Tuesday, March 11, 2008

Quel famoso impermeabile blu

“Ho visto il futuro del rock’n’roll e il suo nome non è Leonard Cohen”. Così, indicando un pacioso Jon Landau seduto nelle prime file, scherza l’unico autentico poeta della canzone d’autore, il 73enne Leonard Cohen appunto, durante il discorsetto di accettazione per il suo ingresso alla Rock’n’roll Hall Of Fame. Come dire: ma che ci azzecco io con il rock’n’roll? Nulla, da un punto di vista formalmente musicale; tantissimo, se si parla di attitudine.
Che la musica rock non è, come mi dice sempre mia figlia, basso-batteria-chitarra elettrica soltanto (quello è un clichè, infatti lei ascolta un gruppo che di rock ha solo i clichè, cioè i Tokio Hotel…). Come dico ormai da troppo tempo, una canzone rock è soprattutto apertura al mistero, e chi allora meglio dell’uomo che ha scritto brani che esaltano, indagano e attaccano il mistero, di una bellezza ineguagliabile, come Chelsea Hotel, Sisters Of Mercy, Tower Of Song e uno sfracello di altri? Che poi, dopo di lui, hanno fatto entrare nella Rock’n’roll Hall Of Fame anche Madonna, e dire che lei del rock’n’roll non ha manco i clichè…


Leonard Cohen torna a fare concerti dopo 15 anni di assenza dai palcoscenici. Questa è la notizia vera. In questo periodo ha vissuto lunghi periodi in un monastero buddista di clausura. Ho avuto la fortuna di vederlo quell’ultima volta, nel 1993, quando si esibì al Teatro Smeraldo di Milano. Fu una serata in cui trattenni a stento le lacrime, per l’intensità della bellezza della performance. Allora aveva poco meno di sessant’anni, ma già ci si chiedeva se a quell’età ha senso salire su di un palco. Figurarsi oggi che di anni ne ha 73. Non importa, che lui non è Mick Jagger (che comunque su di un palco ci sarà, ci scommetto, anche quando avrà 73 anni).
Elegantemente vestito di nero, in giacca e cravatta, introduceva ogni brano recitando la prima strofa a mo’ di poesia. Perché se a Bob Dylan vogliono dare il premio Nobel per la letteratura, a Cohen allora cosa dovrebbero dare? Lui che prima di incidere un disco già scriveva romanzi e raccolte di poesie, è il più brillante autore di versi che la storia della musica popolare ricordi. Accompagnato da una band raffinatissima, con brave coriste intorno, con giochi di luce che ricordavano un cielo stellato, ha incantato per tutta la sera fino a quando, completamente da solo abbracciandola quasi fosse stata una donna amata, ha eseguito alla chitarra acustica Suzanne. Roba da infarto.


Adesso suonerà in giro per l’Europa, in (pochi) teatri e in (molti) festival open air. Anche a Lucca (il 27 luglio), ma non credo che andrò a vederlo. Sembra che lui abbia scelto questi grandi spazi aperti per dare a quanta più gente possibile la possibilità di vederlo. Perché questa, sicuramente, sarà l’ultima volta che salirà su di un palco. The last chance, the last waltz. Ma vi assicuro: non si può vedere un concerto come il suo in una piazza tra uno stand di piadine e una pizzeria, in piedi ammassati come sardine.
Mi terrò i miei ricordi di quella sera di 15 anni fa e accenderò ancora una volta lo stereo. Ascolterò Famous Blue Raincot e sorridendo pieno di gratitudine gli rivolgerò le sue stesse parole: “Che posso dirti fratello mio, mio assassino, che cosa potrei dire? Credo che tu mi manchi, credo di averti perdonato, ma sono così felice che tu ti sia imbattuto nella mia strada”.

Qua c'è la cerimonia integrale dell'ingresso nella Hall of Fame, compreso il divertente discorsetto di presentazione di Lou Reed e poi il commovente discorso di Cohen. Dura in tutto dieci minuti, ma vale la pena guardarselo tutto.

5 comments:

claire said...

paolo..... per cohen, l'unico allo stesso livello di dylan come songwriter e poeta, ma con una voce spettacolare, vale la pena di andare fino in canada a sentirlo dal vivo... pazienza se suona in una piazza! like a bird on a wire, like a drunk in a midnight choir, i have tried in my way to be free.....

Paolo Vites said...

mah... magari mettono le sedie in piazza e allora si può fare.. altrimenti andiamo ad Atene che suona in un teatro...

claire said...

ok, andiamo ad atene. quando si parte?

Fausto Leali said...

great video .... thanx a lot

Anonymous said...

Scusate, una cosa che non c'entra niente con l'ottimo Leonard ma c'entra coi grandi del rock, ho appena saputo che il 12 giugno John Fogerty suonerà all'Alcatraz di Milano (fonte ticketone), grande notizia!! Penso sia x lui la prima volta in Italia, vediamoci là!! Un abbraccio, Marcello

Rockin' all the way down to Italy

Poteva essere una cantina da qualche parte tra Juarez (ma non era il giorno di Pasqua) e il Rio Grande. Il cortile interno di un vecchio edi...