Saturday, May 15, 2010

Purple Rain

Now I'm stuck in New York
And the rain's coming down
I don't feel like we'll go anywhere
Stuck in New York
And the rain's coming down
Still in line for the vanity fair

(Little Faith, The National)

You must be somewhere in London
You must be lovin' the life in the rain

(England, The National)

Ai tipi dei National deve piacere la pioggia. Che è anche una delle metafore più usate da Bob Dylan nelle sue canzoni. Che come sanno tutti, è un riferimento shakespeariano preciso, che la usava il Guglielmo S. prima che arrivassero i rocker. Pioggia sta per "amore". O anche "cuore". Per Dylan e Shakespeare. Per i National non lo so, ma so che High Violet è il disco perfetto da ascoltare quando piove, così uggioso e atmosferico, così malinconico (c'è anche una canzone che si chiama Sorrow, fate un po' voi...) che sa di grandi metropoli puzzolenti di smog appena un po' portato via dalla pioggia - appunto.

New York, Inghilterra. E' un disco internazionale, anche. Passando per il Bloodbuzz Ohio. E' un disco dal titolo perfetto, High Violet, perché ancora prima di memorizzarlo e mentre già lo ascoltavo, le canzoni di questo cd mi facevano pensare a certe stanze fiocamente illuminate al neon di qualche colore assurdo, tipo il violetto. E' un disco che sa di conversazioni notturne tra gente che si sta lasciando per sempre, mentre fuori piove. Piove pioggia rosso porpora. E' un disco che fa venire in mente i Velvet Underground (lo straordinario crescendo chitarristico, fatto di un accordo solo, di Terrible Love) e i Joy Division (quel cantato tutto uguale a se stesso, appena retto da una impercettibile linea melodica, di pezzi come Sorrow). A volte sembra di sentire i Depeche Mode, quelli degli ultimi dischi. Afraid of Everyone, ho paura di tutti: è un disco di confessioni coraggiose, pure. E' un gran disco, che conquista piano piano, si insinua e poi ti ha catturato. Come quando fuori piove e tu esci lo stesso, controvoglia, ma ti lasci prendere dalla pioggia. Dal cuore.
(E la conclusiva Vanderlyle Crybaby Geeks, insieme a I and Love and You degli Avett Bros, è sicuramente la più bella canzone dell'anno.. ma che dico, questo 2010 è appena a metà).



File under: un altro grande disco di un grande 2010

8 comments:

silvano said...

Posso dire buon 18° scudetto?
sìììììììììììììììììì!

Anonymous said...

Grande disco

Firmina Bia said...

"E' un disco che sa di conversazioni notturne tra gente che si sta lasciando per sempre, mentre fuori piove...."
VALE CENTO SCUDETTI MENTOR

ciocco72 said...

non mi ha entusiasmato come gli altri a dire il vero... magari l'attesa era troppa.

Paolo Bassotti said...

Ho scoperto i National con Alligator (mi pare d'averti già raccontato di un loro vecchio concerto romano, con gente a malapena sufficiente a riempire la prima fila sotto il palco)e Boxer non mi era piaciuto come il suo predecessore. Sono molto curioso di sentire il nuovo High Violet, le premesse sono buonissime. E la mia fiducia se la meriteranno sempre, per come furono straordinari quella notte al vecchio Black Out, suonando per noi quattro gatti come se fossimo stati una folla.

Paolo Vites said...

belin che invidia. mi domando se vennero anche a milano. che anno era esattamente? il primo dicembre mi sa che andrò a vederli a londra visto che l'italia la bypassano

Paolo Bassotti said...

Probabilmente era il 2005 (ma c'è pure una possibilità che fosse il 2006, "questa mia memoria è labile"). Tra l'altro li rividi pure in Spagna nel 2008, ma essendo l'ultima data di un lungo tour erano visibilmente stanchi. Penso che valgano proprio un viaggio a Londra...

Paolo Bassotti said...

...e nel frattempo High Violet è entrato al terzo posto della classifica americana!

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