Friday, September 30, 2011

That old weird Greil Marcus

A Woodstock, dove si teneva il più significativo e dirompente (in termini di impatto sulla società reale) festival di tutti i tempi, nell’agosto 1969, lui c’era. Ad Altamont, pochi mesi dopo, nel dicembre dello stesso anno, dove si teneva un altro festival rock che con l’assassinio di uno spettatore mandava a quel paese quanto di buono si era intravisto a Woodstock, lui c’era. Al Winterland di San Francisco, nel novembre 1976, dove quella generazione che aveva sognato di cambiare il mondo a suon di chitarre ballava il suo ultimo valzer davanti alle telecamere di Martin Scorse, lui c’era. E in tantissimi altri posti.



Soprattutto, Greil Marcus era alla scrivania della più prestigiosa e leggendaria rivista rock di sempre, quel "Rolling Stone" sulla cui copertina, almeno un tempo, pur di apparire, un musicista avrebbe venduto l’anima al diavolo, o la madre al vicino di casa. Dipende dal tipo di musicista.
In realtà ci rimase per poco, la fine degli anni Sessanta e i primissimi Settanta, per poi passare a riviste concorrenti come Creem e infine decidere che scrivere di musica rock sì è bello, ma non abbastanza.

Dalla metà degli anni Settanta Greil Marcus alterna i suoi scritti rock alla professione di professore universitario: insegna American Studies all’università di Princeton, Berkeley e Minnesota e alla New School di New York. Con queste credenziali Marcus ha dato vita a qualcosa che prima di lui era inedito: scrivere cioè di rock esattamente come si scrive di letteratura o di politica, Shakespeare o Bill Clinton per capirci, dando alla musica rock la giusta valenza sociale e culturale che merita.

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4 comments:

Skywalkerboh said...

ho capito: mi tocca acchiappare anche questo ;)

Fausto Leali said...

l'avevo già addocchiato in libreria...adesso mi tocca comprarlo :-)

Steve Finnell said...

you are invited to follow my blog

Paolo Vites said...

should I?

Sympathy for the Lord

"Non puoi combattere la musica gospel. Non puoi combattere una Messa di Beethoven, o l'altezza delle guglie di una cattedrale. Non ...