Thursday, December 03, 2009

Best of Decade 2000-2009: dal numero sedici al venti

Gennaio 2000-novembre 2009: i cinquanta dischi degli anni Zero
(esclusi live, ristampe, antologie, tributi e colonne sonore)

Spiritual guidance: Claudio Magnani
Musical advisors: Rossana Savino, Diana Pizzuto

16. Xavier Rudd, Solace, 2004
Biondo, surfista, australiano. Alterna la chitarra slide suonata come se fosse Ben Harper al didgeridoo degli aborigini. Il mix è affascinante: canzone d’autore globale, tra ricordi di California anni 70 e l’alba del mondo. Oceanico.

17. The Tallest Man on Earth, Shallow Grave, 2008
L’uomo più alto del mondo è svedese, ma suona come un folksinger del Greenwich Village degli anni 60. Ma a differenza di allora, le sue canzoni non hanno niente di ottimista e invece sprigionano tutta l’angoscia del Terzo Millennio. Profondo.

18. Jakob Dylan, Seeing Things, 2007
Figlio di cotanto padre, si lascia alle spalle le tentazioni pop della sua band, i bravi Wallflowers, per affidarsi a voce e chitarra acustica. Lo accompagna lo stregone dei produttori, Rick Rubin. Intenso.

19. Lambchop, Nixon, 2000
“Nashville most fucked up country band”: come mettere insieme il Philly sound dei 70s e le suggestioni da alternative country. Musica schizoide, ovviamente, ma ricca di fascino. L’alternativa dell’alternativa.

20. Ryan Adams, Heartbreaker, 2000
Avesse continuato a fare dischi di questo livello (esordio solista dopo la felice avventura dei Wiskeytown) avrebbe potuto diventare il miglior songwriter della sua generazione. Invece si è bruciato il cervello. O esaurito ogni talento. Peccato.

9 comments:

Gattosecco said...

Xavier Rudd l'ho visto dal vivo. E' davvero bravissimo. Meriterebbe un riscontro di pubblico maggiore. Dei Lambchop non conosco questo album. Ma ho potuto apprezzare Damaged che è intriso di un'atmosfera "notturna" da brividi. Ryan Adams è pesantuccio, ma in effetti non ho neanche questo album. Jakob Dylan solista è davvero un bel sentire.

(Ars Longa Vita Brevis, davvero. Morirò, magari anche vecchio, e non sarò riuscito ad ascoltare tutto quello che mi incuriosisce...ci vorrebbe più tempo...)

Paolo Vites said...

massima invidia per te che hai visto xavier rudd

Maurizio Pratelli said...

jakob pensavo lo tenessi più alto, dei lambchop ho preferito dischi successivi. E comunque nei primi venti io gli eels li avrei messi. no?

laura said...

io invece aspetto ancora bingham...:-)

ciocco72 said...

Xavier Rudd non lo conosco ma solo dalla foto che hai messo e' il mio nuovo eroe!!! :-D
Jakob e Lambchop li ho trovati ovvio il primo e troppo lontano da me il secondo.
Ryan non si discute di suo avrei messo anche cold roses ma so cosa ne pensi :-P

Paolo Bassotti said...

Nixon dei Lambchop è un album bellissimo. Lo collego a ricordi tanto lontani che non mi sembra di questa decade, ma di un paio di millenni fa.

Ryan Adams forse è impazzito, ma il suo difetto principale è di pubblicare troppi album. Dentro di essi qualcosa di buono, a volte di straordinario, si trova sempre. Penso ad esempio a Nightbirds, canzone indimenticabile, nascosta in un disco noioso come "29".

Skywalkerboh said...

Condivido pienamente il tuo giudizio su Jakob a Adams.
Gli altri tre praticamente non li conosco, ma mi hai stimolato, grrrrrrrrrrr... devo provvedere quanto prima

Luca da SS

HEARTBREAKER said...

Come si fà a discutere Ryan :-p

MAtt

Francesco said...

Mi permetto di lodare l'inserimento di Xavier Rudd nella classifica che guardo per la prima volta soltanto ora..vorrei aggiungere che vederlo dal vivo è stata un'esperienza molto particolare, direi atavica. Quel giorno aprì il concerto di Ben Harper...mai fino ad allora avevo visto tanto affetto conquistato da una opening band qui da noi praticamente sconosciuta, è questo la dice lunga su quella magnifica serata. Alla fine ci fu un ovazione per lui. Bellissimo.

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