Sunday, March 23, 2008

I'm gonna DJ (fino alla fine del mondo)


Uno è diventato un autentico DJ, ed è la cosa che oggi, senza offesa, sa far meglio. Il suo programma radio Theme Time Radio Hour è un autentico pozzo senza fine di grande musica, arguto umorismo, profonde riflessioni, sagaci rivelazioni. Il doppio cd - che però non contiene i commenti che Bob Dylan fa appunto durante il programma - Theme Time Radio Hour with your Host Bob Dylan da poco uscito, rischia di passare alla cronaca come la Anthology Of American Folk Music del terzo millennio: 50 pezzi che viaggiano dagli anni 30 al 2005, da Memphis Minnie ai White Stripes. Cioè,come fare il DJ fino alla fine del mondo e ricordarci quello che lui stesso aveva scritto nella sua biografia, Chronicles: "il potere dello spirito: the ghost of Billy Lyons, rootin' the mountain down, standing 'round in East Cairo, Black Betty bam be lam".

Anche Michael Stipe e soci pensano a fare il DJ fino alla fine del mondo: "La morte è piuttosto definitiva, faccio collezione di vinili, farò il DJ alla fine del mondo", cantanto nella formidabile traccia conclusiva (I'm Gonna DJ) del loro nuovo, altrettanto formidabile disco, Accelerator.
Avevano fatto di tutto negli ultimi dieci e forse più anni per farci dimenticare che una volta i R.E.M. erano stati una grande rock'n'roll band. Persi in stupidità pseudo art, pseudo pop, fatte di plasticaccia buona per MTV, i R.E.M. forse non riuscivano a superare il trauma dell'abbandono del loro batterista storico Bill Berry, andatosene a fare il contadino nel 1997. Chissà. Certo è che negli anni 80 erano stati una gran band di garage rock: ancor prima che nascesse la nozione di alternative rock, loro ne erano già i leader. Ancora due dischi di formidabili melodie elettro/acustiche come Automatic for the People e Out of Time e poi più niente.

Fino a oggi. Perché Accelerator è un disco di grande, stravolgente, adrenalinico rock'n'roll. Solo loro sono capaci di creare un muro assordante di chitarre elettriche che spaccano in due condite con deliziose melodie vocali che riportano di schianto al miglior pop anni 60: come se Roger McGuinn avesse avuto come backing band i Ramones, o Brian Wilson i Nirvana. E' un disco straordinario, che incanta, che non puoi fare a meno di ascoltare dall'inizio alla fine, stordito, e poi ti alzi in piedi e gridi "Wow... ma questo è rock'n'roll". E che - era ora - dura solo 34 minuti, proprio come i vinili di questo DJ d'altri tempi, e basta con quei CD inutili riempiti fino all'ultimo megabyte disponibile, 70 e passa minuti fatti di sei canzoni accettabili e il resto scarti che una volta non sarebbero neanche stati pubblicati.
"Music will provide the light you cannot resist" canta Stipe, e i R.E.M. regalano quella luce di cui avevamo bisogno e che ci dice che sì, a volte il rock'n'roll non muore mai. Fino alla fine del mondo.

2 comments:

Anonymous said...

Anche secondo me i REM si erano persi... sentirli in questa veste più tosta è respirare aria pura!

Luca Skywalker

Anonymous said...

non ho ancora sentito l'album, il singolo xò mi è sembrato una boccata d'aria fresca, con quegli impasti vocali molto "murmur", mi ha fatto lo stesso effetto che mi ha fatto il primo ascolto di "radio nowhere", per capirci, mi comprerò il cd, ciao, marcello

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