Saturday, October 18, 2008

It happened 30 years ago

Un post di Blue Bottazzi sul suo blog (come chi è? be' c'è il link al suo blog nella colonna dei link e il post di cui dicevo è questo: http://bluebottazzibeat.blogspot.com/2008/10/happening-30-years-ago-1978.html) mi ha fatto venire in mente alcuni dischi, mai dimenticati in verità. Più che altro mi ha fatto venire in mente la prima volta che li ascoltai. Dischi usciti 30 - e dico 30 - anni fa. 1978. E visto che il 2008 si avvicina velocemente allo scadere, vale la pena spendere qualche riga. Anche perché è divertente osservare come cambiano i gusti negli anni.

Avevo 16 anni, scolasticamente parlando sarebbe stato il mio anno più disastroso. Quello che io volevo veramente era un nuovo disco di Bob Dylan: erano già passati due anni da Desire e non se ne vedeva l'ombra. Poi l'annuncio. Esce. Prima di riuscire a convincere i miei a darmi i soldi per comprarlo, potei ascoltarlo una sera alla radio. Allora c'erano le radio libere, e un dj poteva permettersi di passare per intero il nuovo disco di Bob Dylan. Credo fosse uan domenica sera. Stetti lì incollato alla radiolona (un reperto della II Guerra mondiale, con cui mia madre ascoltava Radio Londra...) e... rimasi deluso. Cavolo, ma non è come Desire. Accidenti, ma non suona l'armonica manco in un pezzo. E che diamine, le coriste? E un sax! Orrore! (odiavo i sassofoni allora, per me sinonimo di soft music da discoteca...). Dovevo ancora metabolizzare che Bob Dylan non fa mai due dischi musicalmente simili uno dopo l'altro (almeno fino a quando è uscito Modern Times, identico a Love and Theft...). Mesi dopo potei finalmente comprarlo, rimasi affascinato da quella foto di copertina, mi faceva venire in mente un film che poco tempo prima avevo visto al cinema e amato moltissimo, Taxi Driver. Era davvero una foto newyorchese, quella di Street Legal. Finì per piacermi, ma ci misi parecchio. Mi illuminò una recensione di Zambellini sul Mucchio Selvaggio, che lo definiva il tentativo di Dylan di stare dietro ai nuovi umori elettrici che arrivavano in quei giorni dalla Grande Mela, gli Springsteen e le Patti Smith, lui che era stato dieci anni prima o poco più l'anima elettrica di NYC. Aveva ragione.
Oggi, nell'edizione rimasterizzata uscita qualche anno fa, si apprezza uno dei più rigogliosi dischi di Dylan di sempre, un tuffo nelle acque nere dell'R&B e del soul.

Darkness on the edge of Town di Bruce Springsteen (anche se di lui sentivo parlare dai tempi di Born to Run) fu il primo disco del Boss che ebbi modo di ascoltare a fondo, e in tempo reale. Me lo imprestò un amico, per gli stessi motivi di cui prima. Non mi piacque neanche questo.Mi piaceva solo - e tantissimo - Prove it All Night: cavolo, non avevo mai sentito una batteria picchiare così duramente. Ero esterefatto. E poi quell'assolo di chitarra travolgente. Mi piaceva anche Badlands, soprattutto andavo fuori di testa per l'assolo di sax seguito a ruota da quello di chitarra. Allora il sax poteva anche essere uno strument rock... Il resto del disco mi annoiava, ma anche di questo mi piaceva la copertina, anche questo mi ricordava gente come De Niro e Al Pacino. Negli anni questo disco ha fatto un po' di sali e scendi: periodi in cui mi piaceva molto e periodi in cui lo detestavo. Oggi lo considero così così. Musicalmente, è rimasto troppo ancorato a quel periodo storico, è davvero late 70s... Ma contiene alcune delle canzoni più belle di Springsteen in assoluto, ad esempio Racing in the Streets.

Poi lei, il mio angelo custode dei 70s. Mentre Dylan era assente dai negozi, negli ultimi due anni avevo ascoltato a palla Horses e Radio Ethiopia di Patti Smith. Mi sembrava musica da pazzi, non ci capivo un cazzo, però era un bel sentire. Easter, uscito in questo 1978, fu una festa. Era tutto quello che Darkness - di quello che allora, per via di Because The Night scritta assieme, pensavo fosse il suo miglior amico - non era riuscito ad essere. Aveva la stessa batteria che picchiava da urlo, ma questo poi ti faceva schizzare dalla seggiola, anzi dal letto che era dove per lo più ascoltavo i dischi: Rock'n'Roll Nigger.. vuoi mettere? 25th Floor... eeeeh... Ghost dance.... Till Victory... This was and still is fuckin' great music. E la copertina era ed è sexy.

Quest'ultimo invece mi piacque subito,sin dal momento che misi piede nel mio negozietto di dischi di fiducia. C'era un ragazzo allora a Chiavari che era il sosia perfetto di Joey Ramone: identico. Siccome lui di soldi ne aveva, era quello che comprava di tutto,specie le ultime novità. Ero lì dentro a scartabellare tra i vinili - la mia occupazione preferita - che arriva lui. Il proprietario del negozio tira fuori immediatamente un vinile: "Guarda, appena uscito, l'ultima novità da Londra". Lo mette su e dalla prima nota del disco di esordio dei Dire Straits flippai. Il Joey Ramone di Chiavari lo comprò al volo e io rimasi lì, ma ebbi modo di procurarmelo. Ho amato ogni singola nota di quel disco, ogni singola canzone e ancora adesso lo amo senza riserve. Totalmente out of time: quella voce dylaniana, quelle melodie che sapevano così di pioggia di Londra e allo stesso tempo di sole dell'Arizona. Blues e rock'n'roll (però la copertina non mi è mai piaciuta). Ci voleva un bel coraggio in piena era punk per esordire con un disco così, ma allora i discografici non erano dei cioccolatai. Avevano le palle.

