Wednesday, January 05, 2011

Inno a gennaio

Ci dimentichiamo a volte di quale sia il motivo per cui amiamo così tanto la musica. A guardare le recensioni sulle riviste musicali, poi, viene la depressione, con le stelline, i voti da uno a centomilamilioni… Come si fa a dare il voto all'emozione, al sentimento? Oh oggi mi sono innamorato da tre stelline, alla mia ragazza darei un bel quattro. Bah. Ci dimentichiamo soprattutto di ascoltare veramente la musica in cui ci imbattiamo. Anzi, rifiutiamo di imbatterci, casualmente, come succedeva ai bei tempi delle radio, quando giravi il manopolone da un canale all'altro alla ricerca del "suono" poi ti bloccavi come se avessi avuto un infarto: eccola, la canzone che spacca, che spacca il mio cuore. Ogni tanto succede ancora. Bisogna imbattersi nella musica, così come ci si imbatte in un volto per la strada. Lasciarsi fissare da uno sguardo, perché solo nello sguardo di un altro siamo in grado di scorgere noi stessi. Le canzoni sono la stessa cosa, sono lo sguardo di un altro che ti fissa, per tre o quattro minuti. Che sia una canzone, un album intero, un concerto. Succede e mi rendo conto - con sollievo - di non essere il perfetto "music lover" perché altre volte, spesso, mi dimentico di ascoltare come dovrei, e cioè con il cuore. Anzi, il Cuore. E non con la testa e basta.

Stamattina ero in metro, mezzo addormentato, infreddolito, infastidito. Ed ecco una di quelle epifanie (eh, sì ho usato la parola epifania perché domani è l'Epifania, non la befana, come a Natale si festeggia Gesù Bambino e non Babbo Natale). Ieri sera avevo sparato sull'iPod il nuovo disco dei Decemberists e ascoltato già un paio di volte, in nottata. Lo aspettavo con ansia, sono una delle migliori new band degli ultimi anni. The Hazards of Love ad esempio è un disco bellissimo, sorta di concept album tra folk anglo sassone anni 70 e pop alla Beach Boys (quelli colti, non quelli di Surfin' Usa).E lui, il frontman, Colin Meloy, è una voce pazzesca, che spacca, E scrive testi bellissimi. Così l'ho ascoltato e non mi ha attizzato granché, il nuovo The King is Dead. Troppo "americana", troppo Neil Young à la Harvest, echi di The Band, insomma roba sentita e risentita, ci metto anche gli Avett Brothers. Ma stamattina la mascella mi è caduta alle caviglie, sul vagone della linea gialla fermate Zara - Cordusio. Due canzoni che spaccano il cuore del vostro incallito bastardo qui presente. January Hymn, perfetta come timing, visto che siamo a gennaio e se lui il protagonista della canzone va a spalare la neve, io scanso lo smog ma il sentimento è comune, di gioiosa accettazione. January Hymn può farlo, può portare alla gioiosa accettazione. Solo chitarra acustica deliziosamente strumming, quella voce che spacca e un coro gentile in sottofondo.

E poi This Is Why We Fight, la canzone che Morrissey non riesce più a scrivere da quando gli Smith si sono sciolti. A quel punto la mascella rotolava giù dalle scale mobili della stazione Cordusio mentre io cercavo di salire come un salmone controcorrente, cioè dalla scala sbagliata. Tanto può la musica. E il resto del disco? Stanotte lo riascolterò una dozzina di volte, devo essermi perso qualcosa, sicuramente è un grande disco. Non come The Hazards of Love ma insomma. Lo ascolterò mentre aspetto che una strega venga a farmi visita. Perché io non credo alla Befana, ma credo alle streghe.

12 comments:

chiara said...

Lasciarsi fissare da uno sguardo, perché solo nello sguardo di un altro siamo in grado di scorgere noi stessi. Fucking brilliant post Paolo!

PS a witch? BUUUUUURN HER!!!!!

chiara said...

Dimenticatti le "...."

Eccole rimedio subito: """"""" """"""" """"""" """"""" """"""" """"""" """"""" """"""" """"""" """"""" """"""" """"""" """"""" """"""" """""""

Paolo Vites said...

due blody mary dopo posso dire che c'è un altro grande pezzo almeno ma forse di più, e si intitola June Hymn, ma lo ascolterò ancora solo a giugno

drink a witch!!!

kaapi carla said...

Caro Vites,
dovresti aprire un negozio come quello qui nella foto (che sballo)non so dove.
Ma comunque, le tue recensioni sono irresistibili incitazioni, più o meno innocenti, all'acquisto... e c'è tutto un paesaggio in dissolvenza nello spazio fra incitazione /pura ispirazione (dentro all'irresistibile).
E, non sto a dilungarmi,come al solito........................................
:-)

hazel said...

Ansioso di ascoltarlo.Hazards of love era un gran bel disco,ma sono impazzito per loro tramite la versione di "Crane Wife 3" della Faithfull.

SigurRos82 said...

Io invece ho i gusti al contrario, schifo Hazards, mi piaciucchia Crane Wife e ADORO i primi tre. Questo qui...sono sincera, il post di Vites mi ha acceso nuovamente un moto di affetto nei confronti di Meloy & soci ;), ma The King Is Dead è troppo simile ad altre mille cose che escono oggi e che sono già uscite. Ha belle canzoni, certo, ma io non voglio i Decemberists che fanno l'Americana, voglio i Decemberists che fanno i Decemberists. Sigh ;)

Fausto Leali said...

"Lasciarsi fissare da uno sguardo, perché solo nello sguardo di un altro siamo in grado di scorgere noi stessi"
O, in altre parole, perdere noi stessi per l'altro che ci sta davanti.
Per amore.
Buon anno, Polo

DiamondDog said...

certo che i decemberists che scrivono january hymn fa molto calendario
:-)
a parte le "freddure" per me resta una band ancora da decifrare ma il tuo post è sicuramente un invito ad ascoltarli con maggiore profondità

Anonymous said...

Bellissime le foto di Elvis e Sophia!
Lessi del loro incontro su "The last train to Memphis" (Guralnick), gran bella biografia, a mio avviso.

Francesca

Paolo Vites said...

bella sì, feci pure la correzione di tutta la traduzione in italiano :-)

Anonymous said...

Davvero????!!!!
Non lo sapevo, giurin giuretta!

Francesca

wilma said...

il cuore. troppo poco ascoltato. e non solo quando batte inseguendo le emozioni di una canzone.
a me the king is dead piace. non so descriverlo con la testa, mi piace e basta. adesso mi piace, magari fra qualche giorno di meno. e mi piace anche per questo.
fai bene a credere alle streghe.

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