Sunday, July 04, 2010

Tristitudine *

Mi sono tagliato la barba - il pizzo cioè - e quello che sto vedendo non mi piace. Cioè, non è che anche con il pizzo fosse un gran bel vedere, ma la faccia che sto osservando allo specchio non so di chi sia. Come se otto mesi circa con il pelo sul viso mi avessero fatto dimenticare quello che ero prima. Oppure otto mesi dopo non c'è più quella persona che avevo conosciuto per 47 anni. C'è qualcun altro, una faccia perplessa che non conosco e che mi osserva. Vediamo se riusciremo a fare amicizia, con questo nuovo personaggio che è arrivato a casa mia. Altrimenti lascio ricrescere il pelo che mi ero affezionato a quel tipo lì.

* Tristitudine non è un termine mio. Ho fatto del "love and theft" e ho rubato questa meravigliosa parola (tristezza + solitudine) a the Mighty Diana, che adesso ha aperto anche un bel blog e come già in tante altre cose da lei c'è solo da imparare. Non ho capito però perché mi ha fatto aprire un account su twitter. D., a che serve twitter?



Stanotte verso le due ho finito di leggere Just Kids di Patti Smith. Ho pianto parecchio leggendolo, specie alla fine, però non è un libro che dà tristitudine, tutt'altro. "Finalmente al cospetto del mare, dove Dio è tutto, riuscii a calmarmi", dice Patti Smith dopo la morte del suo amico/amante/fratello Robert M. Just Kids mi è stato regalato dalla mia amica Anna, in una scatola piena di meravigliose conchiglie bianche. Ho messo le conchiglie più belle sul mobile della sala, davanti ai volti di alcuni amici morti che mi fanno compagnia da quando non sono più qui, ma sono sempre qui. Così ho un pezzetto di mare in casa, e posso calmarmi anche io, come la Patti, quando la tristitudine prende il sopravvento. "Perché non so scrivere qualcosa che possa risvegliare i morti?" dice nelle ultime righe PS. "Questa ricerca è ciò che brucia più nel profondo". Già. Siamo destinati a bruciare dentro, fino al giorno in cui ritroveremo i nostri cari morti. Ma c'è il mare, ci sono le conchiglie, c'è Dio che è tutto in tutti.

17 comments:

silvano said...

Ecco quel Dio lo conosco anch'io, lo conoscono anche gli atei come me.

Fausto Leali said...

sono contento che ci sia ancora qualcuno che chiude un libro alle due di notte. E non sopporto quelli che scrivono ma non leggono mai libri.
Ma tu, caro amico, tu non sei così, certo che no, tu sei un poeta.

E non é poi così vero che gli artisti e coloro che girano intorno all'arte sono infelici. E' che sono sensibili, più sensibili degli altri. E allora provano dolore, ma vedono anche luci, luci splendenti.
Tutto qui.

E Dio - é proprio vero - é tutto in tutti.
E' proprio così.
Grazie.

lillo said...

ah ora capisco il senso del post precedente... io non ho ancora letto quel libro ma spero a questo punto e quanto prima (appena ho due soldi) di farlo...

la poesia in fondo da questo nasce, dal bisogno bruciante di preservare i propri cari e se stessi dal tempo, di strapparli all'oblio, per quanto sia tutto inutile in fondo, e la poesia come tutta l'arte in realtà è una gran truffa... vabbè...

sai quando anche io ho tagliato la barba, un paio di settimane fa (dopo mesi) la prima cosa che mi sono chiesto è stata "oddio, e il mio mento? dov'è finito??"

Diana said...

Twitter serve a romanzare in 140 caratteri e a creare dipendenza. E poi, volendo dirla tutta, è stalking autorizzato. :)

Quanto alla barba... almeno voi potete farvela crescere! Se rinasco uomo, ne voglio una alla Achille Campanile. O alla Mago Merlino.

PS: Metto Patti Smith in lista!

Diana said...

Ah, e ovviamente: grazie per la pubblicità :)

kaapi carla said...

