Saturday, September 03, 2011

The Lost Hank Williams Notebooks

Quando Hank Williams morì, all'età di 29 anni, nella parte posteriore della sua Cadillac la mattina presto del Capodanno nel 1953, lasciò nel baule una borsa ricamata in pelle marrone, che usava per trasportare notebook con pagine di testi e idee musicali. Alcuni erano completamente finiti, altri appena iniziati. L’odissea di questo notebook di Hank Williams viene raccontata nelle note di copertina dell'album, scritte da Michael McCall del Country Music Hall of Fame e Museum, che osserva: "La storia dei notebook di Hank è così complesso come la leggenda stessa. Eppure, alla fine, ciò che più conta sono le canzoni, e queste sorgere di nuove opere dall'etere con rilevanza spettrale. Come per i suoi molti standard, queste nuove registrazioni toccano direttamente l'anima dell'uomo.



Qualche volta lavorare al sabato ha i suoi lati positivi. Ad esempio ricevere da qualcun altro che sta lavorando anche lui al sabato il link per l'ascolto di un disco atteso in uscita ai primi di ottobre, e che suscitava grande curiosità. Si intitola The Lost Hank Williams Notebooks, è prodotto da Bob Dylan per la sua eithcetta Egyptian Records e presenta una dozzina di brani con testi originali dell'immenso Hank Williams musicati appositamente da Dylan stesso e altri (c'è anche Jakob Dylan, ed è la prima volta che padre e figlio appaiono insieme sullo stesso disco). Un po' come i testi di Woody Guthrie inediti musicati anni fa da Wilco e Billy Bragg.



E come quel disco, in modo diverso, è straordinariamente bello. Tutti hanno messo sui testi di Williams la propria classica impronta musicale, ma essendo tutti personaggi profondamente influenzati dallo stesso Hank, l'operazione risulta vincente. Dylan fa Dylan, Lucinda Williams fa Lucinda Williams, Levon Helm fa quello che The Band ha sempre fatto. Jack White? Be' il ragazzone piacione è l'unico che imita in modo evidente Hank Williams, ma che poteva fare, meglio così che quelle robe tipo poropopò con cui ha ammorbato l'etere ai tempi della sua disciolta band, che non nomino neanche. Piace, e tanto, Holly Williams, la nipote di Hank, che ritrova il nonno che non conobbe mai. Piace Sheryl Crow, con ua marcia in più quando si dà alla country music (e fallo sto disco country come mi avevi detto una volta, Sheryl).E Merle Haggard? Ha! Stupendo, cazzo non ci sono proprio più cantanti così oggigiorno.Patty Loveless? Divina. Pure 100% country music.

E Bob Dylan? Meraviglioso. Canta benissimo, scordatevi l'uomo lupo dei concerti, e se è vero che oggi in studio si può far apparire intonata grazie alla tecnologia anche Britney Spears, è altrettanto vero che come sempre negli ultimi dieci anni quando canta brani altrui, di quegli autori che lui adora ("Le canzoni di Hank Williams sono la mia religione" ebbe a dire) se ne esce con le performance più riuscite. Splendido, come tutto il disco. Uno dei dischi dell'anno, of course.

7 comments:

Skywalkerboh said...

Anzitutto ben tornato ;)

Ora ho l bava alla bocca... Questo album è da acchiappare immediatamente!
Spero ne facciano una versione in vinile

ciocco72 said...

da avere!

Fausto Leali said...

lo vedo già sullo scaffale di casa...

lillo said...

io me lo sogno da mesi, e proprio come fausto gli ho già segnato il posto. me lo immagino come una figata pazzesca. ma non c'è il modo di sentirne già qualcosa in giro?

laura said...

un buon motivo per iniziare bene l'autunno. chi l'ha detto che bisogna essere tristi e depressi? music heals

Maurizio Pratelli said...

non amo i dischi dove ci suonano in troppi. Father & Son sarebbero bastati, come wilco % Bragg

jesus's inferno said...

non vedo l'ora di sentirlo