14 comments:

Fausto Leali said...

Ma guarda un po', questi piacciono tutti anche a me...
Io con Street Legal sono stato un po' più fortunato di te perché i miei me l'hanno fato comprare subito.
La mia copia porta ancora scritto sulla copertina "premiato dai critici di ciao 2001".
Mamma mia, quanto tempo é passato...

Fausto Leali said...

..ah, dimenticavo, "Sultans of Swing" mi esalta ancora adesso...

Luigi said...

Potere della musica e dei ricordi.
I quattro dischi da te citati sono stati la mia bibbia di quel periodo ed oltre.
Non ti ho mai conosciuto di persona ,ma penso che se mai capitasse potremmo parlare per ore.
"The ties that bind" .....come diceva un vecchio amico comune.

Ragman said...

ah, there you go! allora ti piacciono i dire straits..

ps: e' impossibile riuscire ad ascoltare un disco di springsteen dall'inizio alla fine. BS e' live, e basta.

yours

Anonymous said...

4 begli album: penso che nel tempo del punk, questi siano gli album rock che ressero la baracca, anche se patti col punk ci flirtava....!

Luca Skywalker

Gattosecco said...

Senti che fulmine che sta per scendere eh? Non ho NESSUNO di questi album (non ce la faccio a seguire tutto, sono umano). Però una riflessione mi viene spontanea, perchè comune ad un pensiero avuto in questi giorni, quella delle Radio Libere... possibile non ci sia più nessuno che abbia voglia di rischiare un po', uscendo dalle solite scalette? Vabbè, qui si aprirebbe un dibattito infinito...

Paolo Vites said...

gatto, apriamo una radio libera online...

Maurizio Pratelli said...

Che gran disco... Rimasi incantato dalla prima nota. Ed ero a Chiavari

silvano said...

Accidenti, non fosse che scrivi meglio di me, lo avrei potuto scrivere io questo pezzo. Incredibile, mì è anche venuto il dubbio che tu mi abbia spiato, che magari eravamo amici al tempo e che hai cambiato identità e mi stai prendendo in giro.
Però Chiavari è un po' lontano da Verona. E a parte qualche giro sul tuo blog non ci conosciamo.
Io non comprai subito "Street Legal" perchè non era come Desire...lo so è assurdo, ma nel 78 avevo un paio d'anni meno di te ed ero più rigido "quante balle si ha in testa a quell'età".
Darkness invece me l'ero comprato perchè lo avevo sentito alla radio; ma la mia scoperta, il mio disco che comprai da solo, il primo disco tutto mio, fu "Dire Straits". Non sapevo chi erano. Forse al tempo in Italia ancora nessuno sapeva chi fossero. Le radio ancora non lo trasmettevano. Andai alla "Discoteca", allora diretta da "Baffo" Giuseppe Sattin, e lo vidi in vetrina c'era scritto "importazione inglese". Fu la copertina a convincermi a farmelo ascoltare, poi il rumore bianco della puntina le prime note di "Down to the waterline" e fu un grande amore.
Il fascino di quella donna in quella stanza, quella foto sfumata, impressionistica, che ti lascia immaginare, quei contorni non ben definiti che ti permettono di raccontarla tu la copertina, di proiettare storie e vissuti immaginati a 14 anni.
Son passati 30 anni ed il ricordo non passa e resta vivido e fresco.

Scusa ma mi ha commosso il tuo post e mi sono lasciato un po' andare.
ciao e grazie, silvano.

lillo said...

vorrei spezzare una lancia in favore di love and theft, secondo me è un disco bello e sottovalutato, lì dove invece modern times è molto meno bello e tanto più sopravvalutato, ma non credo che si somiglino poi così tanto...

io credo che love and theft rimarrà, mentre modern times ce lo scorderemo col prossimo disco!

Paolo Vites said...

silvano: ma grazie! e lasciami dire che il tuo post su keith richards è un capolavoro assoluto...

lillo: love and theft è un gran disco, modern times la fotocopia sbiadita...

Francesco Santoro - Copyright © 2008 - said...

Darkness O.T.E.O.T., maledizione!
Ma per festeggiare degnamente la ricorrenza, la Sony non doveva pubblicare un cofanetto "simil Born To Run" (edizione 2005)? Del resto nell'ultimo tour, il body builder del NJ, ha eseguito regolarmente per ogni tappa brani tratti da Darkness ed ha pescato a piene mani dal repertorio del Tour del '78. Ho pensato: certezze più che indizi! Invece ...

Anonymous said...

blue bottazzi è stato uno dei miei miti giovanili, lo divoravo sul mucchio con Denti e Zambo, mi fa piacere che sia ancora in pista. I quattro dischi di cui hai parlato nel tuo post contengono ognuno un pezzo che porteri nell'isola deserta, cioè Sultans, Chancing, The promised land e Because the night. Ciao paolo, marcello

Ermanno Labianca said...

Back in he Summer of '78. Those were the best days (and records) of my life.
Cito Bryan Adams, perdonate la leggerezza, ma questo è un plauso -con cui mi associo a Paolo, Marcello, Silvano e a chi in quell'estate ha amato Six Blade Knife, Ghost Dance, Something In The Night e Is Your Love In Vain? -a quattro dischi e a un periodo in cui una canzone poteva ancora cambiarti la vota.

Sympathy for the Lord

"Non puoi combattere la musica gospel. Non puoi combattere una Messa di Beethoven, o l'altezza delle guglie di una cattedrale. Non ...