Con e senza. Accettare uno e l'altro, senza negazione di chi si è (non di chi si/ sembra). Senza negare l'esule .
Riconoscere. L'essenza. Il sacro, il divino, soprattutto dove non si cerca o non si vede.

Poi, l'aspetto, cambia e quando destabilizza è una bella occasione di cambiamento !
A me è successa una cosa simile con la pettinatura (io di barba ne ho poca e non cresce). E basta poco mi sembro un'altra(chi sono?, ) anche perchè con o senza ciuffo o frangia, con le occhiaie più o meno nascoste, invecchio , anzi sto cambiando (da quando ero bambina ;-)

Siamo destinati a bruciare ma anche a risplendere. E non è il fuoco dell'inferno.
Siamo destinati a lasciare andare e a raggiungere l'Oceano. Bisogna scorrere, scorrere, dove?... Non è lontano, è qui

Patti S mi ha sempre commosso e mi commuove ancora sempre. Da lei e da te la parola Dio ( e solo parola non è,) che mi ha sempre, in qualche modo,ì inquietato, non m'inquieta più così tanto. E scorre, scorre.

Comunque, sento questo: la morte allontana ed avvicina,inseparata dalla vita. Avvicina al Tutto & Niente meraviglioso. Ci avvicina a chi eravamo e abbiamo dimenticato di essere, nell'illusione di una realtà separata in noi e fra noi.
Ricordiamolo, l'abbraccio infinito che contiene ogni abbraccio fra i vivi ed i morti, già qui ,ora. Salda la radice che collega terra e Cielo, Ombra e Luce.

La solitudine e la tristezza possono insieme generare oltre la distinzione una cura che ci guarisca da questa ferita-separazione. Poter vivere in pace, guarire dai conflitti, senza bisogno di simulare allegria , fuga ribelle o compiacenza ossequiosa. Tristitudine vai alla Gioia...!

Forse mi sto trasformando ini un juboxe,ogni post tuo che leggo arriva una canzone. Adesso è quella di Vinicio c. che parla del L'Uomo vivo: Cristo-Crocefisso, scende dalla Croce in un'esplosione di ... Gioia! Una Festa di tutti.

Grazie.
kaa


a me è successa una cosa simile con la pettinatura (io di barba ne ho poca e non cresce). Invece, per me fronte coperta o scoperta? scoperta mette in evidenza gli occhi ma anche le occhiaie...E basta poco mi sembro un'altra.(chi sono?)ma anche perchè con o senza ciuffo o frangia, invecchio e cambio. .. ;-)

siamo destinati a bruciare ma anche a risplendere. E non è il fuoco dell'inferno.siamo destinati a lasciare andare e a raggiungere l'Oceano. Bisogna scorrere, scorrere, dove?... Non è lontano, è qui

Patti s mi ha sempre commosso e mi commuove ancora sempre. Da lei e da te la parola Dio ( e solo parola non è,) che mi ha sempre, in qualche modo,ì inquietato, non m'inquieta più così tanto. E scorre, scorre.

Sento questo: la morte allontana ed avvicina,inseparata dalla vita. Avvicina al Tutto & Niente meraviglioso. Ci avvicina a chi eravamo e abbiamo dimenticato di essere, nell'illusione di una realtà separata in noi e fra noi.
Ricordiamolo, l'abbraccio infinito che contiene ogni abbraccio fra i vivi ed i morti, già qui ,ora. Salda la radice che collega terra e Cielo, Ombra e Luce.
La solitudine e la tristezza possono insieme generare oltre la distinzione qualcosa di misterioso, senza nome: una cura che ci guarisca da questa ferita-separazione senza fingere un'allegria posticcia, una compiacenza ribelle od ossequiosa. Tristitudine vai alla Gioia...!

Forse mi sto trasformando in mi un juboxe,ogni post tuo che leggo arriva una canzone. Adesso è quella di Vinicio c. che parla del L'Uomo vivo:Crocefisso, Cristo, scende dalla Croce in un'esplosione di ... Gioia!

