Wednesday, June 02, 2010

A streetcar named Desire

"There's no facet, no aspect, no moment of life that can't be improved with pizza"
(Daria Morgendorffer)


C'è un murale enorme, vicino al mio ufficio. C'è su il faccione enorme, sdoppiato di Elvis Presley. Mi domando cosa ci faccia il re del rock'n'roll, l'icona pop di Andy Warhol a pochi metri da uno dei tesori più emozionanti dell'architettura religiosa milanese, che poi è proprio di fronte agli unici resti della Roma imperiale. Probabilmente si sta chiedendo anche lui, Elvis, cosa ci faccia lì sopra, sopra alle facce beote dei milanesi da happy hour che manco alzano lo sguardo e manco si sono accorti di lui. Comunque.

C'è un vento del cambiamento che spazza via il cielo di Milano stamattina, e spazza le stradine oggi deserte per festività del centro mentre passo per la piazza più bella di questa città sporca, davanti a una madonnina sul muro d'angolo del mio bar da colazione che a differenza dell'Elvis gigantesco è tutta scolorita e abbandonata. C'è un oroscopo che dice che un cambiamento drammatico senza possibilità di errore sta arrivando. E' tutta la vita che lo aspetto, il vento sta cambiando. In quella piazza ci furono miracoli un tempo, quando ancora i miracoli accadevano.

C'è una ragazza triste oggi da qualche parte, e ce ne è un'altra che balla da sola davanti a un muro in rovina sui pochi metri di prato disponibile. "Sono brutta oggi" dice la ragazza triste. Non è possibile essere brutte. C'è l'amore che non esiste più e mai è esistito, e c'è l'amore a cui darsi perché da soli non si può stare. C'è chi desidera l'impossibile e fa bene a desiderarlo e ci sono lacrime su questa lettera che scrivo. La persona che ami e quella che ti ama non saranno mai la stessa persona, è ovvio.



C'è un'amica che mi manda una foto di un cielo di una bellezza impossibile da qualche parte sopra un lago vicino, un cielo impossibile come il desiderio che abbiamo. E ci troviamo d'accordo che il paradiso è già cominciato, adesso. Possiamo dirlo, perché siamo stati all'inferno e ne siamo tornati. E lasciatecelo dire, fu bellissimo.

C'è una canzone fissa sul mio i-pod da giorni ormai. E c'è una chiesa nel Texas dove questa rock'n'roll band la sta suonando. Sopra di loro una croce enorme. C'è un verso con cui inizia questa canzone, e mai canzone cominciò in modo più adeguato e perfetto: "I’m fixing a drink in the morning with the wavy jar".



(Special thanx to Bob Dylan, Louis Borges, Chuck Palahniuk e il cielo sopra Milano)

Post scriptum: ieri notte quando ho biascicato queste cose e soprattutto il titolo del post, non sapevo che uno dei miei songwriter preferiti ha un disco nuovo in uscita. In cui c'è questa canzone. Di cui c'è già il videoclip. Coincidenze? I don't think so. We believe in magic, ya know.

7 comments:

Luca said...

Post così mi deviano il corso della giornata.

Paolo Vites said...

attento a non deviare sul muro più vicino :-)

per fortuna gli streetcar hanno le rotaie e non escono mai dal percorso (più o meno....)

chiara said...

... e c'è un uomo che sorseggia un bloody mary, in cotroluce dentro un piccolo sushi bar. Ha la testa distratta e le parole attorcigliate dentro una zuppa di miso. Le cercherà, tutte. Tra un pezzetto di tofu e l'altro.

Maurizio Pratelli said...

a domani sera, amico. spero che il lago di cui parli sia lo stesso che ieri ancora mi incantava.
E quella sporca Milano di cui parli, la mia Milano, ha ancora un suo perchè.
ps
abemus benitez? mah....

kaapi carla said...

Hei,

ci sono tutti i crismi, qui, per un pellegrinaggio urbano.

Tra l'altro,con ruote o senza, io ci passo sempre da quelle parti (ho avuto lo studio per 25 anni, ho lavorato in una scuola in via S.Marta, e via dicendo altre indeterminate escursioni) ed ora osserverò/ascolterò anche con lo sguardo/voce blues di questo post...

:-)

Il Grillo Cantante said...

cmq paolo, di la verità, quella foto del bar... è scattata a temple bar vero? io ne ho una mooooolto simile fatta proprio li.

thanx 4 this post
ciao

laura said...

it's not dark yet

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