Saturday, September 04, 2010

198 frustate (41 shots)



Chissà quando una delle nostre rock star penserà a scrivere una canzone per tutti quei condannati a morti (orribili) in quei paesi del terzo mondo (se si dice ancora così)? Chissà quando una delle nostre rock star si ricorderà che la stragrande maggioranza dei paesi non occidentali vive in condizioni di totale mancanza di alcun diritto umano, sempre impegnati in guerre che fanno morti su morti? Certo, in quei paesi i dischi delle nostre rock star non si vendono, e non si possono manco fare le tournée.

Chissà se il buon Bruce si ricorderà di scrivere, oltre all'ottima 41 Shots di qualche anno fa, anche una canzone per la donna iraniana che ha già subito 198 frustate, in due dosi da 99 ciascuna. Un numero che mi fa venire in mente un'altra canzone di Bruce, Johnny 99. Questa donna che domani potrebbe essere morta, uccisa a colpi di pietre sul viso. 198 frustate. E certo che devono fare male. Molto male. Ma qui, in occidente, chi sa ancora cosa siano le frustate, e che le donne possono essere uccise a colpi di pietre in faccia. 198 frustate. 41 shots. Johnny 99.

13 comments:

Skywalkerboh said...

le nostre "rockstar" non sono propriamente rock, pertanto non si sognano minimamente, nella loro paraXulaggine, di affrontare davvero certi temi.
per loro l'importante è passare in tv e per farlo devono ammiccare al mainstream e alla morale comune, poi ogni tanto urlano per fare finta di essere rockstar, ma non lo saranno mai.

qui da noi nessuno può scrivere una "Hurricane" o una "American skin (41 shots)" per una questione di semplice menefreghismo e ipocrisia legate alle vendite.

quella donna (ironia della sorte) è stata invece "difesa" da una pin-up che faceva finta di cantare: carla bruni, l'unico fra i vip mondilai ad aver detto qualcosa, e questo parla chiaro

oggi tante grandi star (rock e non) del firmamento musicale sono troppo lontane dalla realtà

forse di quella donna non frega davvero un Xazzo a nessuno

silvano said...

Gi à le rock star che come diceva il grande Fabrizio cantano per l'amazzonia e la pecunia.

La tragedia dell'Iran e di chissà quanti altri paesi dovrebbe però portare le opinioni pubbliche occidentali a fare pressioni sui propri governi per dismettere ogni tipo di relazione commerciale con quei paesi.

Leggere Lolita a Teheran non dovrebbe essere mai più un reato.

lillo said...

ci penserà bonovox.

michele lenzi said...

il guaio più grande è che ci sono "fazioni" politiche, intellettuali, che difendono questo tipo di regime solo perchè il regime si dichiara antiamericano. pertanto alcuni cantanti (italiani o stranieri) perderebbero il consenso di quei fans schierati per questo regime. il discorso è lunghissimo... ma qui per fortuna si parla di musica e non di poltica.

silvano said...

@michele lenzi: mi sembra un'analisi vecchia di almeno 30 anni, ed anche allora sarebbe stata discutibile. Forse sarebbe meglio chiedersi cosa ci faccia laggiù l'Eni oggi.

Anonymous said...

Vuoi firmare, come me, la petizione di Libération?
http://laregledujeu.org/2010/08/16/2616/signez-la-petition-il-faut-empecher-la-lapidation-de-sakineh/
Forse sarà inutile...

Francesca

michele lenzi said...

A silvano; lei ha ragione, ma la mia analisi pur vecchia è sempre attuale. Basta dire che le piazze di parigi e di roma si stanno affollando più per manifestare contro la decisione di sarkozy contro i rom (molto discutibile) e non contro il regime iraniano. Cordiali saluti e buona domenica

silvano said...

Trovo sia giusto anche occuparsi dei rom: noi europei abbiamo delle responsabilità storiche nella persecuzione e olocausto scientifici delle minoranze e quando la bestia si risveglia meglio fare attenzione chè, è vero che i tempi sono cambiati ed oggi vi sono democrazie là dove vi erano dittature, ma il lato oscuro delle persone esiste sempre.
Difendendo le minoranze, si difendono anche le persone come Sakineh, oltre che noi tutti. I regimi temono la partecipazione popolare ed il controllo sociale, e le democrazie ne hanno invece un gran bisogno, ne sono la struttura portante e qualificante.
Si sono mobilitate, per Sakineh (per lei come persona e per lei come simbolo di minoranze oppresse e perseguitate nei regimi del monodo), prima di tutto le pubbliche opinioni, poi seguite da Governi e Istituzioni. Non cerchiamo di colpevolizzare le persone elaborando accuse basate su supposte o vere partecipazioni + o - numerose a difesa di diverse minoranze in difficoltà. Lo trovo un po' umiliante e ingiusto.

Paolo Vites said...

è vero silvano, quello che dici.

stupisce però che tanti musicisti specie italiani abbiano fatto fior di concerti e siano andati anche a suonare lì, in sostegno di fidel castro e del suo regime, un regime che fra le tante cose condanna a morte gli omosessuali.

così come non ho mai visto nessun centro sociale scendere in piazza contro l'occupazione cinese del tibet.

così come non vedevo mai nessuno protestare contro l'occupazione di praga o contro il regime militare polacco. ci volevano gli U2 per dedicare una canzone a Solidarnosc, o alleng ginsberg per andare a manifestare a praga nel 68.

mai gli italiani, però, è un motivo ovviamente c'è.

riguardo a springsteen, 41 shots è una grande canzone, ho usato lui solo perché mi colpivano le referenze nei titoli di alcuen sue canzoni con le 198 frustate

silvano said...

Caro Paolo, io voto a sinistra, ma non sono cieco. Non mi è sfuggito, tanto per dirne una, che sui rom l'unica parola di condanna ferma e dura sia stata pronunciata dal Papa. Significativo, no? Non mi sfugge nemmeno che tanta sinistra italiana non abbia tentennamenti a schierarsi con Hamas (organizzazione para terroristica...ci rendiamo conto? Quanto di più lontano dal popolo si possa concepire)...Siamo un paese provinciale e arretrato: una destra impresentabile e una sinistra che, per buona parte, crede di vivere negli anni 70. Credo altresì che sia sterile fare vecchie polemiche attribuendo alla sx la responsabilità del portare l'attenzione su questo o su quello: siamo o dovremmo essere cresciuti tutti, per ragionare per prendere posizione non dovremmo più attendere l'imboccata dall'alto. PEr quel che riguarda i cantanti o i rockers italiani, all'altezza della situazione, ve ne sono particolarmente pochi. E li potremmo contare sulle dita di una mano. Uno è morto e gli altri non sono più giovani e questo è un (altro) problema.

ciao.

Paolo Vites said...

se scendi in politica io ti voto!

seriously

silvano said...

;) disgrazie ce ne sono già abbastanza caro Paolo, questa te la risparmio.

Maurizio Pratelli said...

tutto ciò nel 2010. siamo tutti da terzo mondo.

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