Thursday, October 09, 2008

Three fuckin' chords

L'amico Riro Maniscalco mi scrive da New York, a proposito di Red River Shore. Gran belle parole, che mi va di condividere. Questa canzone, evidentemente, sta entrando nel cuore di molta gente, un "must". Enjoy.

"Non ho fatto altro che ascoltare Red River Shore... Immagino non ti dispiaccia. Chi è che può far spalancare il mondo del cuore con tre accordi, cantando così, con la voce rotta, da vecchio? Sul testo hai scritto - sostanzialmente - tutto quello che c'è da dire. Ma a me fanno sempre impazzire quei tre accordi.
Qua li chiamiamo "TFC", "three fuckin' chords". 1, 4, 5. Sai cosa vuol dire? È il rapporto tra il primo, il secondo e il terzo (accordo). Ed è la progressione più banale e usata che esista nella musica, dal blues al... liscio...
Ma il miracolo avviene quando quel che potrebbe essere banale si trasforma in "semplice". Ciò che è semplice è come incontaminato - cioè racconta il cuore.
Questa è una ballata "TFC" - ed è di una semplicità che commuove, che muove il cuore, anche se uno non ci capisse un'acca.
Perché non si può non essere presi dallo struggimento, del bene, del bello (una donna! cosa c'è di più bello di una donna bella tra le cose di questa terra?), con quel filo di tristezza che però è un'ammissione che noi questa bellezza non la possiederemo mai, non la possiamo trattenere. Cosa capirà Dylan di tutto ciò?
Secondo me parecchio... Ma dovresti intervistarlo".


Un altro che sa muovere il cuore con "three fuckin' chords" è il canadese, di cui il prossimo 25 novembre esce una piccola gemma, un concerto registrato 40 anni fa, nel 1968, alone and acoustic. Da non perdere, per riscaldare il cuore nell'inverno che ci aspetta.
http://www.thrasherswheat.org/wheatfield.html

7 comments:

Spino said...

Alone and acoustic? già sbavo...

anna said...

...“noi questa bellezza non la possiederemo mai, non la possiamo trattenere” sì, è il filo di tristezza che ha intriso queste sere appena passate ma fa dire: vieni ancora, vieni ancora domani!
thanx Riro!
ehi Paolo, devi intervistarlo!

Vince, se pigli Alone and acoustic me lo farai sentire : )

bye

Anonymous said...

si sbava anche dalle mie parti...

Luca Skywalker

Anonymous said...

Capisco bene quello che dice Riro, di cui ho letto il bellissimo libro, è proprio così, è una canzone che "muove", che richiama ad altro, grande, un abbraccio, Marcello

zirilli74 said...

è una magia che non si può spiegare...Grande Bob!

Anonymous said...

late, but.. grande Riro!
da quando ho avuto l'anteprima ancora fatico col mio ipod a muovermi da questa canzone.. arrivo al massimo a Mississipi.

di canadesi che sanno muovere il cuore ne conosco due, ma la foto mi ha chiarito che non parlavi di celine dion!

Giorgio Natale
ps: di canadese ovviamente ce n'e' un altro.. e sta per venire a milano!!

Paolo Vites said...

uno che ascolta red river shore nell'i-pod non dovrebbe neanche lasciare dei commenti

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