Saturday, September 11, 2010

Cinque pezzi facili


Quand'ero ragazzino, ai tempi del liceo, ascoltavo i dischi appena dopo pranzo. Tornato da scuola, mangiato, musicato. Prima di mettermi a studiare (studiare?), per un'ora o anche due era il momento della musica. Qualche tempo fa mi è tornato freudianamente a galla un ricordo: quando ascoltavo i dischi, allora, io camminavo. Giuro. Avevamo un bel salone, in famiglia, con un tavolo basso rotondo in mezzo e io per un'ora o anche due giravo attorno a questo tavolo ininterrottamente mentre i dischi andavano. Non chiedetemi perché lo facevo, ma era un po' tipo la danza dei dervisci, sapete. Dopo un po' perdevo il senso di locazione e di temporalità e viaggiavo per qualche universo sconosciuto insieme alla musica, camminando intorno al grande tavolo rotondo. Oggi mi stendo sul divano e spesso e volentieri dopo un quarto d'ora di musica parto per il mondo dei sogni. Anche quello è un gran bell'universo socnosciuto in cui viaggiare.

Con il mio primo stipendio - mi è venuto a galla anche questo - dopo il mio primo mese di lavoro - lavoro? - l'unico sfizio che mi tolsi fu quello di comprarmi una cassettina, da una bancherella davanti alla Stazione Centrale di Milano. Anzi due cassettine: il primo dei Dire Straits e quello di Mike Oldfield dove c'era la canzone Moonlight Shadow. Mi piaceva tanto quella canzone, allora un tormentone, mentre non mi è mai piaciuto Mike Oldfield. Due cassettine "tarocche" pagate forse mille lire ciascuna, ma allora spendevo di affitto 50mila lie al mese.I dischi infatti li avevo a casa mia a Chiavari e qui a Milano dovevo in qualche modo riempire i buchi.

Sono bei tempi questi del primo decennio del terzo millennio per ascoltare musica. Siamo in un'era che contiene passato presente e futuro. Ieri sera a Milano c'erano i Mumford & Sons (non ci sono andato, ma ci è andata mia figlia e le sono piaciuti un sacco), giovani esponenti dell'ultima leva musicale. Domani sera ci sarà Patti Smith (ci vado, ovvio) e settimana prossima gli Eels (ci vado pure), della generazione di mezzo - diciamo - tra la Smith e i Mumford. E' un bel periodo per la musica, ci sta dentro tutto e ci sono occasioni e possibilità per tutti. Le cose accadono. Its all happening, come diceva Penny Lane di Almost Famous.

Negli ultimi giorni ho fatto amicizia con due dischi nuovi bellissimi. Quello di Mavis Staples, You're not Alone, prodotto dal grande Jeff Tweedy, e il nuovo di Robert Plant, prodotto dall'altrettanto grande Buddy Miller. Quello della Staples è la dimostrazione che senza musica gospel non ci sarebbe il rock'n'roll. Quello di Plant, è sicuramente il miglior gruppo di canzoni incise da un membro dei Led Zeppelin dai tempi di Led Zeppelin IV.

Poi mi getterò sui Grinderman, a meno che non sia il grinderman a gettarsi su di me e farmi a pezzi. Ma l'avete visto il video nuovo dei Grinderman di Nick Cave? Ha!

Nel frattempo mi godo le cinque nuove canzoni di The Tallest Man on Earth, un piccolo ep - Sometimes The Blues is just a Passing Bird - di cinque pezzi facili, ma cinque pezzi meravigliosi. Il ragazzo diventa sempre più bravo e - udite udite - per la prima volta suona anche una chitarra elettrica. Che meraviglia

It's all happening, happy trails.

11 comments:

chiara said...

It's happening, indeed, there's clearly something's going on... Nemmeno io credo ci sia da lamentarsi.

Bello che giravi intorno al tavolo ascoltando musica. Io correvo in tondo perfetto dentro una stanza: in mezzo c'era il mangianastri 45 giri colorato... e correvo correvo... forse alla base di quella nostra perversione concentrica musicale, c'è l'origine della nostra affinità amiciziosa eterna. Who knows...

Fausto Leali said...

"la dimostrazione che senza musica gospel non ci sarebbe il rock'n'roll": basterebbe vedere la faccia di Jeff Tweedy nel video per capire quant'é vera questa cosa.

Patti Smith & Eels? Beato te che riesci a non perderti queste occasioni...
I Grinderman, invece, per me sono troppo faticosi, ma son quelle cose che non si possono dire.. é poi un problema mio, che amo Nick Cave in altre forme ed altre vesti più intimiste...

have you some

Fausto Leali said...

have you some che? mi sono perso qualche cosa...
vabbé, buona muisca, insomma, my friend

Paolo Vites said...

chiara, probabilmente eravamo solo due mentecatti che giravano in tondo intorno a un tavolo, ma si sa, i mentecatti nella vita si incontrano sempre :-)

Anonymous said...

Grande, grandissimo film "Five Easy Peaces", la natura umana che si ribella, la solitudine che ne deriva.
Un Jack da urlo.
Una colonna sonora tra country e musica classica da straurlo.

Francesca

Anonymous said...

Ops...pieces...

Anche se la pace è sempre auspicabile.

Francesca

hazel said...

Yes ,anch'io adoravo quel Nicholson ma grande pure era la canzone omonimadei primi Green on Red

hazel said...

Yes ,anch'io adoravo quel Nicholson ma grande pure era la canzone omonima dei primi Green on Red

ciocco72 said...

eels e grinderman(occhio MORDE!) ci saro'.
Tallest argh il suo tour con l'italia 'ritagliata' !!!

silvano said...

Tre mentecatti, anche se io invece di girare andavo avanti e indietro (inquietante anche questo).
Passava gran musica allora e passa gran musica adesso, in fondo basta una chitarra e il talento.

Paolo Bassotti said...

Coincidenze (ma nemmeno tanto): sono tornato sul tuo blog proprio mentre ascoltavo un pezzo del nuovo EP dell'uomo più alto del mondo. Un pezzo che tra l'altro si può scaricare legalmente qui: http://pitchfork.com/reviews/albums/14639-sometimes-the-blues-is-just-a-passing-bird-ep/

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