Friday, January 04, 2008

Il combattente di strada

Sul numero di JAM in edicola in questi giorni troverete un articolo, a cura del sottoscritto, che ha per tema il quarantennale del 1968 visto attraverso la musica rock: "68, tra rock e rivoluzione". Una piccola punta di iceberg per un argomento vastissimo, spero possa piacervi.

La cosa che mi ha colpito di più, mentre lavoravo al pezzo, è stato vedere come - oltre al fatto che ancora una volta la musica rock è stato lo specchio più puntuale, onesto e affascinante di ciò che accadeva nel mondo - di un anno passato alla storia come quello della "gioiosa rivoluzione" o qualcosa di simile, i musicisti rock cantarono invece la grande paura, i dubbi, le angosce, le violenze di uno scontro tra generazioni che stava sì cambiando il mondo, ma che non prometteva niente di buono: "Hey! said my name is called disturbance, I'll shout and scream, I'll kill the king,I'll rail at all his servants, Well, what can a poor boy do, Except to sing for a rock n roll band cause in sleepy London town, Theres no place for a street fighting man" cantavano gli Stones in uno dei loro massimi esempi di canzone rock.
Ecco il video di un brano che ancora oggi fa paura:

Ancora meglio, gli Stones si mettevano in discussione nell'epocale Sympathy For The Devil (no, non una canzone demoniaca, sciocchini... ma una coraggiosa autodenuncia che il punto di partenza di tutti i mali siamo noi, gli uomini, capaci di uccidere "Gesù Cristo, lo zar e i Kennedy(s)"). Già. Perché quando Mick e Keith cominciarono a scrivere questo pezzo, di Kennedy morto c'era solo John; quando lo finirono, era stato ucciso anche il fratello Robert, e dovettero aggiungere il plurale alla parola "Kennedy".
L'allucinante film di Jean Luc Godard mostra tutto il tentativo del '68 di applicare l'ideologia alla forma d'arte, ed ecco il trailer del leggendario "Sympathy For The Devil", conosciuto anche come "One plus One":

E infine il '68 viene egregiamente catato anche dai Beatles, nella splendida "Revolution", che fa dire al più politicamente impegnato dei Fab4, "ragazzi, se volete la distruzione, io non ci sto" ("You say you want a revolution, Well, you know, We all want to change the world, You tell me that it's evolution, Well, you know, We all want to change the world, But when you talk about destruction, Don't you know that you can count me out")

Formidabile quell'anno, musicalmente parlando...

2 comments:

Anonymous said...

Davvero un bel post, Paolo...

Ancora oggi non si spengono gli echi della Musica che affronta tematiche toste, come queste.... anche se in giro soprattutto MTV e RDS propinano musicaccia piatta, che non dice niente...
Il Diavolo, il Rock... così si tacciava chi cercava di smuovere le coscienze, e quindi era scomodo, e qualcuno ne aveva pagato le conseguenze di questo risveglio: Lennon...

Cultura e Riflessione sono state invise ai poteri forti...

Col cuore,

Luca www.myspace.com/luca_skywalker

Anonymous said...

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