di volte, è un dato di fatto.

che nell'ascolto della musica noi vogliamo essere confermati in quello che crediamo debba essere la musica, è una cosa superficiale e che porta al disamoramento dell'ascolto. quante volte vogliamo dire che van morrison (quello degli anni 70, eh) e altri come lui sono i più grandi di tutti?

elvis morì, prima che fisicamente, perché artisticamente si limitava a essere confermato, a confermarsi da sé, alla sua formula consolidata. così altri grandi del rock oggigiorno, penso agli stones o a un altro di cui non faccio il nome perché tu per primo ti offenderesti.

io vado in cerca di stimoli nuovi e se li trovo, ne scrivo. lascio che la musica risponda alle esigenze del mio cuore, in quel particolare momento, in quella particolare situazione. oggi sono i great lake swimmers, e i National, e gli snake the cross and the crown, domani chissà. e un video di youtube non può bastarti per far esprimere un parere del genere sui great lake swimmers: io i dischi di ryan adams li ho ascoltati tutti.

ciciuxs said...

ottima analisi che calza a pennello anche per la così detta 'stampa musicale' nostrana, sempre o marchettara o figlia delle proprie miope convinzioni spacciate per verità assoluta.

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