Saturday, December 27, 2008

Settimane astrali

Ho lasciato l'ufficio l'anti vigilia di Natale con una copia del nuovo disco di Van Morrison, Astral Weeks Live at Hollywood Bowl, che uscirà a metà di febbraio 2009. E' la documentazione dei due concerti tenuti dall'irlandese lo scorso novembre per ricordare il quarantennale di uno dei dischi più affascinanti e misteriosi di tutti i tempi, Astral Weeks appunto.
Il risultato, tenuto conto che in vent'anni circa non sono mai riuscito a vedere un concerto di Morrison degno del suo nome - e ne ho visti tanti -, dell'età dell'artista e della difficoltà dell'esecuzione di un disco così particolare, è sopra ogni aspettativa. Formidabile. Da sottolineare - anche se non c'entra niente con Astral Weeks - uno dei due bis finali, una versione di Common One da brivido, degna di quel capolavoro assoluto che fu uno dei più grandi dischi di tutti i tempi, It's too late to stop now, da cui in questi giorni sto ascoltando a ripetizione un estratto di Astral Weeks lì presente, la pazzesca e mozzafiato esecuzione della bellissima Cyprus Avenue. Che termina appunto nell'urlo rauco e possente: "ITS TOO LATE TO STOP NOW!". Quando la musica faceva paura.
Così, affascinato da queste musiche, ho recuperato anche un bel dvd, Van Morrison a Montreux nel 1980, che presenta una sua performance di altissimo livello. In particolare una It Stoned Me a tempo accelerato davvero esaltante.

Tra un piatto di bollito e uno zampone, sto gustando anche il nuovo disco del sempre bravissimo Neal Casal, Roots and Wings ("le radici e le ali", come direbbero i Gang), uno che se il mondo girasse nel verso giusto invece di essere lui il chitarrista di quell'occasione mancata che risponde al nome di Ryan Adams, sarebbe questi il suo chitarrista. O forse manco quello, magari il roadie. Disco perlopiù acustico, suonato benissimo, pieno di canzoni dal fascino antico e suggestivo.

Infine, come contorno ci metto un Dylan ad altissimo tasso emozionale, il concerto del 19 novembre 2001, tenuto sulle macerie ancora fumanti delle Twin Towers, dove il cantautore rivendica il suo ruolo di voce di una città: "Quasi tutte le canzoni che ho suonato stasera sono state scritte in questa città. Non ho bisogno di altro per dire quanto è importante per me New York". Oltre una It aint me babe da pelle d'oca con assolo di armonica che non sembra finire mai e una fierissima Hard Rain sputata con disprezzo in faccia agli assassini, una Just like Tom Thumb's Blues che finisce con il pubblico del Madison Sqaure Garden in tripudio alle parole di "I'm goin' back to New York City, I do believe I have enooooough!".

Se non ci sentiamo ancora, tra una scossa di terremoto, una tempesta di vento e un freddo polare, buon fine di questo anno (solo adesso mi sono accorto che il 2008 era bisestile, si spiegano tante cose...) e miglior inizio di quello nuovo.

16 comments:

Max said...

Tantissimi Auguri per un meraviglioso 2009 ricco di soddisfazioni,serenità...e naturalmente tanta buona musica :)
E grazie per le bellissime storie che ci regali..

anna said...

3 gradi, un mare spaziale e un vento che pelava le orecchie, ieri ci siamo trovati come i pinguini sul pak, a goderci il sole che scendeva nell'acqua davanti al monte di Portofino e... abbiamo parlato del tuo libro! i fortunati liguri che l'hanno ricevuto...
buon 2009!!!

silvano said...

Ciao Paolo, approfitto per farti gli auguri, nei prossimi giorni mi concederò una vacanza, e quindi niente pc. Continuerò a postare perchè alcuni post li ho programmati ma non ci sarò per commentare e per leggere gli amici.
Grazie per i tuoi bei articoli e grazie per l'informazione della prossima uscita dell'album di VanTheMan. Bella informazione che ti mette in pace con la giornata.
ciao ed ancora auguri. silvano.

Maurizio Pratelli said...

Ti sei trattato bene, benissimo. Bella l'idea di Ryan roadie di Casal. Visto che io ho brindato a pandoro e dylan ora mi metto sulle tracce di van...

Anonymous said...

visto che avevo fatto solo un antipastino con Tupelo Honey..
maurizio

Firmina Bia said...

:-)

Firmina Bia said...
This comment has been removed by the author.
Anonymous said...

Casal non lo conosco ma fra poco lo conoscerò, Van lo adoro e ho visto anche dei grandi suoi concerti, l'ultimo al conservatorio di Milano un paio di anni fa dove ha fatto anche una grande verione di Baby blue del nostro, non vedo l'ora di sentire il live di Astral weeks, un abbraccio, marcello

ciocco72 said...

invidia al cubo...
Neal Casal e' un grande! C'e' anche un bel sito italiano :-P

buon 2009!

Anonymous said...

Ma non c'è la remota possibilità che ristampino anche la versione in studio di ASTRAL WEEKS?
Ciao a tutti

Anonymous said...

astral weeks è un album noioso ed inutile, se la gioca con desolation raw, arrivando secondo per un soffio

michele gennarini

lillo said...

noioso ed inutile?! astral weeks? desolation row? c'è musica per tutti i gusti, è vero, ma vorrei capire cosa è utile ed emozionante per michele, allora... solo per contestualizzare l'inutilità e la noiosità dei miei gusti musicali...

(anche se ammetto che ad astral weeks forse preferisco moondance, e a desolation row tombstone blues) ;-)

Anonymous said...

Asrtal Weeks lo posseggo: ascolto un po' tosto, ma quando entra fa bene all'animo...
desolation row è una poesia pura, che il faber cercò di tradurre in linguaggio italico!

p.s. Paolo: un mio precedente post è sparito!

Luca Skywalker

Anonymous said...

e comunque questo messaggio puzza... parlare male di DYLAN qui è premeditato...
chi tocca Dylan MUORE, provvedo io a eliminare il colpevole?

Luca Skywalker assolutamente di parte

Anonymous said...

io non c'entro luca

mmm... desolation raw sinceramente non so, desolation row è probabilmente il più grande esempio di canzone del novecento

FANTASTICO NON MI PERMETTE MANCO A ME DI SCRIVERE COMMENTI

Anonymous said...

ciao Paolo,
ho finito il 2008 rompendomi un ossicino del polso
e per un "vanatic" di vecchia data come me la notizia dell'astral weeks live è un toccasana -
concordo sulla debolezza degli ultimi concerti dal vivo -
in effetti l'ultimo bellissimo concerto dal vivo di van che ho visto risale al 1983
con un'indimenticabile summertime in england giocata a call and response con pee wee ellis e mark isham alla tromba - da allora in poi troppo spesso oversouling e soul searching fini a se stessi
buon 2009
da alexan wolf

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