Friday, June 11, 2010

Mr Bojangles

Behind every beautiful thing there’s been some kind of pain

Le mani. Gli occhi e le mani. La voce, naturalmente. E le mani. La voce, l'armonica soffiata con disprezzo, perché troppa è l'urgenza del canto - apocalittico, iracondo, dantesco. Ma le mani. Il cantante senza la chitarra, che fa da scudo tra la sua persona e il pubbliico là davanti. Il cantante senza la chitarra è nudo. Deve difendersi: dal pubblico, dalla canzone, dai demoni che infestano quel palco quella sera in quella città. Si difende con le mani. "Dissi a Bob, Bob usa di più le tue mani" racconta Patti Smith. "Quando eri giovane, negli anni Sessanta, osservavo le tue mani incantata, le tue mani che usavi lasciando la chitarra. Usa le tue mani Bob". Patti si riferiva a quelle immagini dal film Eat the Document, adesso conosciute da tutti, quando durante il tour inglese del 1966 Dylan non conteneva se stesso. La musica lo traforava e debordava e allora lui usava le mani. Portandole alla bocca come un megafono per urlare, se possibile. di più. Questo era il 1966, ed è quasi 45 anni fa. Poi era il 1975, ed è 35 anni fa. Ma oggi è il 2010, ed è adesso. Le mani.


Bob Dylan - Isis (Live 1975)

Stephen | MySpace Video



La canzone del 1975 era Isis, la violenza davanti all'amore che non riusciamo a possedere. La canzone del 2010 è Not Dark Yet, non è ancora buio, ma quasi. Allora aveva 34 anni, adesso ne ha 69. Allora era giovane, adesso è anziano. Ma le mani. Eccole, le mani. Adesso che la chitarra non la può più usare perché le mani fanno male. Le ha sacrificate, le mani, per la musica, la buona musica. E l'armonica. Si dondola dolcemente al tempo della musica malinconica, l'anziano cantante. Adesso lui è diventato Mr Bojangles, il ballerino di colore che danza, danza per il giovane e per il vecchio, per la ragazza e la madre abbandonata, per il santo e il peccatore. Mr Bojangles. E' di nuovo nudo senza la chitarra, ma adesso non ha bisogno di farsi scudo, di difendersi. E le mani ballano anch'esse dolcemente al tempo della musica che è mestizia, che è dolore, ma che è pace. Perché dietro a ogni cosa bella c'è un po' di dolore. La guerra è finita. La corsa, quasi. Non è ancora buio, ma ci siamo vicini. La bellezza cammina sul filo del rasoio, e questo signore l'ha già fatta sua. Quel giorno è vicino, ormai. L'amore gli verrà incontro sorridendo, perché nessuno lo possiederà più. L'amore è tutto in tutti, adesso, e il poeta lo sa. Mr Bojangles.




Ma il poeta va anche in bicicletta, ogni tanto. Non centra niente, ma va bene lo stesso, a questo punto.

http://www.cas.sk/minigallery/196588?foto=0

8 comments:

kaapi carla said...

Ho letto tutto d'un fiato. .
Sto piangendo, ed anche sorrido insieme, ma...te lo dico lo stesso!

:-)
kc

lillo said...

io non sono riuscito a vedere il secondo video. questi della sony si son messi pesanti ultimamente...

Paolo Vites said...

fuck the sony

laura said...

le mani
le mani sono state il particolare che più mi ha colpito di patti a cremona, a settembre

l'armonica
il suo respiro nell'armonica
quando ho sentito dylan soffiare nell'armonica, mii sono detta 'mio dio, condivido la stessa aria che soffia dentro l'armonia di dylan'

per entrambi, not dark yet. ed è già un regalo che illuminino ancora la nostra vita con la loro vita, spendendosi, ancora, per noi. e profondendo brividi a piene mani.

questo giro lo salto, purtroppo
ma darei qualunque cosa per vedere quelle mani
e respirare quell'aria.

grazie.

Paolo Bassotti said...

Quando ho visto un post su Dylan ho pensato "ora gli posto il link alle foto in bici", ma a fine articolo mi sono accorto che già l'avevi trovato da te!
Pure io salto questo tour italiano di Bob. Questa volta poi, tra un passaggio in Italia e l'altro, abbiamo avuto due meraviglie, quali l'esibizione alla Casa Bianca e Do Re Mi con Ry Cooder e V.D.Parks. Due dimostrazioni del fatto che, se solo volesse, a quasi settant'anni Bob potrebbe regalare un concerto di devastante bellezza, ai livelli dei giorni al mercurio e di quelli con la Rolling Thunder. E invece i suoi concerti attuali, per quanto talvolta contengano dei momenti rivelatori, sorprendenti e bellissimi, in larga parte sono molto frustranti.

kaapi carla said...

Io non so se ora i suoi concerti siano frustranti, probailmente sono stati sono e saranno sempre sorprendenti. Le sorprese, a volte, ci fannno un po' stranire,indispettire. Come gli specchi? :-)

Al suo concerto a Milano dell'anno scorso, ho sentito un po' di gelo, un'atmosfera un po' freddina, e mi sono chiesta: "Sono i io a non "sentire" (nel senso di feeling), cos'ho? oppure è lui, son loro, così distaccati? "
Ma che stupore, quel distacco...!
E sono tornata a casa con un altro regalo, comunque. Commossa.

E, lasciatemelo dire, Bobby che va in bici compensa la frustrazione, almeno in parte, no? (oltretutto va su una bici moooolto simie alla mia...) e c'hs proprio un bel significato in sè con la corrispondenza allo spazio a cui Paolo sensibilmente allude e richiama... Centra e c'entra!

Sorry, per il commento lungo...
:-)

Firmina Bia said...

I love you.

Anonymous said...

il tempo passa su di noi, sempre un'emozione un suo sorriso

Can't help falling in love with you

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