Grazie.
:-)
kaa

SORRY, il commento è lunghissimo!!!

renzo said...

..che meraviglia, Paolo...

laura said...

aspetto il momento in cui finalmente qualcuno faccia piazza pulita del luogo comune adolescenziale secondo cui solitudine = tristezza.

e basta...
' se sei solo sarai tutto tuo', scriveva leonardo.
personalmente, sono stata molto più spesso triste in mezzo alla folla, o con qualcuno che non mi capiva, che quando ero sola.
e ben venga la tristezza, se condivisa.

insomma, quando siamo soli non necessariamente siamo tristi. e viceversa.

quanto al non riconoscersi nello specchio...meglio così, no? segno che si cambia. e solo i morti non possono più cambiare, ma solo decomporsi.

ciao

laura said...

quanto a twitter: mi ero iscritta ma mi sono smarronata (scusa il francesismo) due giorni dopo.
tutto quel tweet tweet...cip cip, cioè...cioè, cheap cheap...

cinguettio, chiacchiericcio, teso alla letteraturizzazione della vita, come la definiva svevo. ma lui ne parlava come di una nevrosi.

la vita va corretta, dice cinaski. non si può berla liscia. ma va corretta con qualcosa di più sostanzioso di una gassosa, come per me è twitter.

facebook, o i blog, sono il gin nel fizz...roba sostanziosa, che dà sapore, e resta.
ciao
:-)

Diana said...

Solitudine NON è uguale a tristezza. C'è un certo qual glorioso piacere nello stare da soli, se uno è nello stato mentale giusto. ("I'm alone, but I'm not lonely" cit.) Ma comunque, capita anche di essere nello stato mentale sbagliato.

:)

Paolo Vites said...

tristezza non è un sentimento negativo, tutt'altro

solitudine è la condizione umana, siamo tutti soli - e neanche qs è negativo, ma riconoscerlo è sano realismo

laura said...

grazie per le spiegazioni
ma sono tonta, e continuo a non capire:
se tristezza non è un sentimento negativo, e solitudine non è uguale a tristezza, cos'è la tristitudine? e perché il libro della patti non la dà (e ciò sembra essere un complimento)?
insomma...sarà che diffido dei neologismi tanto quanto degli inglesismi, ma proprio non ho capito.

qual è lo stato mentale sbagliato che fa sì che la tristezza sia negativa, o la solitudine poco gloriosa, o tutte e due insieme?

grazie..:-)

kaapi carla said...

Laura,
le parole nascondono un trucco mi pare : nessuna significa separata dalle altre.
E quando le parole si mettono, o sono messe insieme, l'allusione a quell'unità dimenticata di quando non si usavano le parole per comunicare, è più forte.

Ho nostalgia di quando la comprensione fra gli eseri non aveva bisogno di parole (le parole erano usate poco e solo in casi eccezzionali e rituli, mi hanno detto).

Allora, direi diamoci dentro al meticciato del linguaggio. Bastardo :-) oserà avvicinare gli opposti e mescolarli.Da una incomprensione il linguaggio e la comunicazione potrebberoo rinnovarsi oppure autoannullarsi.

Qui invece, mi sembraci sia un avvicinamento di tonalità: trisitudine.
Bhe, Non so neanche io cosa sigifichi tristitudine, qualcosa che stride di dolore ed ascolta il canto, e resiste...?

Grazie.
:-)

Paolo Vites said...

uh... io di qs belle cose ne parlerei davanti una o dodici birre magari davanti al mare (o anche il lago eh...)

Maurizio Pratelli said...

il lago vi aspetta, vi volete organizzare? dai paolo senti ale e la sua repiz che ho qui il barotti e il verdicchio.
ps
gran chiosa di post

laura said...

meglio dodici, le birre
con una sola birra si rischia di prendersi sul serio

meglio sbagliare da professionisti (cit.)

quando volete
sempre che mi vogliate..:-P

Anonymous said...

I capelli ti devi tagliare! Non la barba, i capelli!

un frocetto