Friday, January 25, 2008

Into the Music

È partito bene il 2008. Ovviamente per me si tratta per la maggior parte di ristampe, ma c'è un sacco di buona musica da recuperare, riscoprire e avvicinare per la prima volta che sta uscendo in questo periodo.

La prima sorpresa è il doppio live che riporta due esibizioni fino ad oggi inedite dei Flying Burrito Brothers all'Avalon Ballroom di San Francisco, risalenti al 1969.Il gruppo capitanato dai due ex Byrds Gram Parsons e Chris Hillman aveva da poco pubblicato lo straordinario disco di debutto della loro band, l'imperdibile The Gilded Palace of Sin, coraggioso viaggio a tempo di musica country nella rock babylon che era la Los Angeles del tempo - la "sin city", appunto - e questa testimonianza dal vivo documenta tutta la loro formidabile intuizione, quella di una "cosmic american music" che mettesse insieme George Jones e i Grateful Dead.
Il primo cd ha una qualità audio così così, il secondo è praticamente perfetto ed è una gioia sentire i due armonizzare vocalmente così bene anche dal vivo e sentire la steel guitar psichedelica di Sneaky Pete Kleinow sbizzarirsi a ruota libera.


Il secondo disco che cito non è una sorpresa, è da sempre fra i cinque più grandi dischi dal vivo di sempre, ma viene ristampato anch'esso con ottima masterizzazione e un brano in più, una seppur non imprenscindibile Brown Eyed Girl. Come dice orgogliosamente il sottotitolo in copertina di It's Too Late To Stop Now di Van Morrison fu registrato nell'"estate del 1973": ricordate il film Almost Famous? Si svolgeva proprio in quell'estate, probabilmente l'ultimo grande momento della storia del rock, Patti Smith e storie punk a parte. Van Morrison sarà fra pochi mesi qui a Milano; l'ho visto dal vivo un sacco di volte a cominciare dal 1991, ma a parte qualche momento, si è sempre trattato di performance svogliate e dimenticabili. Il Morrison di questo live è tutt'altra cosa: "listen to the lion", come diceva lui. Gigantesco e capace di terrorizzarti.


Chiudo citando anche un disco nuovo di pacca. Shelby Lynne, sorella della rocker Alison Moorer (settima moglie dell'infaticabile Steve Earle) è stata fin'ora circoscritta nel panorama del country-pop. Voce splendida, ma poche emozioni. Stupisce tutti adesso con un disco di una bellezza a tratti insostenibile: Just a Little Lovin' è una raccolta di canzoni incise ai tempi dalla bravissima Dusty Springfield, brani di grande musica pop, quella vera, venata di soul. Ci vuole qualcuno che sappia una cosa o due dell'esperienza del dolore per poterli interpretare, e Shelby (il padre prima di suicidarsi le uccise la madre, quando lei aveva soli 17 anni), di esperienza del dolore ne sa qualcosa. Ecco perché questo disco, prodotto in modo minimale, fatto di pause e di silenzi dell'anima, di note profonde di Fender Rhodes, basso e batteria, ha tutti i battiti del cuore e dell'anima. Il resto lo fa la sua voce, intensa e potente, dolce e malinconica. Soprattutto vera.

Cito ancora il nuovo Nick Cave, Dig!!! Lazarus Dig!!!: non imprenscindibile, ma una robusta cavalcata di garage rock piena di humour e dissacrazione, come da tempo l'australiano non faceva: "Alla fine, cosa ne sappiamo della morte, e chi in realtà se ne frega?". Impagabile Nick. Neanche il miracolo della resurrezione, di cui racconta il disco, è abbastanza, se perdi il significato di quello che ti è accaduto. Biblicamente, sarebbe come dire "che giova guadagnare il mondo se perdi te stesso?".

Keep rockin', alla prossima.

1 comment:

Spino said...

Non sapevo della ristampa del live di Van, interessante anche Shelby Lynne che non conosco... mi procuro qualcosa.

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